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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Spettacolo

 

I GIOVANI preferiscono i telefilm 

Marcello Gagliani Caputo 

Nati e da sempre usati come semplici tappabuchi all’interno dei palinsesti televisivi e proiettati spesso in orari impossibili (notte fonda o al sorgere del sole), oggi i telefilm, modernamente denominati serial-tv, stanno conquistando sempre maggiore importanza nella vita della televisione e stanno velocemente diventando, soprattutto negli ultimi anni, veri e propri generi cult (recentemente Italia1 ha anche deciso di proiettare, seppure di notte, due autentiche cicche degli anni ’70-‘80 come Il prigioniero e Thunderbirds). Definitivamente sdoganati e finalmente rivalutati in un’ottica che ne fa dei punti di riferimento soprattutto per i giovani, oggi i telefilm veleggiano forti e sicuri verso le prime serate, verso festival (ne è nato uno apposta), verso sfide auditel fino a qualche anno (o mese?) fa davvero impensabili ed addirittura verso un canale a loro completamente dedicato (il Fox dell’offerta Sky).
Il merito di ciò, mi viene da dire naturalmente, è da attribuire senza ombra di dubbio alle produzioni americane, da sempre fiorenti creatrici di questo genere televisivo, che a differenza di qualche tempo fa, adesso hanno finalmente intuito le grandissime potenzialità dei serial-tv. Si era partiti negli anni ’70 e ‘80 con telefilm come Happy Days, Spazio 1999, Mork & Mindy, poi si è passati a telefilm “razziatori” di pubblico come Beverly Hills 90210, Friends o Dawson’s Creek, ed adesso si è arrivati a veri e propri esperimenti al limite come X-Files, o i recentissimi C.S.I. e Buffy che però in Italia (almeno per C.S.I.) hanno vissuto un’esperienza davvero singolare: dapprima proiettato sui canali a pagamento (per capirci i vecchi Tele+ e Stream, adesso unitisi in Sky), è ora passato su canali più consoni (Italia1), come se prima di poter scommettere su un prodotto di così, solo apparentemente, difficile distribuzione, si dovesse obbligatoriamente passare per un’altra via…un po’ come successo anche per altri programmi (per tutti l’ormai mitico Zelig, prima dato su Italia1 in seconda serata e poi passato trionfalmente in prima serata niente poco di meno che sull’ammiraglia Canale5).
Ma cosa si nasconde dietro a questo grande successo che negli ultimi anni ha trasformato i telefilm in generi cult? Essenzialmente, i motivi sembrerebbero essere due: il primo è il target a cui i serial-tv sono destinati e vale a dire i giovani (attualmente i maggiori fruitori della televisione); ed il secondo è senza dubbio rintracciabile nelle storie (l’handicap maggiore delle produzioni italiane), da sempre incentrata da una parte sul mondo degli adolescenti e dall’altra su temi comunque accattivanti e coinvolgenti, il tutto condito da un sapiente “montaggio” che spinge comunque il pubblico a fare di tutto per non perdersi il proseguo, per tenere sempre in pugno il filo del discorso.
Se la stagione 2002-2003 si è chiusa con risultati molto lusinghieri,  quella che sta per cominciare promette altrettanto bene, se non meglio: si è partiti con la nuova serie di J.A.G –Avvocati in divisa (ogni domenica alle 21,00 su Rai2) che si dovrà scontrare con il contemporaneo Smallville mandato in onda da Italia1, si continuerà con Law & Order –Unità speciale (ogni sabato alle 21,00 su Rete4) e si chiuderà con la nuova serie di Friends (ogni giovedì alle 23,45 su Rai2) e di E. R. –Medici in prima linea che il lunedì sera se la dovrà vedere con il “mediasettano” C.S.I. –Scene del crimine.
Ma quest’anno ci saranno anche molte altre serie che debutteranno sui nostri schermi, a partire da Monk, forse il nuovo Colombo (ma si potrà mai sostituire?), in cui il protagonista è un detective pieno di tic e manie interpretato da Tony Shalhoub, e finendo con Six Feet Under, in cui protagonista sarà una famiglia che gestisce un’impresa di pompe funebri in un quartiere nei sobborghi di Pasadena: la cosa curiosa è che ogni puntata inizia con un morto!
Ma ciò che forse tutti gli appassionati aspettano con ansia è Taken, una serie fantascientifica firmata da Steven Spielberg e che si preannuncia come una via di mezzo tra Ai confini della realtà e X-Files in cui si racconteranno cinquant’anni di vita di tre famiglie alle prese con gli extraterrestri.