|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopi
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 9
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

 |
...per parlare con
Antonia Bonomi
899.060.888
|
Personaggi
della
Storia
del segno del
TORO
|
LUCREZIA BORGIA quando le colpe dei padri
ricadono sui figli
Antonia Bonomi
Lucrezia Borgia è stata per anni considerata un prodotto tipico del mondo
corrotto e perverso rappresentato dalle corti rinascimentali italiane. Già in vita fu
accusata delle azioni più turpi, probabilmente
una conseguenza dell'odio suscitato dai suoi due terribili parenti: il padre, papa
Alessandro VI che si credeva "simile a dio", apertamente licenzioso, che ebbe
più figli illegittimi, i più amati dei quali furono Lucrezia e i tre fratelli, e il
fratello Cesare genio malvagio, infame fino al midollo. Si parlava di veleni, la celebre
"cantarella" che colpiva i nemici della casata (e gli stessi appartenenti), dove
non arriva il pugnale, d'incesti e di quant'altro d'orribile fosse possibile immaginare.
La fama di Lucrezia non migliorò nel tempo e fino al secolo scorso si può dire che abbia
alimentato la corrente anticlericale. Ricerche recenti e più attente, tendono a
dimostrare che Lucrezia fu più che altro strumento della smania di grandezza dei due
terribili parenti citati.
A dodici anni fu fidanzata per procura con un nobile spagnolo, don Gaspare da
Procida, ma il padre ruppe la promessa quando pensò di poter ricavare di più dal
matrimonio con un nobile italiano. Ed ecco Lucrezia sposa poco più che tredicenne ad un
vedovo, Giovanni Sforza da Pesaro. Ma il papa si allea con il re di Napoli e, intravedendo
nuovi benefici, scioglie rapidamente questo matrimonio e Lucrezia è sposa del diciottenne
Alfonso d'Aragona, duca di Bisceglie, figlio naturale del re napoletano.
Voci dicono che tra l'annullamento del primo matrimonio e il secondo, Lucrezia si fosse
innamorata di un cavaliere spagnolo, Pedro Galdes, ucciso da Cesare poiché intralciava i
suoi piani e quelli paterni.
Lucrezia si sposa, i due hanno un figlio, Rodrigo, e si amano teneramente.
Alfonso, però, incomincia a temere per la propria vita non appena il papa si allea con i
francesi il cui re ha mire sul regno napoletano. Fugge da Roma, ma vi torna per rivedere
la moglie che ama. La notte del 15 luglio 1500 è assalito da un gruppo di sicari presso
le scale della Basilica di S. Pietro, pugnalato e lasciato per morto. Pur ferito
gravemente, riesce a rialzarsi e a trascinarsi fino agli appartamenti di Lucrezia dove
stramazza privo di sensi davanti al papa e alla moglie, nonché alla propria sorella
sposata con il minore dei Borgia. Le due donne lo mettono a letto e per un mese si
alternano al suo capezzale evitando che rimanga solo sia pure per un istante. Sono sicure
che il pericolo è all'interno del palazzo, tanto è vero che ciò che l'infermo mangia è
esclusivamente preparato da loro. Tutto inutile: il 18 agosto il principe, ormai in via di
perfetta guarigione, è misteriosamente strangolato. Ma nella sua morte, tutti riconoscono
la mano di Micheletto, alias Michele Corella, uomo di fiducia di Cesare Borgia, il suo
boia personale. Lucrezia si rifugia a Nepi, uno dei suoi tanti possedimenti. Passato il
periodo della vedovanza eccola di nuovo a Roma, dove esercita anche il ruolo di reggente
del padre quando questi deve allontanarsi. Intanto, Cesare e il padre papa hanno
conquistato larga parte della Romagna, a scapito di Caterina Riario Sforza. Il potere va
consolidato e Lucrezia torna buona. Le combinano un nuovo matrimonio con Alfonso erede
legittimo del ducato di Ferrara e Modena. Terza fastosa cerimonia per procura il 30
dicembre del 1501, un mese dopo Lucrezia fa il suo ingresso nella corte estense. Alfonso
non aveva nessuna intenzione di sposarsi, non amava Lucrezia, ne conosceva la terribile
fama, ma aveva ceduto alle pressioni del padre che invocava la ragion di stato. Del resto,
chi osava opporsi ai Borgia faceva invariabilmente una misera fine. Ma, quando la vede
giungere a Ferrara, bionda e bellissima, con gli occhi azzurri, è preso dall'incantesimo
e se ne innamora perdutamente.
