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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

Spettacolo
PIETRO TARICONE ma guarda chi si rivede 

Antonia Bonomi 

Sono stata la prima ad avere i suoi dati di nascita, perciò  ad oroscopizzarlo, visto che collaboravo alla rivista ufficiale della trasmissione Grande Fratello ancor prima che la trasmissione iniziasse. E non sono stata molto tenera con questo ragazzotto dichiarandolo, quando ancora non si sapeva che faccia avesse, "intelligente, abile, egoista, freddo, capace di attrarre gli altri e con scrupoli molto appannati, critico, Pietro Tariconeintrigante, esibizionista, insoddisfatto, compreso di sé, superficiale…", e via discorrendo. Vedendolo agire all'interno della casa, nella mezz'ora quotidiana che mi competeva come "compitino" mentre facevo la cyclette e sfogliavo i giornali, lo ritrovavo  negli ideali e nelle fanfaronate da segno, Aquario, condite con l'intuito "ferino" dei pianeti nei Pesci, un pratico  purtroppo troppo spesso superficiale che finisce con il danneggiarsi da solo. Avevo seguito alla lontana i suoi battibecchi con Costanzo, il suo rifiutarsi di partecipare alle trasmissioni "come da contratto", se non ricordo male si è anche laureato in giurisprudenza ma non sono sicura, sapevo della sua voglia di fare l'attore e pensavo ad Alberto Tomba e all'unico film, flop colossale. Ora lo ritrovo sulle pagine dei settimanali impegnato in partecipazioni televisive e cinematografiche, mentre rilascia interviste che me lo ridanno il Taricone di sempre: chiacchierone, sconclusionato, esibizionista, burino… ecco il punto: Pietro è inguaribilmente, almeno finora, burino. E non è per attaccamento alle radici, quanto per pigrizia e menefreghismo. Nel suo quadro non brilla il sacro fuoco dell'arte, fare l'attore, come partecipare al Grande Fratello, è stata una scelta dettata dal narcisismo, dall'esibizionismo e dalla voglia di guadagnare. Quanto al suo sbandierato machismo, son più le voci che  le noci, nel senso che Pietro non dimentica Pietro e l'altra non è neppure comprimaria. Povera stella, mi fa quasi tenerezza, teme la banalità (dice), e ricalca il cliché del più banale ritratto dei ragazzotti di provincia di tutte le generazioni: vanitoso, fanfarone e con la voglia di fare cinema! Tanti auguri, Taricone, ma non attaccare la laurea al cesso, come avevi affermato. Se non va come attore, puoi sempre fare l'avvocato o può servirti per trovare un posto di lavoro, ammesso che tu abbia voglia di fare qualcosa che non sia lucidarti i muscoli, guardarti allo specchio e girare a vuoto attorno ai tuoi pensieri sui massimi sistemi. Non t'arrabbiare, Taricone, non gratificarmi di qualcuno dei tuoi coloriti epiteti, e non dire neppure "mandame soreta" perché anche se avessi una sorella, non è certo di primo pelo e non è sicuro che saresti il suo tipo. Sei troppo burino.