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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

S p o r t

MARCELLO LIPPI il bello di essere

 Antonia Bonomi

Quando negli anni '70 giocava nella Samp nel ruolo di difensore era considerato un giocatore saggio ed essenziale, con un sicuro futuro d'allenatore. È quello che ha fatto incominciando ad allenare dal 1984 la giovanile della Samp, il Pontedera, il Siena, la Pistoiese, il Cesena dove ebbe il primo esonero, e poi Atalanta, il Napoli del dopo Maradona che portò in UEFA. Dal 1994 al 1999 è alla Juventus: per tre volte campione d'Italia. Nel 1995 Coppa Italia, nel 1996 vince la Champions League e la Coppa Intercontinentale, nel 1997 la Supercoppa Europea. I maligni assicuravano che era fortuna, tutto merito degli ottimi giocatori, erano loro a vincere non l'allenatore, comunque fioccavano le soddisfazioni. Incidente a Del Piero nel novembre del 1998 ed ecco che nel febbraio del 1999, con la celebre frase: "Se il problema sono io, allora do le dimissioni", Lippi è sostituito e ci rimette il contratto. Passa all'Inter e le cose non ingranano certo, il finale lo conosciamo tutti: nella conferenza stampa mandata in onda in televisione, il Paul Newman del calcio italiano, così è chiamato, dice chiaro e tondo "Fossi il presidente, caccerei l'allenatore e prenderei a calci nel sedere i giocatori", con un "no" esalato da qualcuno tra gli astanti al "calci nel sedere". È stato esonerato, si sono scatenati i pro e i contro, ironicamente il comico Enzo Iachetti ha fatto notare che questa volta Lippi "non si è licenziato ma ha suggerito di licenziarlo, salvando 7-8 miliardi". E che sono, dico io, considerando i 500 spesi da Moratti per la squadra, compreso "l'incauto acquisto di Ronaldo", come lo definii io dal microfoni del Gr2 il 7 agosto del 1997?
Com'è Marcello Lippi Dietro lo Specchio dell'Astrologia? Ariete con pianeti nel Leone e nel Sagittario, tutto Fuoco, e per di più toscano. È detto affettuosamente, ma questa toscanità rende ancora un po' più rosso il fuoco che lo anima. Il giocatore saggio ed essenziale? La Luna nel Toro, non solo, poiché grazie a questa e ad altri aspetti impara anche dall'esperienza, toscano e tutto fuoco finché vi pare, ma la seconda volta non si è fatto cacciare via con una mano davanti e una di dietro: ha preso bene la rincorsa e ha sottinteso "licenziatemi".
È ambizioso, Lippi, ma senza ambizione sappiamo che non si va molto lontano, in fondo è una pasta d'uomo, un simpatico, ma è suscettibile, la personale sensazione d'incompletezza, il timore di essere antipatico lo spingono ad assumere atteggiamenti e modi dispotici. Egocentrico, ma non sempre irrazionale, se fortemente contrariato sceglie lo "splendido isolamento" classico del Leone, segno che ospita Marte, Saturno e Plutone. È una persona intelligente, è nato fortunato, ma è anche una persona che si dà da fare per meritare la sua fortuna, peccato che quell'Urano nei Gemelli opposto a Giove lo rendano a volte troppo convinto della bontà delle sue idee e lo scatto ribelle, da segni e da toscanità, gl'impediscano di agire con maggiore diplomazia. Che volete, ha il dono di rendersi antipatico, e il bello, si fa per dire, che lo fa per il timore più o meno conscio di essere antipatico! Il suo futuro? La manifestazione che ha siglato la rottura è dovuta a pianeti nello Scorpione che eccitavano eccessivamente i pianeti nel Leone. Ma, tranquilli, è pronto per ripartire verso qualche nuovo incarico.