A Ferrara, Lucrezia conduce una vita esemplare all'insegna della virtù e della
carità. Ancor prima che il marito assuma il
titolo di conte, ha raggiunto un posto di preminenza nella corte, radunando attorno a sé
artisti e letterati che la celebrano nelle loro opere. La sua bellezza e la sua
intelligenza sono cantate dal Bembo che le dedica Gli Asolani, dall'Ariosto che ne celebra
la virtù in una stanza dell'Orlando furioso e nelle Satire. La sua felicità è appannata
dalla morte del padre nel 1503. Papa Borgia e il figlio Cesare hanno contemporaneamente un
malore, si dice da avvelenamento, cui Cesare sopravvive ma non il papa. Nel 1507 è la
volta di Cesare e nel 1507 la sfiora un nuovo scandalo. Ercole Strozzi, letterato e uomo
politico ferrarese, è assassinato e qualcuno dice per colpa d'Alfonso, geloso della sua
amicizia con Lucrezia. Ma si tratta di un "si dice".
Lucrezia e Alfonso ebbero sei figli, quattro solo dei quali sopravvissuti all'infanzia, e
la bionda e splendida figlia del papa muore in odore di santità nel giugno del 1519, per
i postumi dell'ennesimo parto. Nel frattempo, aveva trovato anche il modo per farsi
terziaria francescana.
Cosa dice l'Astrologia? La prima cosa che balza agli occhi nel suo quadro è
Nettuno nello Scorpione, nella quarta casa, opposto a Marte. La famiglia è un covo di
vipere, c'è qualcosa d'oscuro, l'ambiente è malsano, Lucrezia è figlia illegittima. La
Luna e Mercurio in casa ottava d'Ariete indicano che è vittima di ricatti, ma che è di
tempra forte come ripete il Sole nel Toro, in eccellente aspetto con Saturno
all'ascendente, e che "all'estero" può trovare la sua fortuna. Ha un grosso
difetto: possiede un forte spirito di clan, gli interessi comuni vanno salvaguardati, ed
è possibile che abbia seguito, ribellandosi per modo di dire, le imposizioni paterne e
fraterne sia perché erano i suoi "superiori" sia perché aveva tutto da perdere
in termine di privilegi. Inoltre, è di sangue caliente, buongustaia nelle cose di sesso
ed è possibile che i giochetti fraterni siano stati qualcosa più di chiacchiere. Ma
possiede un fondamentale buon senso, è intelligente, ha bisogno di tranquillità, di
sicurezza ed ecco che, una volta in quel di Ferrara e lontana dall'influenza del padre e
del fratello, esplode la sua vera natura di casalinga fedele, appagata dal suo rango e
dall'ammirazione che le è tributata.
Qual è la conclusione? Era un essere umano a tutto tondo, ha sbagliato per
inesperienza e per malinteso senso della famiglia, ma avrei voluto vedere come avrebbe
potuto ribellarsi, fuggire, nascondersi, appena ne ha avuto la possibilità, si è
raddrizzata. La Luna opposta a Plutone indica disturbi agli organi sessuali e le
gravidanze della povera Lucrezia sono state, a quanto riferiscono i cronisti, tutte
difficili, fino a morirne. Con ogni probabilità soffriva di disfunzioni tiroidee.
|