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Anno 10
Numero 6
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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S p o r t
MARCO PANTANI o della difficoltà a convivere
con se stesso
Antonia Bonomi
Il 14 febbraio 2004 si è
conclusa la vicenda umana di Marco Pantani, l’ultimo dei grandi ciclisti
italiani. Nato a Cesenatico, i genitori Paolo e Tonina hanno un chiosco di
piadine, fin da piccolo ha la passione per la bicicletta. Professionista dal
1992, nel 1994 a Merano vince la prima tappa del Giro d’Italia e arriva terzo
al Tour, arrivano i quattrini, gira spot pubblicitari, nasce la leggenda. Nel
1995 il primo incidente: il 18 ottobre, durante la
Milano-Torino, è investito da una jeep, riporta la frattura della tibia e del
perone della gamba sinistra ed è obbligato ad una sosta; durante il Giro
d’Italia il 24 maggio del 1997 cade per colpa di un gatto, accumula 26 minuti
di ritardo ed è costretto al ritiro. Si
rifà subito vincendo due tappe del Tour. Il 1998 è il suo anno d’oro: il 7
giugno vince il Giro d’Italia e il 2 agosto il Tour facendo impazzire i tifosi
che ormai si contano a centinaia di migliaia. Il Pirata, come è soprannominato,
è considerato l’erede di Coppi, ha bissato l’exploit di Felice Gimondi, è
considerato il miglior scalatore del mondo, e l’anno
seguente, nel 1999, il Giro d’Italia lo vede di nuovo in testa quando,
a due tappe dall’arrivo a Milano, il 5 giugno a Madonna di Campiglio, un esame
a sorpresa rivela che il livello di ematocrito del suo sangue risulta troppo
alto ed e squalificato per doping. I suoi tifosi si scatenano, alzano striscioni
con la scritta: “Un pirata (italiano) solo al comando… bisognava fermarlo,
ci siete riusciti!”, ma c’è anche chi pensa che, sì, Pantani è forte, ma
lo è così vistosamente perché si dopa”.
Ecco di seguito due articoli apparsi sul nostro giornale, il primo sul n° 23
del 1999:
PANTANI,
FACCI SOGNARE! Il 15 maggio parte l'82° Giro d'Italia
Antonia
Bonomi
Reduce
dai successi dello scorso anno, che lo hanno visto vincere sia il Giro d'Italia
sia il Tour de France, eccolo di nuovo pronto alla partenza della maratona
ciclistica che prenderà il via da Agrigento il 15 maggio per concludersi il 6
giugno a Milano.
I chilometri da percorrere sono 3.780, suddivisi in 22 tappe. Secondo gli
esperti, è uno dei giri più duri degli ultimi anni, con una scalata sul Monte
Sirino e un'altra, a distanza di pochi giorni, sul Gran Sasso.
Pantanti si dichiara in forma, disposto a superare se stesso. Parla con
disinvoltura dei possibili concorrenti, nelle interviste non si fa cogliere
impreparato. Ha dato una spallata all'immagine dell'atleta che non sa spiccicare
due parole. Del resto, lo ha dimostrato interpretando spot pubblicitari:
l'accento c'è, ma suscita simpatia. È più disinvolto di certi giornalisti e
conduttori radiotelevisivi!
Com'è Marco Pantani? Capricorno con Mercurio e Venere congiunti al Sole, il
tutto in splendido aspetto con Plutone nella Vergine. È consapevole del proprio
valore, non ama le critiche e fa di tutto perché nessuno possa sollevare
obiezioni su di lui. È un serio professionista, un perfezionista. Anche un
lottatore. Non solo appartiene al Capricorno, segno che non si risparmia, ma ha
anche la Luna nell'Ariete, il segno dei guerrieri. Vuole emergere, ma non cerca
scappatoie. Disponibile fino ad un certo punto, nelle sue corde c'è anche una
sana diffidenza contadina. Vuole emergere, ma non dimenticare, staccarsi dalle
sue radici. È un po' una forma di snobismo al contrario, ma è tutto a suo
onore.
E dovrà mettercela proprio tutta la sua grinta per superare l'ostacolo che il
cielo gli butta tra le ruote nel periodo del giro. Infatti, proprio dal 15
maggio Giove è negativo con il gruppetto di pianeti in Capricorno, Marte lo
diventerà a mano a mano passano i giorni, con l'aggiunta di una Venere che, in
ogni caso, ha anche un risvolto positivo, proprio tra la fine di maggio e
l'inizio di giugno.
Che dire? Urlare "Forza Marco" che, se ce la fai, puoi dimostrare che
il cielo si può anche prendere a…pedalate!
Il
secondo è apparso sul n° 24
MARCO
PANTANI RITIRATO DAL GIRO: dolo, leggerezza o jella? Si rallegri, ha evitato un
ictus
Antonia
Bonomi
Riprendiamo
le previsioni fatte dalle sottoscritta, inserite nel pezzo pubblicato, e tuttora
presente nel giornale, alla partenza del 82° Giro d'Italia:
"E dovrà mettercela proprio tutta la sua grinta per superare l'ostacolo
che il cielo gli butta tra le ruote nel periodo del giro. Infatti, proprio dal
15 maggio Giove è negativo con il gruppetto di pianeti in Capricorno, Marte lo
diventerà a mano a mano passano i giorni, con l'aggiunta di una Venere che, in
ogni caso, ha anche un risvolto positivo, lo diventerà proprio tra la fine di
maggio e l'inizio di giugno.
