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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Salute e benessere

 
ALZARSI, UN INCUBO PERSISTENTE!
Forse lo si può rendere meno traumatico

Almalinda Giacummo

Capita a tutti, tutti i giorni di svegliarsi! Per alcuni è una vera tragedia, per altri l’inizio di una nuova ed entusiasmante giornata. Comunque sia, un dato di fatto. Ma, finalmente, anche coloro che ci mettono un po’ a carburare non saranno più presi di mira come lazzaroni o posapiano, perché hanno una scusa “genetica”. Conosco un ragazzo che ha bisogno di quasi due ore prima di prestare la minima attenzione a qualcosa di più complicato del camminare, figurarsi i problemi che ha avuto a scuola, ora dovrebbe chiedere i danni perché studiosi americani hanno stabilito che  non era colpa della pigrizia di un soggetto, bensì dei suoi geni! Alcuni di questi, preposti alla memoria ed all’attenzione, ci metterebbero tempi diversi da individuo ad individuo a svegliarsi e mettersi in moto, mentre il caffè, noto toccasana in caso di sonnolenza, agirebbe «sul sistema situato nel tronco encefalico che ha a che fare con la veglia e con il sonno». Al risveglio tutti i parametri fisiologici si devono riadeguare al nuovo stato, per esempio la temperatura e la pressione sanguigna aumentano. Gli scienziati dicono che ognuno deve “sistemare” la giornata a seconda dei propri ritmi, ma dimenticano le regole temporali cui siamo tutti soggetti la scuola, la fabbrica, l’ufficio, il negozio, tranne ovviamente pochi fortunati.
Ma come fare per svegliarsi nel miglior modo possibile? Dipende dalle persone: per alcuni è traumatica la casa fredda e quindi indossano scialli e vestaglione, altri non sopportano la luce, altri vorrebbero il caffè già pronto ed il giornale con le ultime notizie. Una prima soluzione può essere il riscaldamento con il timer: in questo modo la casa sarebbe già calda al momento di alzarsi, poi la posta elettronica ed Internet ci potrebbero far arrivare le notizie fresche in tempo reale, mente il microonde potrebbe prepararci la colazione in tempo record. Per finire una macchinetta del caffè elettrica, o un bel thermos, risolverebbero l’ultimo problema. E poi pantofole imbottite, rasoi elettrici, rubinetti con il miscelatore… Però la sveglia resta un trauma lo stesso. Forse a spaventare è l’idea ella nuova giornata, con quei ritmi che ormai sono diventati frenetici. Un buon sistema è quello di svegliarsi e cominciare a “pensare positivo”: magari analizzare quella che dovrebbe essere la nuova giornata secondo i nostri programmi iniziali,  e cercare il modo migliore, lo stato d’animo adatto, per affrontarla con il minor danno possibile. In alcune religioni si usano sistemi piuttosto validi, religiosamente parlando: c’è chi ringrazia l’entità superiore, sia essa il sole o un dio, per il nuovo giorno concesso, chi fa ginnastica o yoga, chi si stiracchia e sorride beneaugurate. Insomma, ognuno con il suo risveglio personale: questo nonostante per alcuni il risveglio sia una sorta di incubo psicologico per il quale l’essere umano si cala nel passato per riprendere coscienza di sé e si proietta nel futuro della nuova giornata. Le persone che riescono ad avere questo tipo di risveglio si devono considerare fortunate: probabilmente hanno una vita tutto sommato felice e soddisfacente. Ci sono poi quelle persone che hanno confuso il giorno con la notte, che rischiano di addormentarsi a tutte le ore del giorno e che aspettano con bramosia la pennichella pomeridiana: il loro problema sta nel fatto che non godono di un buon sonno notturno, vuoi per lavoro, vuoi per problemi psicologici (stress e preoccupazioni) o fisici (russare e continuo dormiveglia). Per terminare, il calvario di quelle persone letteralmente sconvolte dal risveglio, traumatizzate dal lunedì mattina, scioccate dalla luce stessa del giorno: per loro c’è poco da fare se non spiegarli che dopo la notte c’è sempre il giorno e che il lunedì torna sempre, ogni sei giorni e che l’unica è abituarsi.
Su una cosa però è bene capirsi subito: è sbagliato alzarsi a razzo all'ultimo momento solo per poter dormire cinque minuti di più. E’ molto più sano e corretto alzarsi con calma, fare qualche esercizio fisico a basso regime, la colazione seduti tranquillamente.
