UN COLLIRIO PER IL GLAUCOMA
Una nuova cura che può evitare l'intervento
Roberta Gallina
Questa malattia dell'occhio è stata definita dagli oculisti
"silenziosa". Infatti, solitamente, non presenta sintomi di particolare
evidenza. Generalmente il glaucoma viene individuato durante una banale visita di
controllo, quando ormai è in uno stato molto avanzato. Eppure, se preso nella fase
iniziale, è molto semplice da curare.
Innanzitutto vediamo cos'è il glaucoma. Il livello della
pressione interna del liquido che riempie l'occhio si mantiene costante grazie ai
trabecolati, microscopici "canali di scarico" che permettono la fuoriuscita del
liquido eccedente. Se i trabecolati non funzionano correttamente la loro funzione drenante
si blocca, il liquido non viene eliminato causando un aumento della pressione che va a
comprimere il nervo ottico, compressione che, a lungo andare, finisce con il danneggiarlo.
C'è qualche sintomo che può insospettire il paziente? Si, esistono alcuni piccoli
segnali da non trascurare: prima fra tutti un'insolita lacrimazione, accompagnata ad un
bruciore agli occhi, intensa fotofobia e, talvolta, anche dolori alla testa.
Le cause di tale malattia non sono ancora del tutto chiare, i
medici sono quasi tutti del parere che, almeno in parte, siano legate all'invecchiamento,
dato che colpisce le persone di una certa età. Le statistiche ci mostrano che gli
ultraquarantenni sono colpiti nella misura del due per cento, gli ultrasessantenni del
cinque per cento. Altra causa da non sottovalutare è l'ereditarietà: le probabilità di
ammalarsi sono maggiori per coloro che hanno già un precedente in famiglia. Altri fattori
di rischio sono il diabete, una miopia molto elevata, e l'ipertensione.
L'unico modo per prevenire il problema, prima ancora che si
manifestino le prime avvisaglie, è un'accurata e periodica visita oculistica.
Specialmente dopo i quarant'anni sarebbe consigliabile un controllo ogni tre anni, per le
persone "a rischio", una volta all'anno.
La visita oculistica dovrà includere tre esami fondamentali per l'individuazione del
glaucoma: la campimetria cioè la valutazione della capacità di vedere gli oggetti
lateralmente, la tonometria, ossia il controllo della pressione interna e l'oftalmoscopia,
l'esame della parte interna dell'occhio, per accertarsi dello stato di integrità della
retina e del nervo ottico.
Prima di ricorrere all'intervento, fino ad oggi, sono stati
utilizzati colliri a base di sostanze chiamate "betabloccanti", che permettevano
la riduzione della pressione; una volta introdotte nell'occhio, sotto forma di gocce,
esplicavano la loro funzione nel giro di dodici ore. Tuttavia, per alcune categorie di
persone (i cardiopatici e coloro che soffrono di asma), questa cura era tassativamente
vietata. Negli ultimi anni è stato messo a punto un nuovo farmaco che non presenta
controindicazioni né effetti collaterali, può essere usato anche da coloro che sono
intolleranti ai betabloccanti e da coloro che con le "vecchie" cure non è
riuscito a debellare il glaucoma: la dorzolamide.
E se tutte queste cure non hanno avuto esito positivo, oppure la patologia è già in
stato avanzato? Ultima spiaggia è l'intervento chirurgico, che può essere di due tipi.
Il primo si chiama "trabeculoplastica" dura circa un quarto d'ora e viene
effettuato ambulatorialmente: il chirurgo, mediante un laser ad argon, allarga i
trabecolati, permettendo così al liquido di fuoriuscire. Il secondo intervento è più
complesso: il chirurgo effettua un'incisione dalla quale potrà fuoriuscire l'umore
addensatosi.
I risultati di entrambi gli interventi hanno un'ottima riuscita,
quasi nella maggior parte dei casi la risoluzione della malattia è definitiva.