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Numero 13
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Personaggi di
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del segno della
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ADAM PEARLMAN o AZZAM YAHIYE GADAHN la normalità
del terrore
Antonia Bonomi
Spesso, davanti a delitti
efferati, parenti, amici e conoscenti intervistati si sorprendono ed esclamano
esterrefatti: “Era una persona normale, non avremmo mai immaginato…”.
Già, normale. Prendiamo Adam Pearlman, ragazzotto americano fanatico del death
metal, figlio di un ebreo pacifista che con la moglie Jennifer si trasferisce in
campagna dove in una casupola di legno senza luce né acqua corrente, non si
parla di telefono e non esiste neppure
la cassetta della posta, alleva i quattro figli a contatto della natura. Niente
scuola, l’istruzione è affidata ai genitori, a sei anni già ha sfogliato
enciclopedie, va a stare per un certo periodo con i nonni dove scopre Internet e
la musica metal. Frequenta gruppi cristiani ma li trova apocalittici e
paranoici, si sposta verso l’islam e apprezza il fatto che non ci siano
gerarchie, capi come il papa. Dal suo diario si apprende che la conversione
avviene nel 1995, abita con i più devoti frequentatori della moschea, regala i
suoi cd ad un amico, cambia abbigliamento, si fa crescere la barba, prega cinque
volte al giorno, ogni settimana impara a memoria tre nuove preghiere in arabo.
Il suo apprendistato lo fa con due soggetti noti alla Cia che ogni giorno gli
ricordano che deve uccidere gli infedeli. Alla fine del 1997 va per la prima
volta in Pakistan ad aiutare quelli che devono passare nei campi di
addestramento in Afghanistan per dare man forte ai talebani, ma il suo asso
nella manica è la lingua madre inglese, diventa il traduttore dei manuali della
guerriglia dall’arabo per internazionalizzare la jihad. Il suo nome, Azzam
Yahiye Gadahn, gli ultimi due gli erano già stati dati dai genitori e
significano Gedeone e Giovanni Battista, incominciano a comparire negli
interrogatori dei terroristi arrestati, nel 2002 firma un primo video di
propaganda, nel 2004 è la volta di un filmato in cui un correligionario gli
domanda se, come americano, non si senta un traditore e il nostro risponde che
l’unica fedeltà è verso Allah, anche Maometto ha combattuto contro i suoi
cugini. In un video messo in circolazione nel quinto anniversario delle torri
gemelle, Azzam Yahiye Gadahn invita i suoi connazionali a convertirsi prima che
sia troppo tardi, prima di incontrare il destino di morte dei disgraziati
inghiottiti dalle torri. Per l’America è un ricercato per altro tradimento,
un nemico interno armato e pericoloso sulla cui testa è stata posta una taglia
di un milione di dollari.
Com’è Adam Pearlman alias Azzam Yahiye Gadahn Dietro Lo Specchio
Dell’Astrologia?
Al primo sguardo un soggetto normale, intelligente e ambizioso con quella Luna
nel Leone, ma senza un indirizzo preciso, una qualità specifica, vagamente un
possibile insegnante, un attore. Sì, timido ma più che altro diffidente e
complessato, forse per la bassa statura?, pessimista e misantropo, dotato di
dono d’osservazione e concentrazione. Suscettibile, è il tipo che cova lunghi
rancori, che medita lucide vendette aspettando pazientemente il momento per
colpire. E allora ecco Marte e Plutone congiunti: può avere la scena tutta per
sé. È più testa che cuore, se ne infischia degli altri, delle conseguenze
delle sue azioni. Sì, una persona normale, neanche troppo simpatica per la
difficoltà ad aprirsi che, dal 1992 al 1995 quando si converte definitivamente,
ha avuto come compagni di viaggio Giove, Saturno ed Urano che hanno bersagliato
i punti deboli del suo quadro. Quando si dice non nascere fortunati: oltre ad
avere accentuati i difetti, si è anche trovato circondato da un ambiente che
gli ha dato la possibilità di emergere senza dover prendere decisioni, che sono
le sue idi, perché basta seguire la via tracciata dalla fede. Amen.
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