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Numero 13
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Varia Umanità
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EDDA CIANO MUSSOLINI un'aquilaccia sempre in
fuga
Antonia Bonomi
Edda Mussolini nasce il primo
settembre del 1910, il padre Benito e la madre Rachele non sono sposati, perciò
è un'illegittima registrata all'anagrafe solo dal padre, con N.N. al posto
del nome materno. Come sono stati i suoi primi anni? Ho notizie di prima mano,
fornitemi dal mio patrigno che, da bambino, quando i Mussolini abitavano a
Milano, andava a portare loro il latte ed essendo nato nello stesso anno
dell'Edda, si fermava a giocare con lei e rimediava scapaccioni dallo zio,
proprietario dell'esercizio. Era bruttina, diceva, magrissima, un maschiaccio
che non si peritava di farla a cazzotti nei cortili e lungo le scale della casa
"di ringhiera" dove abitavano. Giocava a biglie, correva e urlava, non
sentiva i richiami della madre Rachele. Niente a che vedere con la signora nella
quale si sarebbe trasformata qualche anno dopo. Anche i tempi erano diversi,
raccontava il mio
patrigno che i Mussolini vivevano praticamente di latte, ed erano spesso in
arretrato con il pagamento dei conti, che donna Rachele era molto affabile,
umile e disperata anche per quella figlia discola.
Cambia scena, la ritroviamo figlia del Duce, sedicenne sulle spiagge di
Riccione, e il 24 aprile del 1930 sposa del conte Galeazzo Ciano. Annotazione
personale tutta femminile: le fotografie del matrimonio di Edda e di Maria José,
sposatasi solo qualche mese prima, ci mostrano come la neo contessa Ciano sia
notevolmente più elegante della regina nel giorno del matrimonio. La povera
Maria José sembra un fagotto!
Dai ricordi del figlio Fabrizio, sappiamo che Edda e Galeazzo s'incontrarono
grazie a Maria,
sorella di lui e amica di lei, che fu un colpo di fulmine e che si sposarono in
un paio di mesi. Capri fu la meta del loro viaggio di nozze lampo, i due sposi
si trasferirono a Shanghai dove Galeazzo Ciano era console. Nel 1932 rientrano
in Italia con il figlio nato nel frattempo, Fabrizio detto Ciccino. Si può dire
che sono "carichi di gloria", poiché non hanno abbandonato la città
malgrado i tumulti interni e i giapponesi alle porte.
Tornati, il genero del duce è sempre indaffarato con gli impegni
inerenti alla sua posizione anche di "generone", Edda fa vita di
società, svolge con piglio il suo ruolo di moglie del numero 2 italiano, oltre
ad avere altri due figli: Raimonda detta Dindina nel dicembre del 1933, Marzio
nel dicembre del 1937. Ciano fa la guerra d'Abissinia, Edda vive con i figli
nella grande casa ai Parioli e la domenica a pranzo va dai genitori a Villa
Torlonia, come qualsiasi sposa borghese. Sempre secondo i ricordi del figlio, in
famiglia l'educazione è rigida, militaresca, la madre che tutti, figli
compresi, chiamano l'Edda, li fa filare con la voce, i suoi ordini non si
discutono, il padre, quando c'è, è quello che impartisce sonori scapaccioni e
non si deve piangere, altrimenti ne arriva un altro. Per i ragazzi le visite
domenicali ai nonni Mussolini sono una boccata d'ossigeno, poiché l'etichetta
è lasciata fuori dal cancello e: "Nonna Ele (Rachele n.d.r), cucina come
una dea".
Dopo lo scoppio della guerra, Edda parte con le crocerossine per l'Albania e la
nave ospedale dove è imbarcata, la Po, è silurata dagli inglesi mentre è
all'ancora nel porto di Valona, dove affonda in quattro e quattr'otto con un
alto numero di morti. Edda si lancia in mare, senza dimenticare il suo gatto di
pezza portafortuna chiamato "La Diligenza", nuota, si pone in salvo su
una scialuppa. E continua la sua vita di
crocerossina, lasciando i figli affidati alla governante, una tedesca dalle mani
pesanti stando ai ricordi dei ragazzi, ai quali scrive una cartolina
"quando si ricorda", ma il figlio ammette che, pur amandosi molto, in
famiglia sono sempre stati poco espansivi, con le parole misurate.
La guerra continua, Edda non è più crocerossina, va in vacanza con i figli, si
arriva al 25 luglio del 1943. Lei è al mare con i ragazzi, quando il marito le
fa sapere di rientrare subito a Roma. Galeazzo Ciano ha votato contro il
suocero, il fascismo è caduto, mentre Ciano sta chiuso in casa, l'Edda cerca di
patteggiare con i tedeschi l'espatrio della sua famiglia, dopo che il Vaticano
ha rifiutato loro asilo. I tedeschi fingono di far espatriare la famiglia Ciano
al completo, destinazione Spagna, invece li fanno prigionieri in Germania. Come
è andata a finire lo sappiamo: Mussolini viene liberato, si costituisce la
Repubblica di Salò, Ciano è arrestato il 18 ottobre del 1943 e rispedito in
Italia. L'Edda inizia la sua dura
battaglia solitaria per salvare la vita del marito, cercando di barattarla con i
diari del medesimo, critici verso la Germania. Con l'aiuto di qualche amico
fidato mette al sicuro i figli in Svizzera, recupera i diari del marito, ricatta
il padre facendo leva sui sentimenti, ricatta Hitler con i diari, ma l'11
gennaio del 1944 Galeazzo Ciano sarà fucilato a Verona.
