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Anno
11
Numero
10

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

S p o r t

 

ANTONIO CASSANO gol e cassanate 

Antonia Bonomi 

Antonio Cassano è famoso per essere uno splendido calciatore, ma è altrettanto famoso Antonio Cassano con la maglia della Roma per essere indisciplinato e combinarne di tutti i colori tanto che Fabio Capello ha coniato il termine “cassanate” per definire i suoi eccessi.
Nasce a Bari il 12 luglio 1982, proprio il giorno dopo la vittoria dell'Italia ai mondiali, la sua vocazione è precoce.  
Le sue prime esperienze sono nel "ProInter", poi passa  alle giovanili del Bari dove l’allenatore si accorge subito delle sue potenzialità. L’11 dicembre 1999 esordisce in serie A  nel derby con il Lecce. La domenica successiva Antonio Cassano è titolare nella partita che il Bari gioca al "San Nicola" contro l’Inter e guadagna le prime pagine dei giornali.  
Per lui si inizia a parlare di un trasferimento in un grande club, si mormora la Juventus, ma  il 7 marzo 2001 è la Roma ad acquistare Cassano per 60 miliardi di vecchie lire. Nel frattempo ha esordito anche con la Nazionale Under 21, si dice non abbia un buon rapporto con l’allenatore Claudio Gentile che lo lascia fuori dalla rosa dei titolari.
Arrivato alla Roma lega con Francesco Totti, con il quale ha una bella intesa in campo, Antonio Cassano con la maglia della Nazionale ma sembra non sia altrettanto idilliaco il rapporto con Capello e gli altri compagni.
Lamenta di trovare poco spazio, a volte diserta gli allenamenti per protesta, Capello cerca di convertirlo ad una visione del gioco di squadra e meno personalistica e la seconda metà del campionato 2002-2003 lo vedono fare furore, guadagna anche la maglia della Nazionale.  
Diventa il volto degli sfortunati Europei del 2004, quando le telecamere inquadrano la sua gioia per il gol dell’ultimo momento che porta l’Italia in vantaggio sulla Bulgaria, e  la seguente disperazione quando apprende che l’Italia è stata eliminata dal pareggio dell’altra partita del girone.
Ma le cassanate non sono finite, il giocatore nel 2004 non si allena con la squadra e… emigra al Real Madrid. Si porta la fidanzata, si sfidanza, ingrassa, soffre di nostalgia, finisce nelle eccellenti imitazioni di Fiorello a W Radio 2, nel 2007 torna in Italia nella squadra della Sampdoria, dimagrisce, si torna a parlare di lui come di un fenomeno. Lo vedo nell'intervista che a febbraio 2008 gli fa Fabio Fazio e mi diverto come una matta, l'istinto materno mi fa esclamare: "Vuoi vedere che ha messo la Antonio Cassano con la maglia della Sampdoriatesta a posto?". Pia illusione, il 2 marzo 2008, nella partita Sampdoria-Torino dà in escandescenze, si toglie e lancia la maglia in campo, litiga con l'arbitro e si fa affibbiare 5 giornate di squalifica, 15.000 euro di multa la Samp annuncia che non farà ricorso contro il verdetto. E ti credo, la "cassanata" ha fatto il giro del mondo! Però, forse, dicendo che il poverino ha Giove contro...
Com’è Antonio Cassano Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Umorale come ogni Cancro che si rispetti, con l’aggiunta che il Sole è quadrato a Marte, Saturno e Plutone che sono nella Bilancia. Ho letto di un’infanzia difficile ma, anche se fosse stata la più idilliaca possibile e immaginabile, il caratteraccio sarebbe rimasto. Non manca d’intuito, si può dire che sia la sua fortuna con quel Mercurio trigono Giove, ma non è sicuro di sé come dovrebbe, è tendenzialmente pessimista e diffidente in modo preconcetto e diventa infantilmente aggressivo, prepotente, bizzoso e stravagante, esibizionista, perfezionista fanatico e finisce per assumere atteggiamenti asociali. È come se temesse di non essere all’altezza, di non poter realizzare ciò che pensa, che tutto possa all’improvviso svanire e fosse alla perenne ricerca dell’affermazione personale, di una rivalsa. Qualcuno dovrebbe fargli capire che ha la possibilità di dare per lungo tempo splendidi calci al pallone, invece di darne a se stesso calcando sul lato antipatico.