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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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VERGINE
BRUCE SPRINGSTEEN un boss romantico, rabbioso per senso della giustizia 

Antonia Bonomi 

Bruce Springsteen nasce in una cittadina operaia del New Jersey, Freehold, da padre camionista e madre segretaria di origini napoletane. Nei suoi ricordi da adulto il padre è uno spaventoso dittatore, parlare di libri è un'eresia, in casa sua l'ignoranza regna sovrana. Lui è un ragazzino solitario, pigro in genere e svogliato a scuola, tanto da essere isolato sia dai professori sia dai compagni, con i quali ammette di non essere mai riuscito a comunicare. Dagli altri si sentiva separato da un muro contro il quale rimbalzava, si sentiva come uno isolato nello spazio. A nove anni vede per la prima volta Elvis Presley in televisione e incomincia ad appassionarsi alla musica, a quattordici acquista una chitarra da un rigattiere e in casa si scatena l'inferno. Il padre non ne vuole sentir parlare, ma Bruce insiste nella sua passione che, dice, lo ha salvato dall'apatia e a diciassette anni varca per l'ultima volta la porta di casa, imboccando la… via della strada.
Incomincia ad esibirsi in una cittadina balneare, conosce ragazzi che amano il rock e fonda il suo gruppo, l'E Street band. Le sue esibizioni sono sempre dal vivo e questo gli crea una certa, buona, reputazione, ha un manager che gli procura un'audizione con John Hammond, l'uomo che aveva scoperto Bob Dylan e capo di una grossa casa discografica, il quale si rende conto che il giovanotto "può restare in scena per una generazione" e lo mette sotto contratto. Le prime produzioni poetiche e intimiste, anno 1973, non hanno un grosso successo, ma nel 1975 con Born to run, nato per correre, è il successo, schizza ai vertici delle classifiche e conquista in contemporanea, primo artista a riuscirci, le copertine di due importanti settimanali americani. Ormai è un mito. La gente lo segue perché lo sente vero, avverte sinceri i suoi testi che parlano di storie quotidiane, di periferie, di corse in automobile, di sogni. Sul palcoscenico, in jeans e canottiera proletaria (ha anticipato Bossi!), non sta meno di quattro ore, faticando e sudando, raccontando, in fondo, la sua storia: emarginazione e successo. Comincia a leggere e si accorge che, forse, la realtà non è proprio quella, che i fondamenti del credo americano, dignità e libertà per tutti, sono costantemente violati e cambia musica, nel senso che canta la realtà di tutti i giorni, la vita dei perdenti con le loro disillusioni e il loro fallimenti. Nasce Nebraska, segue quello che viene considerato il capolavoro di questo periodo, Born in the Usa, travolgente nei ritmi, critico nei testi. È di nuovo in testa alle classifiche. Refrattario al matrimonio, il 13 gennaio del 1985 sposa la modella Julienne Phillips e di nuovo cambia musica: ora canta l'amore coniugale. Nel 1987 la musica cambia ancora, l'amore è anche carico di paure e la moglie annuncia il divorzio. Lui sborserà tredici miliardi di lire per recuperare la libertà e poco dopo eccolo di nuovo accasato con Patti Scialfa, corista nella sua band. Nel 1990 nasce il loro primo maschietto, nel 1991 si sposano e seguono rapidi una femminuccia e un altro maschietto, nonché un Oscar nel 1993 con Streets of Philadelphia che fa da colonna sonora al film Philadelphia. Ora che Bruce ha provato le gioie della paternità, dichiara di sentirsi nato una seconda volta, dirada i concerti, scioglie la band, si stabilisce in una villa miliardaria, ormai è ricchissimo, a Los Angeles, la sua musica inneggia all'amore, alla coppia, alla solitudine. Sconcerta un po' i suoi ammiratori, che sono milioni in tutto il mondo, ma pubblica un altro disco in cui nel testo di una canzone dichiara senza equivoci che lui, Bruce, sarà sempre dove un poliziotto picchia una persona, dove un bambino nasce piangendo per la fame, dovunque si lotta contro il sangue e l'odio. E alla fine dello scorso millennio eccolo recuperare la sua band e dare una serie di 25 concerti che lo portano in 10 paesi europei. Inutile dire che è un successo.
Com'è Bruce Springsteen Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Una bella serie di controsensi più che discretamente amalgamati. È un solitario, ma ama anche esibirsi, la Luna e Nettuno congiunti in Bilancia indicano inclinazione all'arte, essendo in ottimo aspetto con Marte e Plutone nel Leone, questi ultimi danno corpo, energia alla sua forma artistica. È un sognatore, insegue un ideale di giustizia, ma ha i piedi ben piantati a terra, è un romantico ma è anche disincantato, crede in quello che dice ed è una persona fondamentalmente sincera, spontanea. Se questo, poi, va anche a favore della realizzazione, ben venga: ha i piedi a terra, l'ho già detto. Non gli manca una discreta dose di fortuna natale, ma sono la sua tenacia, anche un fondo di pessimismo costruttivo, a fornire il carburante per mantenere il successo. È sempre uguale a se stesso, alla parte migliore di sé, anche quando dall'intimismo passa alla passionalità.
Se da bambino non comunicava, più che per timidezza era per personalissimi complessi: si sentiva a disagio nell'ambiente in cui viveva, Venere nello Scorpione in trigono con Urano nel Cancro lo rendevano ipersensibile, pronto a richiudersi. E meno male che Marte e Plutone sono nel ribelle Leone, Saturno nella Vergine e Giove nel Capricorno: hanno tirato a galla la grinta sotterranea della Bilancia, hanno reso costruttiva la ribellione al padre, all'ambiente che non ha dimenticato pur essendosi affrancato. In ogni caso, detto tra noi, niente nel suo quadro indica che avrebbe preso strade balorde.