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Anno
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Numero
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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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Personaggi  della Politica
del segno del 

TORO
SADDAM HUSSEIN e il 13 dicembre 2003, il giorno più bello della sua vita 

Antonia Bonomi 

Smagrito, sporco, pidocchioso ecco come è stato mostrato al mondo il raìs irakeno del terrore, quello delle “armi  di distruzione di massa”, dopo la cattura avvenuta nella serata del 13 dicembre 2003. Lo hanno trovato dalle parti della sua città natale, nascosto in un Saddam Hussein cunicolo, una sorta di tombino, abbracciato ad una valigia piena di quattrini. Ci sono voluti seicento uomini tra americani e guerriglieri curdi per stanarlo, e non è stato sparato un colpo. Mi è un po’ difficile pensare che quel barbone, nel senso di clochard, abbia guidato la resistenza dei suoi fedelissimi, quelli che impallinano gli americani e compiono attentati contro i loro alleati, mentre mi viene più facile pensare che quel barbone, nel senso di clochard, per mesi sia stato prigioniero di chi se ne infischiava delle migliaia di dollari che custodiva nella valigia, pensando ai miliardi di taglia che avrebbe riscosso consegnandolo. Sono felice che almeno uno dei piccioni latitanti, l’altro è Osama bin Laden, sia caduto nella trappola, anche se non cambio idea sul fatto che la “guerra preventiva” sia stata un arbitrio bello e buono. La conferma che Saddam fosse solo un vanesio, uno spaccone prepotente e superficiale con tendenza alla crudeltà, come è indicato nel suo quadro natale, mi viene dal fatto che dopo l’attacco e la vittoria non siano state trovate queste famose armi di “distruzione di massa”, e i quattrini li ha spesi per sé e la propria burina grandeur, li ha trasferiti sperando di goderseli in pace, e mi viene dal fatto che si sia lasciato prendere, anche se in fondo ERA GIA’ PRIGIONIERO DI CHI L’HA CONSEGNATO. Ecco le mie previsioni riguardanti Saddam per quest’anno (2003 ndr), si trovano ancora sul giornale, e seguono quelle di Bush:
“Quanto al suo nemico Saddam Hussein è messo maluccio per tutto l'anno. Vuoi per Giove, vuoi per Mercurio, che è quello che tra dicembre 2002 e l'inizio di febbraio 2003 gli fa trovare gli agganci per far slittare l'attacco ma serve a poco, non lo favorisce neppure Urano quando si sposta nei Pesci e va quadrato al suo Marte. Potrebbero aiutarlo Saturno da giugno e Giove da settembre, ma dovrebbe calarsi le brache, però Saturno è quadrato a se stesso natale, Giove in cattivo aspetto con la Luna e Marte, la tentazione di fare il furbo e il forte è grandissima. I periodi a maggior rischio sono tra marzo e la fine di maggio, da luglio in poi. Potrebbe avere anche brutte sorprese dal suo plebiscitario popolo”.
Se permettete: il 20 marzo l’Iraq è stato attaccato, il primo maggio Bush ha dichiarato la guerra vinta, con i tempi ci sono rientrata benissimo, quando ho scritto del “plebiscitario popolo” non si parlava di taglie. Azzardo un’ipotesi sulle basi del quadro natale di Saddam: è come minimo dalla fine di giugno che era più o meno prigioniero, da settembre lo è stato definitivamente. Chi lo ha salvato dall’essere stato consegnato cadavere è stata la grossa taglia propiziata da Saturno in ottimo aspetto con il suo Sole ed Urano. Cosa diceva il suo cielo il 13 dicembre del 2003? Che da almeno quindici giorni erano in corso trattative e che per lui il periodo e il giorno erano molto, molto favorevoli. Non ritengo un’ipotesi improbabile che sia stato lui stesso a spingere i suoi più o meno carcerieri a manovrare la consegna, da quel gran furbastro che è, sapendo che gli americani non possono metterlo al muro, perciò creando loro nuovi problemi. Lui a guidare la guerriglia? Troppo rozzo, sanguigno e superficiale per essere così organizzato. È un parvenu e come tale si è comportato, il terrorismo su scala mondiale appartiene ad altre menti, a chi non si costruisce false antichità mesopotamiche di stucchi e oro. Lui è una semplice carogna mitomane e megalomane, un istrione, perciò un dittatore ma non un organizzatore. Lui tortura e stermina, non studia a tavolino. Catturare Saddam è stato un bel colpo mediatico, ma all’atto pratico significa poco. La mente non è una sola come non sono uno solo i fanatici, e quelli si nascondono, non fanno i dittatori.

SADDAM HUSSEIN, il dittatore impiccato il 30 dicembre 2006