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Anno
8
Numero
25

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Salute e benessere

 

 

L'IPERTENSIONE
Impariamo a controllarla

Roberta Gallina

Con questo termine si è soliti indicare il livello troppo alto della pressione sanguigna. L'ipertensione si manifesta quando il cuore invia una quantità di sangue eccessiva alla necessità dell'organismo, gli organi riceventi ed i muscoli rifiutano questo surplus, ed i piccoli vasi che portano loro il sangue si restringono per non farlo passare. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, un essere umano adulto soffre di ipertensione quando i valori minimi superano i 95 mm / Hg (millimetri di mercurio) e quelli massimi oltrepassano i 140 / 150.

I soggetti ipertesi possono presentare sintomi molto chiari: cefalee, epistassi (perdita di sangue dal naso) e palpitazioni, ma difficilmente la pressione viene trascurata al punto tale da avvertire questi sintomi. Una buona regola per tenere sotto controllo i livelli di pressione sarebbe misurarli costantemente (o farseli controllare) con l'apposito apparecchio, lo sfigmomanometro casalingo, del medico o del farmacista. Quando il medico curante riscontra un'effettiva ipertensione procede con una serie di esami per risalire alle cause: un esame delle urine, un esame del potassio ed il dosaggio della creatinina per controllare la funzionalità dei reni. In casi più gravi esistono esami ancora più specifici, come l'ecografia renale ed i dosaggi ormonali.

Pur essendo molto diffusa, le cause non sono ancora ben conosciute. Oltre alla predisposizione ereditaria, uno dei principali colpevoli è il cloruro di sodio, ovvero il banale sale da cucina. Infatti, il cloruro di sodio contenuto nel sangue ha la capacità di attirare l'acqua, di conseguenza aumenta sia il volume del sangue che la gittata cardiaca. Alcuni studi hanno evidenziato che in Giappone l'uso individuale di sale è di circa 20 grammi giornalieri ed il 50 per cento della popolazione soffre di ipertensione. In Italia il consumo quotidiano di sale è di 9 grammi e la percentuale degli ipertesi è del 20 per cento. Gli eschimesi, gli Indiani d'America ed i polinesiani non soffrono di questo disturbo: il loro consumo di sale sarebbe di 1 grammo scarso al giorno.

Un altro principale imputato è lo stress, termine che indica la reazione dell'organismo di fronte ad un pericolo: in questa circostanza muscoli e cervello devono reagire al massimo delle loro capacità, quindi i battiti cardiaci aumentano per inviare più sangue, ma, a lungo andare, i vasi che veicolano il sangue non si allargano quanto dovrebbero e la pressione sale. Una leggera, costante attività fisica è vivamente consigliata: infatti, quest'ultima, aumentando la richiesta di sangue da parte dei muscoli, fa scendere la pressione.

I danni più comuni provocati dall'ipertensione sono la fragilità e l'invecchiamento dei vasi arteriosi che perdono elasticità; questa perdita favorisce l'accumularsi del colesterolo che incomincia a limitarne l'ampiezza e, conseguentemente, non solo gli organi ricevono meno sangue di quanto richiesto, ma le arterie sono più esposte alle rotture ed alle occlusioni. L'insufficiente irrorazione sanguigna cerebrale può determinare seri danni alle capacità intellettive, la totale mancanza (ischemia) può danneggiare parte del cervello provocando una paralisi. In casi molto gravi può verificarsi la rottura di un'arteria determinando l'emorragia cerebrale. Talvolta l'ischemia può riguardare le coronarie, ed il paziente, in caso di sforzo molto intenso o di stress molto forte, va incontro ad una forma di angina, se non, addirittura, all'infarto.

Non esiste una cura "standard", ma è scientificamente accertato che diabete, colesterolo alto, obesità e fumo sono dei fattori che favoriscono l'innalzamento eccessivo della pressione. Se le cause non sono a livello ormonale, per la cura va valutato ogni singolo caso: per alcuni pazienti sarà sufficiente ridurre, se non addirittura eliminare, l'uso del sale e dei grassi, altri dovranno cercare di dimagrire, magari con l'aiuto di una moderata e mirata attività fisica. Sicuramente conducendo un tenore di vita più sano gli ipertesi potranno limitare l'uso dei farmaci (oppure rimandarne l'utilizzo di qualche anno).

A proposito di farmaci, ce ne sono alcuni all'apparenza molto innocui, come gli spray nasali, che dovrebbero essere evitati dagli ipertesi: contengono infatti sostanze vasocostrittrici (che restringono i vasi sanguigni) e sostanze cortisoniche che interferiscono sui livelli d'assorbimento di cloruro di sodio. Chi assume medicine ipotensive deve prestare attenzione ad alcuni antinfiammatori che potrebbero diminuirne l'efficacia. Se, per prescrizione mediche si è costretti ad una dieta, si deve eliminare il consumo dei prodotti anoressizzanti (compresi quelli delle diete"fai da te", per la cui assunzione non occorre la presentazione di ricetta medica) in quanto contengono le anfetamine che, pur inibendo l'appetito, sono euforizzanti, creano stress, e di conseguenza l'ipertensione.

Purtroppo molte volte è necessario, oltre a condurre un'esistenza più salubre ed adottare un'alimentazione più equilibrata, assumere alcuni tipi di medicine: le più utili sono quelle che contengono gli Ace - inibitori che intervengono sull'assorbimento del sale a livello renale, ma sono d'aiuto anche alcuni diuretici, i betabloccanti, che riducono l'attività cardiaca, i vasodilatatori specifici ed i prodotti ad azione sedativa sul sistema nervoso centrale.

A TAVOLA Purtroppo il sale è presente praticamente ovunque: circa l'80% è contenuto in alcuni alimenti conservati, dai formaggi (che contengono anche un'elevata quantità di grassi animali) agli insaccati, al tonno in scatola. Teniamo presente che la comunissima pasta, cuocendo, assume grandi quantità di sale, per non contare quello presente nei "dadi" per il brodo: basterebbe ricordarsi di salare le vivande quando sono già cotte. E per dare sapore? Via libera a tutte le piante aromatiche, anche le più umili: per esempio il comune prezzemolo esalta i piatti bolliti, l'aglio, oltre ad essere un ipotensivo naturale, accompagnerà benissimo il pesce (poiché il suo sapore non è a tutti gradito, esiste anche sotto forma di compresse da deglutire).

FITOTERAPIA. Anche le piante vengono in nostro aiuto, oltre al già menzionato aglio, alcune tisane sono particolarmente efficaci. Il Biancospino contiene alcuni flavonoidi che hanno azione calmante e regolarizzatrice dell'attività cardiaca con il conseguente abbassamento della pressione. La Pilosella ha una spiccata azione sull'apparato renale, tale da renderla un efficace drenante e depurativo nell'eccesso di cloruri, di acidi urici e di ritenzione idrica. Il Ginkco Biloba, di provenienza orientale, contiene alcuni bioflavonoidi che agiscono sulle membrane cellulari stabilizzandole e riducono il rischio di trombosi. L'Olivo mediterraneo ha proprietà ipotensive e vasodilatatrici che lo rendono utile anche per le palpitazioni cardiache. La Celidonia ha una componente antispasmodica simile alla papaverina con effetti ipotensori.