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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Personaggi
MARIA MONTESSORI DIETRO LO SPECCHIO
DELL'ASTROLOGIA
Antonia Bonomi
Maria Montessori, una delle italiani più innovatrici del
nostro secolo, donna di successo, ribelle e individualista, com'era nella realtà? Quando
ce la descrivono tutta pizzi e trine, molto sensuale e fiera della propria bellezza è
lei, è la sua vanitosa Venere nel Leone mentre la sensualità le deriva dalla Luna nello
Scorpione che accentuava contemporaneamente l'intuito del segno natale, la Vergine.
Mercurio nella Bilancia rafforzava la logica e il perfezionismo sempre della Vergine. Non
avendo aspetti, il pianeta dell'intelligenza la portava su di un piano di astrazione
totale, nel quale non avevano spazio i sentimenti, l'emotività. Ambiziosa senza dubbio, e
con Giove nei Gemelli perfettamente opposto a Saturno nel Sagittario ancor meno incline al
sentimentalismo che non ha nulla a che vedere con la sensualità. Era sensuale, e poteva
esserlo in modo anche spinto, ed ecco il figlio avuto da un collega. Niente impediva loro
di sposarsi, ma il bambino è partorito di nascosto, dato a una balia, affidato a una
famiglia sconosciuta e poi a un collegio. Maria Montessori non ama i bambini piccoli. Lei
è per il pensiero logico, astratto, un bambino è troppo poco, lei vuole occuparsi di
tutti i bambini. E vedremo che questa caratteristica alberga anche in un altro mito dei
nostri tempi: madre Teresa di Calcutta. Tornando alla Montessori, si dice che non abbia
riconosciuto il figlio perché la madre Renilde n'aveva fatto una malattia, o perché le
avrebbe intralciato la carriera. La realtà è semplicemente quella indicata: non aveva
l'istinto materno. Se avesse voluto tenere il figlio accanto a sé, poiché non era
indigente (era un medico famoso e forse l'unico su piazza secondo le sue biografe),
avrebbe avuto mille modi per farlo, ma la cosa non le interessava. Lo ha ripreso quindici
anni dopo, senza però mai riconoscerlo e presentarlo come sangue del suo sangue, perché
era grande. E, poi, che cosa sarebbe successo se il ragazzo, crescendo con il suo metodo,
non fosse stato perfetto? No, no, meglio stare alla finestra a guardare (si dice che lo
andasse a trovare sotto mentite spoglie) e recuperarlo se avesse corrisposto in qualche
modo alle sue aspettative. Era fondamentalmente ipocrita per carattere non solo per morale
dei tempi, teneva alla facciata e poiché il brillante collega di cui si era innamorata
non l'aveva chiesta in matrimonio, ha attuato una regola che si trova presso molti
appartenenti al suo segno "se nessuno lo sa, non è mai successo" e la sua
immagine pubblica restava senza macchia. Come Vergine, Scorpione e Cancro, inoltre, aveva
una memoria d'elefante ed era vendicativa alla distanza: il padre del figlio sarà
accompagnato del suo "atroce disprezzo". Signori, non era una bimba stuprata,
una povera ignorante sedotta e abbandonata dal signorotto di torno. Quando ha avuto il
figlio era un medico di ventotto anni, anche vecchia per i suoi tempi se vogliamo. Era il
classico sepolcro imbiancato, indicazione che si desume dal segno di nascita e dal Cancro,
abitato da Marte e Urano in stretta congiunzione, da Saturno nel Sagittario: "fate
quello che dico, ma non quello che faccio", predicare bene, ma razzolare male, tutti
luoghi comuni che ben le si attagliano, senza togliere niente alla forza e alla bontà
delle intuizioni che hanno dato vita al suo metodo. Marte e Urano strettamente congiunti
nel Cancro indicano che era capricciosa, impulsiva, caparbia, incline al fanatismo nella
difesa delle sue idee, suscettibile e autoritaria con i più deboli. Eccentrica,
esibizionista, narcisista, ipercritica, snob ed esterofila come indicano Mercurio nella
Bilancia e Saturno nel Sagittario, perennemente scontenta e sempre desiderosa di essere
dove non era. Il Cancro e Saturno nel Sagittario ne fanno una nomade. Gli altri non la
capivano? Benissimo. Primo, non faceva niente per essere simpatica, tutto le doveva essere
dovuto per grazia divina, secondo questo le dava l'estro per poter assecondare sia la
mania di persecuzione sia il desiderio di cambiare aria. Nel suo quadro non c'è niente di
ciò che si suole definire qualità femminili, del cuore. Se non lo avessi saputo, non
avrei detto d'istinto che è il quadro di una donna.
Grande innovatrice, sì, ma nel privato
una viziata e prepotente, velleitaria a chiacchiere e si è sgonfiata davanti ad una prova
procuratasi in prima persona. Lei, l'educatrice dei bambini, ha abbandonato suo figlio
senza pensare al male che faceva a quella povera, innocente creatura. L'essere illegittimi
a quei tempi, e fino a pochi anni fa, non era facile. Se il figlio l'ha perdonata, come
sembra abbia fatto, personalmente, come effigie sulla banconota da mille lire, avrei messo
la sua. Onore al merito dei bastardini!
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