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Anno 8
Numero 25
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Salute e benessere
MANGIAMO PESCE tutto quello che c'è da sapere
Maria Maddalena
Regno
In Italia, che pure è
circondata dal mare, il consumo di pesce è piuttosto basso malgrado il tam tam
dei nutrizionisti. Per aumentarne il consumo, basterebbe pensare che i pesci
considerati grassi non contengono più grassi della carne considerata magra, che
sono fonte di proteine d'elevato di
elevato valore biologico, di vitamine e sali minerali.
Sfatiamo alcuni luoghi comuni.
COSTA CARO
Certo, esistono specie che vengono vendute a prezzi salatissimi, ma bisogna
tenere presente che il prezzo non ha nessun rapporto con il valore nutritivo,
perciò si possono tranquillamente acquistare qualità meno pregiate ma non meno
gustose.
È POCO NUTRIENTE
Niente di più falso: poiché resta meno nello stomaco, 2 ore contro le 3 e più
della carne, è ritenuto a torto poco nutriente, mentre è solo più facilmente
digeribile per la scarsità di tessuto connettivo che determina una masticazione
più rapida e un più rapido attacco da parte dei succhi gastrici.
È DIFFICILE DA DIGERIRE
Abbiamo già visto che non è vero. Se diventa poco digeribile, è perché viene
cucinato in modo eccessivamente elaborato, arricchito da salse per renderlo più
grato al palato, mentre cucinato semplicemente, con l'aggiunta di erbe diventa
solo più saporito. Esperienze di laboratorio hanno portato a distinguere i
prodotti ittici più comuni in:
molto digeribili razza, merluzzo, sogliola, spigola, trota, dentice, orata,
sarago, cernia
digeribili triglia, tonno, cefalo, palombo, pesce spada, sarde, alici
meno digeribili anguilla, aringa, sgombro.
È MAGRO
Abbiamo già visto che anche il più grasso è più magro della carne ritenuta
magra. Inoltre, mentre la carne fornisce per lo più grassi saturi, il pesce
fornisce grassi insaturi che, come si sa, sono raccomandati per una sana
alimentazione.
È PIENO DI SPINE
È vero, ma non ci sono solo pesci con le spine. A parte i molluschi e i
crostacei, che tratteremo in un capitolo a parte, il pesce venduto a fette come
salmone, pesce spada, tonno, nasello, platessa, acciughe è
senza spine e pronto per la cottura. Quanto agli altri, una volta cotti
sono relativamente semplici da sfilettare e lo scheletro può essere eliminato
facilmente con la testa e la coda.
FRESCO O SURGELATO
Se si vive in una città di mare il problema non si pone. Comunque, ecco alcune
regole per distinguere il pesce fresco da quello che…ha raggiunto i tre giorni
dell'ospite. Se il pesce
è di mare, ha un tenue odore di salmastro, se è d'acqua dolce ha quello
caratteristico della specie. Se è vecchio si sente odore d'ammoniaca,
dolciastro, fecaloide come si chiama correttamente l'odore della cacca. Il
prodotto fresco ha l'occhio brillante, in rilievo, le branchie ben colorate e
umide, l'addome turgido, elastico, la pelle tesa e umida. Il pesce non fresco ha
l'occhio smorto e infossato, l'addome floscio e la pelle secca e grinzosa.
Se non abitate in città vicine al mare il prodotto surgelato offre maggiori
garanzie igieniche. A volte, pesce congelato o surgelato viene venduto come
fresco. Basterà tenere presente quanto appena detto sull'aspetto
"estetico" del pesce.
IL PESCE È UN ALIMENTO SANO
Lo dice anche il proverbio, ma bisogna tenere presente che vivere
in ambienti inquinati favorisce l'accumulo di sostanze tossiche nelle sue
carni, come i metalli pesanti. Non solo, la presenza di germi contenuti
nell'apparato digerente ne rendono più sicuro il consumo quando è cotto, con
buona pace dei giapponesi.
FA DIMAGRIRE
Il contenuto di iodio nel pesce fa presupporre a molti che possa accelerare il
metabolismo favorendo il dimagramento. Il realtà, in soggetti affetti da
ipotiroidismo è l'eventuale somministrazione di ormoni tiroidei a riportare in
equilibrio la situazione, non lo iodio contenuto nei pesci.
QUANTO PESCE SI DOVREBBE CONSUMARE
Se consideriamo che gli antichi romani lo consumavano quotidianamente, mentre la
carne era consumata occasionalmente essendo considerata una raffinatezza, che ai
nostri giorni il consumo pro capite annuo si aggira attorno ai 20 kg a
fronte di 80 kg di carne, il consumo raccomandato è tre volte alla settimana.
(1 parte-continua)
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