Edda resta con i figli in Svizzera, anche se saranno spesso separati, la
alloggiano per lo più in case di cura o manicomi, i soldi scarseggiano, l'aiuta
il padre.
Fucilato Mussolini, dopo quattro mesi gli svizzeri la fanno sloggiare su
richiesta degli italiani, ma hanno la pietà di consegnarla agli alleati per
evitare che sia fatta giustizia sommaria. Condannata a due anni di confino con
grotteschi capi d'accusa, è mandata a Lipari, dopo un anno beneficia di
un'amnistia e si ricongiunge ai figli. Inizia la sua battaglia per il recupero
della salma del padre, per riavere i beni di famiglia sequestrati.
Secondo le cronache Edda e la madre Rachele furono divise da un odio mortale: la
madre le rimproverava il tradimento del marito, la figlia di non avere
interceduto presso Mussolini per la salvezza del medesimo. Come sia, secondo i
ricordi del nipote Fabrizio, raccolti da Dino Cimagalli nel libro Quando il
nonno fece fucilare papà, le due donne si riconciliarono nel 1947.
Edda recupera una parte dei beni, la vita comincia a scorrere in modo meno
convulso, e anche più agiato, lei viaggia per il mondo per conto
proprio o per andare a trovare i figli Fabrizio e Dindina, Marzio è morto
giovanissimo, che si sono sistemati all'estero.
Edda Ciano Mussolini muore il 9 aprile 1995, lo stesso giorno di Paola Borboni.
In questi giorni, grazie ad un servizio-dossier-intervista messo in onda da
Rai3, è apparsa in un'intervista, ormai anziana, nella quale asseriva di non
essere figlia di Rachele Guidi Mussolini, ma adombrava un'altra maternità
(forse la Balabanoff?), poiché sul suo certificato di nascita invece del nome
materno c'è un N.N. Oltre ai ricordi del mio patrigno, che la conobbe bambina,
c'è anche uno scritto della Balabanoff che parla "del triste spettacolo
offerto dai due esseri emaciati, denutriti, la moglie umile e la figlia di
Mussolini, il quale, visto quello spettacolo, non vale niente come uomo".
Non ha certo l'aria di parlare di una propria figlia. E, che dire dell'altra
leggenda circolante in Internet, secondo la quale Mussolini
e la moglie Rachele erano fratellastri, entrambi figli del padre di lui? Certo,
una rassomiglianza tra i due si nota, come si nota in molti tipi regionali
fortemente caratterizzati.
Com'era Edda Ciano Mussolini Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Vergine con forti valori Leone e Bilancia, Marte nella Vergine in ottimo aspetto
con Saturno e Nettuno smorzava l'opposizione tra questi ultimi due pianeti. Edda
era senza dubbio ambiziosa, la Luna nel Leone la indica erede del padre nel
tenere la scena, amava apparire, ben apparire, era snob, era affetta dalla
smania di muoversi, un po' nevrotica ma non patologica. Amava il bello, il
confortevole, aveva un suo fascino, era moderatamente fortunata, aveva relativa
fantasia, ma le idee che aveva erano chiare, magari sbagliate poiché era
caparbia, ma chiare. Sapeva essere di una testardaggine unica con quel suo
Saturno in Toro. Si è molto parlato degli amanti dei due coniugi Ciano, si è
parlato della possibile frigidità dell'Edda che, se c'era, più che natale era
indotta dall'educazione dell'epoca e, per quanto amasse suo padre come indica il
Sole trigono Saturno, la Luna quadrata al medesimo ci dice che lo giudicava
anche, che il suo comportamento nei confronti della madre (amanti), può avere
inciso sulla sua femminilità. Si è molto parlato di cocaina nella famiglia
Ciano, una certa inclinazione ai vizi è riscontrabile.
Non c'è alcun dubbio che abbia amato il marito, che sia stata una buona madre,
considerata la situazione sociale nella quale si trovava a vivere, tra governati
e viaggi… altrimenti ci rimetti in faccia.
Era sensibile, per meglio dire suscettibile, le esperienze dell'infanzia
l'avevano segnata, ha ecceduto per compensazione negli atteggiamenti, ma
possedeva un fondamentale buon senso, che non deve essere necessariamente
contadino, che sommato al temperamento nevrotico cui ho già accennato, le ha
dato la forza di andare avanti. Il figlio Fabrizio una volta le chiese come
avesse potuto resistere psicologicamente a tutti gli avvenimenti che si è
trovata ad affrontare, e l'Edda rispose: "Forse non ho mai avuto il
tempo", intendeva di impazzire, di deprimersi, naturalmente. Ed era proprio
così: lottava fino all'estremo, bene o male, con tempismo o meno non ha
importanza, finché la situazione non si concludeva, bene o male che fosse, poi
si gettava tutto alle spalle e pensava a sé, a quello che ancora aveva. Poche
idee, ma chiare l'ho già detto, soprattutto un grande istinto di sopravvivenza
e il motto Vergine: "Dopo di me, il diluvio".
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