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Anno 9
Numero 10
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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FRANCESCO NUTI l’insostenibile pesantezza
della fortuna
Antonia Bonomi
Il 9 gennaio 2003 i giornali
riportano un’affermazione dal vago sapore ricattatorio di Francesco Nuti:
“Se non mi fanno lavorare, me ne volo via…”, dando come termine il 15
febbraio. “Non vedo più un futuro davanti a me, non riesco più a lottare,
dai produttori ricevo solo rifiuti, chiedo soltanto di poter lavorare… i
produttori che ho fatto arricchire per anni mi sbattono la porta in faccia…
non me la sento di licenziare persone che lavorano per me… non sarà quello il
giorno, sceglierò io come e quando, finirò la mia autobiografia che uscirà
postuma e poi smetterò di lavorare…
Che l’attore regista toscano “non stesse bene in salute”, era una voce che
circolava da tempo nell’ambiente dello spettacolo, depressione e alcolismo
erano le cause. Qualche altro articolo sui giornali, finché alla fine
d’aprile Nuti è ricoverato d’urgenza: un malore, un tentativo di suicidio?
A telefonare ai pompieri è un amico, insospettito da una sua telefonata in cui
ribadisce la volontà di “volare via”. Lo trovano svenuto, vittima
probabilmente di farmaci e alcol. Qualche giorno prima Maurizio Costanzo gli
aveva dedicato una lettera aperta su di un quotidiano, esortandolo a curarsi. Sì,
perché Nuti rifiutava di essere curato. Oltre alla disastrosa situazione
professionale, l’attore regista adduceva anche il fatto di non poter vedere la
sua bambina che, secondo lui, la sua ex compagna Annamaria Malipiero gli
impediva di vedere. Di tutt’altro avviso la signora, la quale ha dichiarato
senza perifrasi che la bambina poteva vederla, ma solo in sua presenza perché
era ubriaco.
Francesco Nuti ha fin da bambino il pallino della recita, e inizia con il
cabaret, nel gruppo dei Giancattivi con Alessandro Benvenuti e Athina Cenci. Nel
1982 interpreta come attore Ad ovest di Paperino, seguono Madonna che silenzio
c’è stasera, Io, Chiara e lo scuro, Son Contento, nel 1985 dirige Casablanca,
Casablanca che rifà il verso al film omonimo, a seguire Tutta colpa del
paradiso, Caruso Pascoski di padre polacco, Donne con le gonne e sono successi
di critica e botteghino che gli fruttano anche tre David di Donatello, finché
inizia la parabola discendente e OcchioPinocchio e Il signor Quindicipalle
floppano, quest’ultimo malgrado la presenza di Sabrina Ferilli, quanto agli
ultimi film del 1999, Io amo Andrea e Caruso zero in condotta, sono un disastro.
Il progetto per Olga e i fratellastri Billy, presentato a Giovanna Melandri
quando questa era ministro della Cultura non ha seguito per l’intervenuto
cambiamento politico, ora ha in progetto Solo quando potrò cullare un bambino
ma nessuno ne vuole sapere.
Nel privato, il riccioluto attore con la fossetta nel mento ha avuto molti
amori, tutti piuttosto brevi e per lo più con partner, Giuliana De Sio e
Clarissa Burt per fare un paio di nomi.
Com’è Francesco Nuti Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Per parafrasare un suo film… tredici palle in meno, cioè un paio di palle!
Non lo si può definire un genio, non è un idealista, l’ironia non gli manca
ma è in offesa, una sorta di difesa preventiva a scudo dell’ipersensibilità
suscettibile, sempre occupato a liberarsi di guai e nemici gonfiati o
immaginari. Creativo, ma di relativo spessore, abile nello sfruttare le
situazioni ma incapace di costanza, vanitoso e pronto ad inorgoglirsi per i
successi, perciò molto vulnerabile in caso d’insuccesso,
le frustrazioni intellettuali sono particolarmente penose da sopportare.
Purtroppo, vista la relativa forza della sua personalità, la fortuna è
indicata in dosi massicce dagli splendidi trigoni della Luna, ma Venere è
negativa con gli stessi pianeti: si dà mete sproporzionate alle sue possibilità,
non sa dosarsi, s’impunta. È infantile e prepotente, la Luna fa scattare la
mania di persecuzione e la lamentosità, il vittimismo, ed è chiaro nei cattivi
aspetti di Venere e Giove con Nettuno il rischio di scivolare nei cosiddetti
vizi.
Ce la farà a recuperare? La medicina fa miracoli, ma in prima persona
dovrebbe prendere in considerazione d’inserire nei suoi pensieri un grosso pizzicone di umiltà.
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