Subito dopo la
sua scomparsa, la Stampa ha dato ampio risalto al tuo rapporto con il genio maledetto,
appannando la tua immagine con rivelazioni non troppo edificanti?
Nonostante tutto quello che si è detto e visto, io sono
tranquilla ed ho una grand'ammirazione per quest'uomo, che mi è stato caro quale maestro
di vita. Se sono riuscita nella mia carriera lo devo principalmente a questo fantastico
attore, che era coltissimo e sapeva raccontarmi delle storie fantastiche!
Ti sei trovata bene sul lavoro con Tinto Brass che ti
ha diretto in "Paprika" (1991)?
Entrambi siamo veneti e abbiamo la stessa irrefrenabile
allegria, viene da sè che sul set il divertimento era assicurato!
Ma non hai provato imbarazzo a girare scene così audaci?
Ho vissuto tutto con l'incoscienza e l'intraprendenza dei
miei vent'anni. Il film l'ho visto solo la sera della "prima", probabilmente se
lo rivedessi oggi, sarei un po' critica, non con Brass, ma con me stessa!
Qual è il difetto e il pregio del cineasta iconoclasta?
Il pregio di Brass è la complicità, lui riesce a
mettere a suo agio le attrici dei suoi film e a renderle, parte integrante dell'erotismo
ironico. Il suo difetto peggiore è continuare a pensare che mi rammarichi di aver
interpretato un suo lungometraggio.
Secondo te perché Tinto Brass è tanto criticato?
Non lo capisco, anche perché altri registi, come Bigas
Luna, anima nera di "Le Età di Lulù" è accolto trionfalmente nel nostro
Paese. Secondo me siamo affetti dalla sindrome che "lerba del vicino è sempre
più verde", insomma un eccesso di esterofilia!
Cos'é la volgarità?
E' dire o fare qualcosa che non abbia una ragione estetica
ben definita.
C'è stato un momento in cui sei stata sfiorata dalla
volgarità?
Mai, anche perchè le mie scelte hanno sempre avuto un
senso, ovviamente legato al momento!
Quali
sono i difetti dell'attore e contro cosa deve combattere?
L'attore deve stare attento al narcisismo e deve combattere
per non soggiacere alla precarietà della sua professione.
Da quale regista ti piacerebbe farti dirigere?
Da Giuseppe Tornatore di cui ho apprezzato "La leggenda
del pianista sull'oceano".
Qual è il cinema che ti piacerebbe fare?
Quello in costume che peraltro, ho già frequentato con
successo, interpretando "Paganini", "Con gli occhi chiusi" e
"Albergo Roma", per la regia di Ugo Chiti.
Che importanza dai al pubblico?
Unimportanza notevole, perché vivo delle sue
conferme.
Quale tipo di pubblico è interessato a Deborah Caprioglio?
Penso di interessare a tutti, sono troppo spontanea per
essere antipatica!
Ti fa paura la vecchiaia?
Quando sei vecchio rischi di essere ammalato e solo ed è un
rischio cui non vorrei sottopormi, quindi preferirei morire prima di ammalarmi!
A chi rivolgeresti un messaggio?
A Bertolucci, affinché mi chiami ad interpretare il ruolo
di Maria Davalos per il film ispirato al libro "Assassinio a
sette voci".