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Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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TORO

VLADIMIR NABOKOV DIETRO LO SPECCHIO dell’Astrologia: l’animo di un insegnante e il desiderio di essere sedotto

V. NabokovAntonia Bonomi

La prima passione di Vladimir Nabokov era scrivere, la seconda le farfalle di cui andava a caccia in ogni momento libero. La maggior parte delle fotografie circolanti lo ritraggono con i calzoncini al ginocchio, calzettoni e retino in mano. Un’immagine che fa riflettere.
La critica è per lo più unanime nel riconoscergli una consumata abilità letteraria, nel definire le sue trame, sempre sospese tra realtà e fantasia, un sottile gioco intellettuale all’insegna di una lucida ironia e di un’impietosa profondità psicologica nel tratteggiare i personaggi.
Per sua ammissione non scriveva in modo autobiografico, ma il figlio Dmitri dichiara di riconoscere: "…alcune caratteristiche paterne, oggetti preziosi, di cui amava dotare i suoi personaggi per costruire loro attorno decoro scenico". Sempre secondo il figlio, il padre sosteneva di dire alcune cose che non avrebbe potuto dire se non avesse saputo molto di più.
La vita di Nabokov? La reale a tre: lui, la moglie Vera e il figlio Dmitri. La moglie Vera, quella che salvava dalla distruzione i capitoli di Lolita, sempre pronta a difendere e sostenere il marito, sempre vicina a lui nella buona come nella cattiva sorte, che fu per lo più buona, il figlio che in lavori teatrali e cinematografici interpreta il padre Vladimir e dichiara esemplari entrambi i genitori. La vita segreta? Popolata dalle sue donne-bambine di parole, di carta di cui voleva essere insegnante e dalle quali voleva essere sedotto. Quando parlava di Lolita, Nabokov raccomandava di evocarla con la "L" liquida, di pronunciare la prima sillaba che suonasse come lollipop (lecca lecca!?). Donne di parole e carta, invenzioni di uno scrittore? Osservando il quadro natale di Nabokov non si ha quest’impressione. Di Lolita si sa tutto, di Ada un po’ meno. Ada è la protagonista dell’ultimo romanzo di Nabokov, uscito nel 1969 in inglese. Bruno Oddera ne fece subito per Mondadori una traduzione, introvabile, è ora ritradotto da Valentina Crepax per Adelphi. Se qualcuno si è scandalizzato leggendo Lolita, non può restare che sconcertato leggendo Ada. In breve, si tratta della storia di un incesto fra due cugini in realtà fratelli, Ada ha dodici anni e il fratello-cugino Van quattordici e mezzo, i quali coinvolgono nei loro giochetti Lucette, otto anni, sorella e sorellastra di entrambi. Incesti e amori saffici tra adolescenti e bambini che si protraggono fino alla vecchiaia, anche se Lucette li abbandonerà suicidandosi a venticinque anni, dopo aver tentato un’ultima volta di avere il cugino tutto per sé. L’ambientazione è strana, sempre tra realtà e fantasia, a metà libro si scopre che tutto quanto narrato accade in una sorta di Antiterra in anticipo di cinquant’anni sulla realtà terrestre. Il linguaggio degli adolescenti perversi è da adulti senza pudore e senza rimorsi.
il figlio di NabokovMa, può un autore immaginare certi fatti, certi personaggi, traendoli dal nulla, oppure solo osservando la realtà, ciò che accade nel mondo? Le fantasie erotiche, anche le più spinte, esistono, non c’è dubbio, ma quanti sono coloro che le attuano nella realtà? Una parte, mentre un’altra parte non si sognerebbe mai né di rivelarle né di tradurle in pratica. Nabokov le ha scritte. Osservando il suo quadro, il Sole in Toro e la Luna nella Vergine indicano il borghese e borghese è stato il comportamento di Nabokov quando voleva che Lolita uscisse in forma anonima per non turbare gli animi, e i rapporti perché non mancava di spirito pratico, con gli amici e i docenti delle università presso le quali insegnava. Ma il resto, è tutto conforme al professor Humbert Humbert, ad Ada, Lolita, Van: aveva il sesso in testa. Nella posizione dei pianeti si ritrova esattamente ciò che i critici hanno detto di lui: ironia, profondità psicologica, lucidità, intelligenza critica. Saturno nel Sagittario indica il professore, l’insegnante che c’era in lui, i pessimi aspetti della Luna con Saturno, Nettuno e Venere, di Venere con Saturno e Nettuno, Giove nello Scorpione perfettamente opposto al Sole, in quadratura con Marte nel Leone parlano di una disordinata volontà di godimento, di erotomania, scarsa considerazione per le donne e scarsa attrazione per le donne mature, perenne eccitazione nervosa, dissolutezza e potrei andare avanti su queste note in tutte le gamme possibili e immaginabili, ma chiudo con il desiderio di insegnare e di essere sedotto indicati da Saturno e da Venere nei Pesci, quest’ultima indice tra l’altro di lascivia e l’aspetto di calvizie, ed era calvissimo. C’è un particolare molto interessante: Nabokov era tendenzialmente schizotico. In parole povere: viveva su due piani diversi. Quello reale, quotidiano condotto nel modo più borghese possibile, cercando di non crearsi complicazioni, appoggiandosi alla moglie-madre che aveva sacrificato le sue ambizioni per lui, il lato perverso messo sulla carta. E solo sulla carta avrebbe potuto compiere certe azioni, poiché era tendenzialmente impossibilitato a realizzarle nella realtà, frenato dalle remore borghesi.
Humbert succube di Lolita, il cugino Van che seduce e si fa sedurre dalle due sorella-cugina sono l’incoscio-conscio di Nabokov che con freddezza e ironia metteva nero su bianco i suoi fantasmi, esorcizzandoli. Rammentate? Nabokov non aveva una grande considerazione per le donne, e non si può dire che abbia fatto loro una grande cortesia creando questi personaggi, le farfalle, che si fa con le farfalle? Si catturano con il retino e si infilzano con uno spillo perché muoiano senza che si sciupi la bellezza delle loro ali. Così Nabokov, il borghese perverso, uccideva metaforicamente quelle donne odiate, ma necessarie alla sua ossessione per il sesso.