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Anno 9
Numero 10
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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FELIPE & LETIZIA il matrimonio del secolo
Antonia Bonomi
Sabato 22 maggio 2004
Felipe di Borbone e Grecia erede al trono di Spagna e la cenerentola
giornalista televisiva Letizia Ortiz Rocasolana, doppio cognome unendo quelli
paterno e materno alla spagnola e non perché nobile, si sono uniti in
matrimonio. I mezzi di comunicazione di tutto il mondo, non solo spagnoli, hanno
dato grande risalto all’avvenimento, anche l’Italia ha fatto la sua parte
con dirette lunghe tre ore e mezzo sulle reti private, appena leggermente
inferiori sulle pubbliche. Il solito spettacolo di abiti sobri e pacchiani,
colori imprevedibili, cappelli che, come ha detto un commentatore, sarebbero
stati perfetti per le corse di Ascot. Impossibile non notare la madre divorziata
della sposa, un’infermiera sindacalista di rosso vestita da capo a piedi
sormontata da un immenso cappello in tinta con un inverosimile fiocco di
tulle. Contro ogni credenza che lo vuole menagramo circolava molto viola in
tutte le tonalità, ne sfoggiava uno Pilar, sorella maggiore di re Juan, dalla
quale il re si è fatto accompagnare in barba al protocollo che avrebbe voluto
al suo braccio l’incandescente madre della sposa. La regina Sofia portava con
naturalezza una mantiglia nera, peccato che il color giallo vagamente
senape-acido del suo vestito non donasse alla carnagione.
Le previsioni l’avevano detto e la realtà l’ha confermato: pioveva che dio
la mandava e questo sembra sia stato il motivo del ritardo della sposa, ben
venti minuti, mentre nella cattedrale de Santa Maria la Real de la Almudena, con
primi piani televisivi inequivocabili, sposo, parenti e ospiti passavano pian
piano dalla noia al contenuto spazientimento.
Finalmente è arrivata la sposa, preceduta dai paggetti vestiti con abiti tratti
dai quadri di Goya e Velasquez, con
lo strascico sostenuto da due damigelle vagamente bucoliche con i capelli
trattenuti da reticelle fiorite. Qualcuno ha mormorato che sembravano
locandiere.
Sul
vestito di Letizia era stato mantenuto il più rigoroso riserbo, lei aveva
affermato di non volere un travestimento ma un abito pieno di vita, che entrasse
nella storia, e quando è apparsa si è visto un normalissimo abito aderente con
la scollatura a V e il collo leggermente montante, maniche lunghe e strascico
d’ordinanza e, stando alla televisione, niente perle e diamanti ma un velo di
pizzo trattenuto da un diadema che molti hanno criticato ritenendolo
“stitico”, mentre altri ricordavano che era quello usato dalla regina Sofia
per il suo matrimonio. Recupero nell’emeroteca le fotografie di quel
matrimonio e il diadema è lo stesso, ma fa un effetto diverso poiché il velo
di Sofia dietro era più alto e con la fronte scoperta lo facevano risaltare
meglio. Per la cronaca, l’abito è stato disegnato dal decano degli stilisti
spagnoli, l’ottantaseienne Manuel Pertegaz.
La lunga cerimonia è stata movimentata dai paggetti, figli delle sorelle del
novello sposo, che annoiati persi si sono rincorsi un po’ ai piedi
dell’altare, si sono seduti sui gradini bisticciando tra loro finché uno dei
pupi ha assestato un bel calcione sul fondoschiena di un altro. Qualche anima
pia si è incaricata di farli emigrare altrove.
Gli sposi? Belli come si conviene. Lui in alta uniforme, leggermente imbranato
ma tanto simpatico, lei legnosamente compresa nel fatto e senza espressioni che
potessero incresparle la pelle con qualche rughina. I maligni dicono che abbia
voluto tecnici televisivi di sua fiducia per essere ripresa come si deve e dare
il meglio in mondovisione.
Uscita dalla cattedrale, che tutti hanno riconosciuta
brutta, un miscuglio di stili pseudo
questo e pseudo quello, hanno fatto un giro in macchina per mostrarsi alla
folla, sono andati a depositare il bouquet della sposa alla chiesa di Atocha, si
sono affacciati
al balcone per salutare e hanno deluso tutti perché invece di baciarsi si sono
toccati la guancia per un bacio “decaffeinato” come l’ha definito un bello
spirito madrileno. Naturalmente, siamo nella serie “come fai fai, sbagli
sempre”. Se il vestito della sposa fosse stato più fastoso qualcun altro
avrebbe avuto da ridire, se si fossero baciati con più passione qualcuno
avrebbe storto il naso, e via di questo passo per ogni altro dettaglio.
Fra le spigolature troviamo che il nostro Presidente Ciampi non è potuto essere
presente perché si è lussato una clavicola qualche settimana fa, che il nuovo
ministro spagnolo Zapatero era felice come una pasqua e se la rideva contento
accanto alla bella ed elegante moglie, è stato accolto da applausi, mentre
l’ex ministro Aznar è stato salutato dai fischi e come la moglie non dava
l’impressione di sprizzare gioia. Una volta tanto la sempre inappuntabile
Rania di Giordania ha sbagliato:
era elegantissima, ma in lungo, abito non adatto ad una cerimonia mattutina e
riservato solo alla madre dello sposo. Vittorio Emanuele e consorte con figlio e
consorte sono stati fatti arrivare un paio d’ore prima dell’inizio della
cerimonia, tra gli ospiti meno importanti. All’uscita della chiesa, con le
campane che suonavano a distesa e l’acqua che continuava a cadere dal cielo,
le varie teste coronate sono salite sui pullman, il solo Carlo principe del
Galles, terribilmente grigio nel suo abito grigio, si è rifiutato ed ha
preferito andare a piedi al ricevimento. Ancora Carlo si è reso responsabile di
una gaffe andandosene dal pranzo, definito interminabile, prima del caffè e
seguito da altri ospiti.
Il pranzo incriminato era stato scelto minimal dagli sposi e prevedeva come
primo una torta salata di pasta sfoglia con astice e aragostine accompagnata da
verdure; per secondo cappone arrosto al timo con salsa di mele e frutta secca,
per chiudere frittelle di pane dolce. Le portate, per 1400 invitati, sono state
preparate da due ristoranti di fiducia della casa reale, per i quali hanno
lavorato 84 cuochi. La torta, alta due metri per 170 kg di peso, definita una
montagna di zucchero e panna con decorazioni all’avanguardia, è stata ideata
dal pasticciere Francisco Torreblanca. Il tutto annaffiato da 2500 bottiglie
circa tra bianchi, rossi, rosé e spumanti, più 1000 di champagne. A conti
fatti, se gli ospiti erano 1400 se ne sono fatti fuori oltre due litri a testa.
Alla salute!
I regali? Tra quelli più curiosi due asinelli considerati portafortuna,
un pitone albino, duemila bottiglie di olio d’oliva, un biglietto della
lotteria che per numeri aveva la data del matrimonio e che, tu guarda la
combinazione piove sempre sul bagnato anche se gli spagnoli non sono tra i
monarchi più ricchi, la sera stessa è stato estratto come secondo fruttando
120.000 euro.
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