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Anno 8
Numero 25
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Salute e benessere
IL
“MORBO SACRO” epilessia un
preconcetto difficile da sradicare
Rosa
Mauro
Sguardo
assente, impossibilità di muoversi.
Nei casi più gravi, bava alla bocca e convulsioni.
In quelli ancora più gravi, convulsioni che danneggiano il cervello o mortali.
E’ l’epilessia, un tempo chiamato morbo sacro.
La sua storia si intreccia con la storia sociale e religiosa, fin dalla notte
dei tempi.
I sintomi , che si manifestano all’improvviso, in un bambino, o un adolescente
in apparenza normale, hanno fatto credere, fino a neanche tanto tempo fa, ad
“interventi soprannaturali”, come se il malato avesse la capacità di
oltrepassare una porta dimensionale invisibile.
La capacità di alcune epilessie di scatenarsi attraverso particolari suoni o
luci ha alimentato per anni la convinzione che l’epilettico fosse “posseduto
da un dio”, o, nel caso dell’ebraismo e del cristianesimo, dal diavolo.
In ambedue i casi, il malato non veniva visto come qualcuno da curare o da
compatire, ma come un individuo non del tutto socialmente ammissibile, da
“esorcizzare” o da rinchiudere in un santuario.
L’epilessia fa parte delle malattie “socialmente rifiutate” in passato, ed
ancora oggi lotta contro i pregiudizi legati ad una tradizione millenaria.
In Abruzzo, fino a poco tempo fa, i malati venivano portati in chiesa ed i loro
familiari dovevano pagare “per liberarli dal demonio”, l’equivalente del
loro peso in grano.
Nonostante il parere di molti sacerdoti esorcisti, infatti, le credenze popolari
intorno a questa malattia sono difficili da sradicare.
L’epilessia è guaribile, almeno nell’80% dei casi.
E’ totalmente guaribile nel caso della benigna forma delle convulsioni
febbrili e nella forma infantile con assenze.
E’ controllabile nelle forme miste degli adulti, con terapia farmacologica.
Solo rarissime forme molto gravi ( per esempio quelle che coinvolgono vaste aree
di un emisfero), rappresentano un vero pericolo per l’individuo, grande o
piccolo che sia.
In questi casi, si arriva fino all’emisferectomia, cioè alla rimozione di
parte o di tutto l’emisfero coinvolto.
L’epilessia è uno squilibrio elettrico da ipereccitazione neuronale, dovuto
all’attivazione errata di zone
del cervello, magari per un incidente anche banale, che genera onde anomale.
A seconda della vastità e del tipo di zona colpita si hanno assenze, cioè
piccoli black out temporanei con parziale perdita sensoriale, o crisi convulsive
di varia natura, con spasmi mioclonici e perdita di conoscenza.
Fonti:
laboratorio di neurofarmacologia, clinica neurologica università di Bologna; il
Corriere della Sera, articolo del 12 gennaio 1988, informazioni gentilmente
inviatemi da Alessando D’Angelo.
Le scienze.
Per
approfondire, consiglio il bellissimo film con Sergio Castellitto, ormai di
qualche anno fa: “il grande cocomero”.
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