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Anno
9
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

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VERGINE
GINO PAOLI la carriera senza fine di un poeta latin lover 

Antonia Bonomi 

Forse è Bilancia, segno nel quale ha Mercurio e Giove, di sicuro la Vergine, con Venere e Nettuno congiunti, è alla base dell'inclinazione artistica che prima lo ha visto grafico pubblicitario e poi cantautore di successo. Non ha mai avuto una voce eccelsa, non aveva un'immagine che ti prendeva, ma non appena iniziava a cantare una delle sue poesie, con quella voce leggermente roca, lasciatelo dire ad una che c'era, dimenticavi tutto e sentivi il carisma. Leggero, non invadente, ma persistente.
Fa parte dei cantautori della cosiddetta scuola genovese, anche se è nato in provincia di Gorizia, ma è nella città ligure che ha sempre vissuto. Il suo lavoro iniziale, come ho detto, era quello di grafico pubblicitario, poi, nel 1960, ecco La gatta, all'inizio quasi ignorato e poi cavallo di battaglia di tutti, anche dei cori giovanili, con quella "…stellina che scendeva vicina vicina, mi sorrideva e se ne tornava su…". Intimista, tenero, sensibile e un po' malinconico come lo descrivono? Forse, anzi di sicuro, ma mai con sentore jettatorio. Per fare qualche esempio, il guizzo ironico c'era in Come si fa, in Sassi, la tenerezza sconfinata in Senza fine o Il cielo in una stanza, la malinconia in Che cosa c'è e ti riprendevi ridacchiando sui Quattro amici, al bar naturalmente. Bravo Gino Paoli, che ha contribuito al rinnovamento della musica leggera italiana, svecchiando l'atmosfera dalle mamme e dai vecchi scarponi, dai campanari della Val Padana, scrivendo canzoni di qualità, che si ascoltano dopo quarant'anni come se fossero nuove, che sempre ti danno un'emozione.
Come artista, dunque, si sa tutto, del privato anche, malgrado abbia cercato di difenderlo. Ha avuto una prima moglie con un figlio, una figlia, Amanda l'unica femmina, con l'allora quindicenne Stefania Sandrelli, due figli dall'attuale moglie. Si parla anche di altre, brevi e intense, storie d'amore e uno dei nomi che ricorre è quello di Ornella Vanoni, per cui scrisse la bellissima Senza fine.
Nel 1963 tentò il suicidio, si sparò per sbaglio?, fatto sta che vive con una pallottola accanto al cuore.
Ogni tanto Gino Paoli sparisce e, per sua ammissione, lo fa ogni volta che si sente a disagio, quando si accorge di essere troppo coinvolto, in modo mercantile, dalla vita. Nel 1967 staccò per tre anni mettendosi a fare il ristoratore, qualche anno fa si è ritirato per tre mesi in un podere che possiede in Toscana, tra una sosta e l'altra tiene concerti e scrive ancora belle canzoni.
Com'è Gino Paoli Dietro lo Specchio dell'Astrologia?
Ho già detto che la congiunzione Venere- Nettuno inclina verso l'attività artistica e la favorisce. Essendo nella Vergine, è presente anche l'accuratezza, la cura, l'approfondimento. Quanto al suo Mercurio nella Bilancia, indica la ricerca sofisticata del meglio (riesce a nobilitare anche i quattro amici al bar!), parla della ricerca di un'armonia interiore, la capacità di osservare, analizzare le situazioni al di là di ogni impegno emotivo. Molto importante è la posizione della Luna: se è nato entro le otto del mattino (in questo caso sarebbe ancora Vergine e tale resterebbe fino alle 17.50), è nei Pesci, a favore del sentimento, della dolcezza, della malinconia, anche di una certa cedevolezza ai sensi. Se è nato dopo, è nell'Ariete e dà un tocco di maggiore passionalità, ma è sempre e comunque opposta al Sole ed ecco che quello che Paoli chiama isolarsi per ritrovarsi, diventa qualcosa di meno romantico (e resta comunque, qualunque sia l'ora di nascita perciò segno d'appartenenza), poiché indica un certo che di bisbetico e ribelle: quando non si sente considerato come pensa scatta la suscettibilità, data anche da Marte nel Leone, e si isola. Inoltre è un pigro, e non ne fa mistero anche se ammanta il difettuccio facendolo diventare qualità, cioè la ricerca di tempi più umani, il bisogno di riflettere su ciò che e chi lo circonda.  Sentimenti? Mah, il suo quadro dice che non è profondissimo, che è innamorato dell'idea dell'amore, che ci sono compensazioni a questa chiamiamola carenza di vero coinvolgimento emotivo, con avventure passeggere. In poche parole: non è proprio spontaneo, ma è intelligente, lucido, sa astrarsi e penetrare nelle situazioni, nei sentimenti ricercando equilibrio, armonia. E, per quanto mi riguarda, che canti quello che sente o quello che crede di sentire, dico che ci riesce benissimo, vi lascio canticchiando tra me e me: "Quando sei qui con me… questa stanza non ha più pareti, ma alberi… alberi infiniti…".