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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

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Salute e benessere

 

 

FIDO E L’UOMO: UN’AMICIZIA MILLENARIA
La storia della più lunga amicizia conosciuta

Almalinda Giacummo

Lupi, sciacalli, cani selvatici o domestici fanno parte della stessa famiglia, quella dei canidi: hanno la stessa struttura generale, testa con il muso appuntito, grandi orecchie erette, arti lunghi, muscolatura del corpo ben sviluppata, coda lunga e folta, a seconda delle razze ovviamente. Sono digitigradi, con zampe munite di unghie non retrattili (escluso il licaone) ed hanno cinque dita nelle zampe anteriori e quattro in quelle posteriori. Le loro zampe consentono non solo di correre a discreta velocità (fino a 50-60 Km/h: un lupo, se inseguito, può arrivare fino a 30 chilometri di seguito), ma anche di arrampicarsi, nuotare e scavare. Il senso più sviluppato è sicuramente l’olfatto, nonostante la vista e l’udito siano altrettanto efficienti. Ma, nel caso di un cane "domestico"? L’originale domesticazione deve essere avvenuta nel sud-est asiatico, probabilmente già a partire da 20.000 anni fa circa. Il sodalizio con l’uomo ha invece motivi più chiari: inizialmente, gli animali seguivano l’uomo nel suo peregrinare cibandosi dei suoi resti, fossero questi le carcasse delle prede cacciate o i "residui di cucina", mentre in seguito, quando l’uomo divenne più sedentario, i canidi dovettero entrare a far parte della catena alimentare del villaggio, evitando il diffondersi di malattie grazie al loro continuo fabbisogno alimentare. Poi i due elementi impararono a cacciare insieme: in Francia ci sono esempi di cani che spingevano le prede sull’orlo dei precipizi per farle cadere. Le conoscenze si approfondirono fino a comprendere l’utilità del cane come stanatore ed accerchiatore: il primo esemplare viene identificato nel canis familiaris palustris e l’origine della maggior parte delle razze canine viene identificata in Asia.

Laika, il primo cane nello spazioLa divisione e diversa cura delle varie razze canine dovette avvenire in epoca piuttosto antica: nell’età della pietra, Sumeri ed Egizi allevavano cani da caccia, mente le varie corti europee si occuparono, tra l’altro, di selezionare anche le razze meno utili da un punto di vista pratico, ma sicuramente di compagnia. Addirittura nelle campagne avveniva il contrario: i cani venivano selezionati in base al compito che avrebbero dovuto svolgere, tanto che molte razze erano limitate alla loro zona di utilizzo e sconosciute altrove. Molte si estinsero con lo svilupparsi della tecnologia: alcune si salvarono con la nascita delle esposizioni canine: era il XIX secolo. La prima esposizione canina venne organizzata in Inghilterra, nel 1859, mente nel 1863 fu fondata la struttura ufficiale, il Kennel Club, diviso in varie sezioni corrispondenti a varie zone del mondo: dà il permesso per lo svolgimento delle gare e stabilisce le regole, tiene aggiornato il registro dei pedigrees, senza il quale i cani non possono partecipare alle competizioni, e stabilisce il modello ideale (standard) di ogni razza. Quest’ultimo compito si basa sui compiti per il quale una certa razza è stata originariamente creata e sulle analogie anatomiche fra le varie razze.

Il cane raggiunge la pubertà tra il 7° ed il 9° mese di vita, la femmina è fertile solo quando è in calore, il che accade circa due volte l’anno e per 15-21 giorni, e per pochi giorni, di solito gli ultimo tre o quattro. Non è consigliabile far fare una cucciolata sia al maschio sia alla femmina ai primissimi calori. La durata della gestazione è fra i 61 ed i 63 giorni e possono nascere, a seconda anche della taglia della mamma, da 1 a 12 cuccioli. I cani vivono a lungo, ma a 10 anni sono considerati vecchi: hanno due dentizioni, come molti altri mammiferi, la prima, o caduca, e la seconda, che si "insedia" verso i 5 mesi, detta permanente o adulta. I cani sono animali eterodonti, cioè con denti differenti tra loro: sono dotati di incisivi, canini e molari, questi ultimi divisi in molari e molari veri. Lo stato di conservazione dei denti è utile sia per verificare lo stato di salute generale dell’animale, sia per stabilirne ad occhio l’età.

Condividendo la vita con l’uomo, il cane è diventato onnivoro, nonostante il suo apparato digerente sia rimasto quello di un carnivoro: la carne deve formare il 60-70 % della sua alimentazione e, pur non dovendo essere freschissima né di prima scelta, deve sempre essere presente e tagliata a piccoli pezzi, per lo più cruda. Il cane ha inoltre bisogno di carboidrati, grassi e sali minerali, nonché di sale da cucina (cloruro di sodio): quest’ultimo contribuisce al mantenimento dell’isotonia del sangue, incidendo anche sulla formazione dei succhi gastrici. In commercio esistono numerosi prodotti alimentari per cani già pronti che possono essere usati in caso di necessità: è comunque preferibile cucinargli un pasto fresco; più adatti i mangimi secchi che sostituiscono le verdure ed i carboidrati.