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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Spettacolo

 

I PRINCIPI DEL MALE: BELA LUGOSI E BORIS KARLOFF i primi cattivi del grande schermo

Marcello Gagliani Caputo 

La figura del cosiddetto “cattivo” attraversa tutta la storia del cinema, dalle origini fino ai giorni nostri. Attori come Bela Lugosi e Boris Karloff o, per avvicinarsi a tempi più recenti, Robert Englund o Anthony Hopkins, hanno indelebilmente legato i loro volti a personaggi affascinanti, a volte addirittura straordinari, antagonisti che spesso hanno rubato la scena ai “buoni”. Questi sono i “Principi del Male”, attori che nell’immaginario dello spettatore sono ormai indelebilmente legati a mostri di ogni tipo.
Tra di essi, quelli più conosciuti ed apprezzati dai cultori del cinema di genere sono certamente Bela Lugosi e Boris Karloff, due attori la cui carriera avanzò quasi in parallelo; l’uno divenuto famoso nell’interpretazione del primo Dracula cinematografico del 1931 e l’altro interpretando, sempre nel 1931, la creatura in Frankenstein. Due classici che ancora oggi rappresentano l’origine del cinema horror.
Sono questi gli anni in cui, negli Stati Uniti, il cinema dell’orrore prende quota ed in cui i “cattivi” cominciano ad essere considerati come personaggi affascinanti e dal carisma quasi magnetico; in pochissimi anni, si susseguiranno un altissimo numero di film dove proprio i due attori faranno la parte del leone.
Bela Lugosi era nato nel 1882 a Lugos, in Ungheria. Con il suo vero nome, Bela Blasko, iniziò come attore di teatro e di cinema in patria, ma le sue simpatie rivoluzionarie lo costrinsero ad emigrare in Germania e in seguito in America, dove nel 1931 fu contattato dal regista Tod Browning che lo chiamò prima per The Thirteen Chaire e poi per Dracula: da questo momento in poi il nome di Lugosi sarà indelebilmente legato al cinema horror americano.

“Dracula prometteva più orrore di quanto ne mantenesse, e questa può essere una delle ragioni che lo rendono ancora oggi un film datato“.
Commenta Alan Frank, autore di molti volumi divulgativi sui film horror. “La regia è priva di ispirazione, lo sviluppo dei dialoghi ancora teatrale, ma l’interpretazione di Lugosi salva il film. Lugosi è un Dracula malefico fino all’estremo, con un magnetismo sessuale che lo portò, all’apice della carriera,  a ricevere tante lettere di ammiratori quanto una star di film d’amore“.
Come si intuisce, l’attore ungherese deve a Dracula la sua popolarità, ma anche la sua condanna ad essere relegato e identificato per sempre solo nell’horror , in particolare nel personaggio del vampiro.
La vita di Bela Lugosi, portata peraltro di recente sullo schermo da Tim Burton in Ed Wood, non fu felice. Dedito alle droghe, rimarrà prigioniero dei suoi personaggi ed alla sua morte, nel 1956, verrà sepolto proprio negli abiti di Dracula.
Meno dolorosa, invece, fu la vita dell’altro simbolo dell’horror degli inizi degli anni ’30, vale a dire Boris Karloff, il cui vero nome era William Henry Pratt.
Per quanto raggiunse la celebrità in America, Karloff era inglese, nato a Dulwich nel 1887 e morto nel 1969 sempre in Gran Bretagna.
Dopo il debutto teatrale in patria, si recò negli Stati Uniti partecipando a molti film esotici e d’avventura, finché diventò famoso con l’interpretazione del mostro nel Frankenstein firmato da James Whale nel 1931. Il suo corpo allampanato dal viso scavato e dagli occhi infossati, sembrò davvero l’ideale per portare sullo schermo la creatura inventata da Mary Shelley e lo stesso Jack Pierce, allora responsabile del make-up, trovò nell’attore inglese una maschera semplicemente perfetta, riuscendo a creare quel personaggio dalla fronte quadrata, dalle palpebre cadenti, dalle profonde occhiaie, dalle labbra nere, dagli elettrodi sul collo e dalle cicatrici che diverrà memorabile nella storia del cinema di genere.
L’interpretazione di Karloff fu così perfetta che negli anni seguenti fu ancora “usato” come creatura in La moglie di Frankenstein (1935) e Il figlio di Frankenstein (1939), ultimo film della serie che l’attore accettò di recitare. Nel frattempo, però, divenne famoso per un altro personaggio storico del cinema horror, vale a dire Im-Ho-Tep, sacerdote del Tempio del Sole nel film del 1932 La mummia.
Da allora, Karloff, come il suo quasi alter-ego Lugosi, si specializzò in ruoli di cattivo, incontrandosi spesso in altri film, tra cui The Black Cat del 1934,  The Raven del 1935 e Le iene del 1945, con lo stesso attore ungherese.