Anche sulla colazione c'è qualcosa da dire: non ne esiste una fissa per tutti e forse è bene non fare come i nordeuropei che “colazionano” a base di cereali, porridge, frutta cotta, salsicce, uova strapazzate, bacon, black pudding, funghi, costine d’agnello, pomodori, succo d’arancia, toast, caffè e lieviti e, in caso si voglia esagerare, fagioli, fegato d’abbacchio, pane fritto, naso di porco, uova di quaglia, salmone alla griglia, filetto di merluzzo, frutta secca, nocciole e latte. È facile vedere lo slanciato nordico giovanile trasformarsi in una balena nella media età. Come non va bene fare come molti italiani che, per tutta colazione bevono un caffè e niente altro.
Nutrizionalmente parlando la colazione è il pasto più importante: frazionando gli alimenti della giornata in tre pasti, i livelli medi di zuccheri, grassi e colesterolo nel sangue restano più bassi. E’ proprio a colazione che conviene spostare parte delle calorie, poiché al mattino ci attendono le fatiche dell’intera giornata, mente la sera per lo più il solo letto. Pare poi che la prima colazioni giovi all’umore, specialmente mangiando cereali: in effetti, le ricerche condotte erano su un piccolo campione, ma tentare… Per i cereali possiamo pensare a corn-flakes e riso soffiato, avena, miglio ed orzo: hanno un quantitativo tale di fibre da coprire un terzo del quantitativo necessario giornalmente per stimolare le funzioni intestinali e svolgere un ruolo protettivo dai tumori del colon retto e del seno. In più contengono ferro, calcio e vitamine del gruppo B. Ottimi anche due bei bicchieri d’acqua a stomaco vuoto: rimettono in movimento l’organismo a livello intestinale. In più, i preparati a base di cereali contengono vitamine e minerali aggiunti, oltre ad un levato contenuto di carboidrati: questi ultimi sono quell’energia di pronto uso di cui ha bisogno il corpo dopo una lunga astinenza da cibo. Alcuni lamentano lo stomaco chiuso al mattino: bisogna capire se si tratta di una reazione agli stravizi della sera prima, nel qual caso meglio bere dei liquidi come succhi di frutta o centrifugati, o di cattive abitudini, per le quali vale la pena di stuzzicare il mancato appetito con l’odore di una fetta di pane tostato o con dei biscotti “affascinanti”. Da non dimenticare le sostituzioni per il caffè, quali il tè, ricco di antiossidanti che aiutano a difendersi dai radicali liberi, o gli infusi: ginseng, rosa canina e liquirizia, adatta soprattutto a chi ha la pressione bassa. Se la giornata che ci attende è particolarmente faticosa, possiamo ricorrere alla frutta secca: noci e mandorle danno vitamina E ed energia riducendo il colesterolo. Durante la giornata è bene bere molto, poiché spesso la sensazione di stanchezza è legata alla disidratazione del corpo: acqua, ma anche succhi di frutta, centrifugati, spremute, passati di verdura. Se proprio non riusciamo a rinunciare al caffè, non dobbiamo eccedere: due o tre tazzine al giorno sono il massimo. L’accoppiata cornetto-cappuccino è veramente deleteria secondo i nutrizionisti, perché squilibrata a favore dei grassi e da poche calorie (circa 300). Meglio chiedere latte scremato e mangiare anche un frutto. Miele e marmellata sono ammessi tranquillamente, sempre senza esagerare: sono più magre di quanto si possa pensare, mentre la Nutella deve essere proprio una concessione, una specie di premio.
Facciamo qualche esempio: una buona colazione prevede un barottilino di yogurt magro, una fettina sottile di burro, del miele e della marmellata, 50 gr di pane e  200 gr di frutta, per un totale di circa 400 calorie. Mente ad onore della cronaca un cornetto porta circa 205 calorie, la Nutella 80 calorie a cucchiaino, uno yogurt intero 162 calorie per 250 ml di prodotto.
Per aiutare un buon risveglio è anche necessario quindi addormentarsi bene: mai a stomaco vuoto, ma nemmeno pieno; una dieta ricca di minerali e vitamine, la B6 del grano integrale e del lievito di birra, e la C; il classico bicchiere di latte caldo zuccherato; una bella doccia rigenerante, magari con frizioni e massaggi finali.
Svegliarsi sarà pure un fatto naturale, come addormentarsi, ma siccome non possiamo sempre aspettare che sia il nostro umore a decidere quando si è riposato a sufficienza, cerchiamo di farlo nel modo meno traumatico possibile. I consigli, ora li avete.