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Numero 45
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Personaggi di
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del segno della
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DON ORESTE BENZI la santa luce degli ultimi
Antonia Bonomi
Don Oreste Benzi si è spento
nella notte tra l’1 e il 2 novembre, proprio all’inizio del giorno dedicato
ai defunti. Figura notissima, scomoda, nasce a S. Clemente, un paesino
nell'entroterra collinare romagnolo, da una povera famiglia di operai ed è il
settimo di 9 figli. A
12 anni entra in seminario a Rimini e viene ordinato sacerdote nel giugno del
1949, nel luglio dello stesso anno è nominato cappellano della parrocchia di
San Nicolò a Rimini. Nel 1950 viene chiamato in seminario a Rimini quale
insegnante e nella medesima data nominato Vice Assistente della Gioventù
Cattolica di Rimini, di cui sarà assistente nel 1952. E' in questo periodo che
matura la convinzione dell'importanza di essere presenti agli adolescenti nei
quali si formano i metri di misura definitivi dei valori di vita. Riteneva
fondamentale realizzare una serie di attività che favorissero un "incontro
simpatico con Cristo" per coinvolgere la maggior parte di giovani che
venivano ad avere incontri decisivi per la loro formazione con tutti ad
eccezione di Cristo. In questo progetto rientra la costruzione di una casa
alpina ad Alba di Canazei per soggiorni di adolescenti, realizzata dal 1958 al
1961. Mantenendo l'impegno fra gli adolescenti, nel 1953 è designato direttore
spirituale nel seminario di Rimini per i giovani nella fascia di età dai 12 ai
17 anni. Dal 1953, oltre al seminario, insegna religione alla scuola Agraria
"S. Giovanni Bosco" di Rimini, frequentata dagli adolescenti nei primi
tre anni dopo le elementari. Nel 1959, continuando l'ufficio di padre spirituale
in seminario e la presenza fra gli adolescenti in Diocesi , è trasferito al
Liceo Classico "Giulio Cesare" di Rimini, poi al Liceo Scientifico
"Serpieri" di Rimini, ed infine nel 1969 al Liceo Scientifico
"Volta" di Riccione. In questi anni “arruola” giovani volontari
che si prestano a fare vacanza animando i soggiorni montani per gli adolescenti
in difficoltà che vanno dagli handicappati fisici e psichici agli sbandati di
vario tipo. Nel 1968, con i suoi volontari e con alcuni altri sacerdoti, dà
vita all'Associazione Papa Giovanni XXIII, che ottenne poi il riconoscimento
della personalità giuridica con DPR 5/7/72. Dall'incontro con persone che
"nella vita non riuscirebbero a cavarsela da sole", fra le quali
rientrano anche le prostitute, e grazie alla disponibilità a tempo pieno di
alcuni giovani, il 3 luglio 1972 Don Oreste Benzi guida l'apertura della prima
Casa Famiglia, una sia “invenzione”, dell'Associazione Papa Giovanni XXIII a
Coriano. Alla sua morte le case famiglia sono 260 in Italia e 600 nel mondo. Ai
suoi funerali sono presenti diecimila dei suoi protetti.
Com’era Don Luigi Benzi Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Era la cosa più semplice di questo mondo: una persona di buon senso, animata da
un altissimo senso della giustizia, niente utopie, fronzoli, ma tanta sostanza.
Intelligenza, intuito e fiuto psicologico, apertura e sana diffidenza, una mente
sempre in movimento, certo che era ambizioso don Oreste, ma si trattava di una
qualità stimolante, che lo spingeva a fare sempre di più e sempre meglio, era
critico verso se stesso e detestava fare brutta figura, se c’è qualcosa che
ha emendato i primi sono stati i suoi difetti e senza dubbio se ne è
riconosciuti più di quanti ne avesse. Energico, lavoratore, polemico, credeva
ciecamente in ciò che faceva e diceva, se barava era a fin di bene. Il suo
carattere è nelle sue opere: era contro l’aborto e offriva aiuti concreti a
madre e figlio, “raccomandava” chi lo meritava senza vergognarsi perché
“i poveri non li aiuta nessuno e allora lo faccio io”, organizzava cortei
per non far chiudere reparti di ospedali, per la costruzione di case popolari.
Qualcuno ha scritto sul libro dei ricordi “… se tutti fossero come te, il
Paradiso sarebbe qui in terra”, pensiero che condivido. E mi unisco a chi lo
vuole subito santo, perché i suoi miracoli non sono stati per uno ma hanno
salvato e dato speranza a tanti, per la sua tonaca lisa e impataccata, perché
le cronache si sono interessate di lui solo per le sue opere e non per le
mondanità.
O la chiesa ha bisogno del fanatismo delle beghine?
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