Che dire? Urlare "Forza Marco" che, se ce la fai, puoi dimostrare che
il cielo si può anche prendere a…pedalate!"
Le
previsioni, dunque, sono state perfettamente rispettate: Pantani non ha vinto.
Ora, considerando gli aspetti di quel giorno, di precisi ci sono Giove in
quadratura con Mercurio natale, Mercurio rotante in quadratura con Marte natale,
Nettuno rotante simultaneamente quadrato a Giove e Saturno natali, che sono
opposti alla nascita. Mercurio è l'intelligenza, in questo caso si tratta di
leggerezza, ma c'è un aspetto ancor più inquietante: alla nascita, Pantani è
predisposto all'ictus. Sì, è la più evidente fra le patologie possibili,
oltre agli incidenti alle gambe, alle ossa. E quel Giove negativo con Mercurio
natale è un possibile attivatore di ictus.
Però, c'è anche un'altra possibilità: che Pantani "produca" in
proprio colesterolo. Non è fantascienza. Personalmente gli consiglierei tutte
le ricerche possibili e immaginabili, ma anche la più semplice: scoprire se è
il suo fisico a far alzare gli ematocriti.
Torniamo ai nostri giorni: alla squalifica la reazione di Pantani è
l’isolamento rabbioso, come i suoi tifosi pensa che abbiano voluto colpirlo,
che si tratti di una congiura ai suoi danni perché non è il solo a doparsi.
Infatti, il suo nome e quello di mille altri atleti, italiani e stranieri alcuni
dei quali correvano con lui nello stesso Giro, è stato trovato qualche mese
prima in un file Epo nel laboratorio ferrarese del professor Francesco Conconi,
ed è quanto meno strano che le autorità abbiano aspettato tanto e che tutto
sia avvenuto così platealmente. Ma non va dimenticato che era il più famoso
dei nomi presenti, che le forze dell’ordine avevano la recondita speranza che
Pantani li aiutasse a ripulire il mondo dello sport, in questo caso del
ciclismo. Il resto è stato ripetuto più volte: interrogatori dei Nas durante i
quali faceva scena muta, udienze in tribunale, un paio di tentativi di tornare a
correre falliti miseramente, come nel Giro d’Italia del 2003, la depressione,
l’abbandono dell’eterna fidanzata danese, le amicizie pericolose, la droga,
la morte.
Come ho affermato nel 1999, Marco Pantani era conscio del proprio valore, era un
professionista e un perfezionista, non accettava obiezioni e faceva di tutto per
evitare critiche, voleva emergere, ma non cercava scappatoie. Eppure, le ha
cercate dopandosi, come si spiega? Con
la regola del “così fan tutti”. Perché, essendo tutti gli altri imbottiti,
avrebbe dovuto essere secondo a qualcuno che “tutti puliti” era comunque
meno forte di lui? Certo, ha le sue colpe perché era tutt’altro che uno
stupido e nessuno poteva costringerlo a fare qualcosa che non volesse, ma aveva
necessità assoluta di essere in primo piano e il terrore, un po’ isterico, di
non realizzare le proprie aspirazioni, e di perdere il potere, hanno contribuito
ad abbassare la sana diffidenza contadina, a far tacere gli scrupoli.
Sicuramente era certo di poter smettere in qualsiasi momento l’avesse voluto.
Ma i pianeti girano, ci sono anche gli aspetti negativi e Marco Pantani ha avuto
dal 1999 Nettuno, i paradisi artificiali, in pessimo aspetto con Giove e Saturno
natali, già opposti, fino alla fine del 2000, nel 2001 Giove rotante era
in aspetto negativo con Marte e Plutone natali, già opposti, e non
deponeva né a favore di circostanze favorevoli né di chiarezza mentale. Era
convinto di non aver commesso niente di così riprovevole, se la coscienza gli
suggeriva il contrario s’incaponiva a “darsi ragione”, al chiedersi
“perché solo io”, non dimentichiamo Saturno natale nel Toro che inclina
alla prepotenza, alla caparbietà, e Marte natale era nei Pesci indice
di vittimismo. Il peggio è arrivato tra il luglio del 2002 e il giugno
del 2003, quando Saturno era fisso in aspetto negativo sempre con Marte e
Plutone natali, indici di accanimento incosciente e polemico su posizioni
insostenibili, suscettibilità, squilibri, discontinuità, entusiasmi e
depressioni, insoddisfazione, incapacità a convivere con se stesso e con gli
altri. E sono aspetti che esistono da sempre, non creati su misura per far
coincidere la vicenda di Pantani e l’astrologia. Naturalmente, sono aspetti
che indicano cambiamenti dolorosi nella vita professionale, sociale, perdite
anche finanziarie. Il 14 febbraio? Nettuno era in quadratura a se stesso natale,
e siamo sempre alla ricerca di evasioni, Marte era dal 4 congiunto a Saturno e
opposto a Giove, indice di autodistruzione, dall’8 al 12 anche Mercurio era
stato in cattivo aspetto con gli ultimi due pianeti, mentalmente non era lucido,
Venere era opposta ad Urano, deviazioni, Saturno era quadrato ad Urano:
incoerenza, imprudenza, tendenze autodistruttrici. Il 14 febbraio ha chiuso un
cerchio iniziato molto tempo prima. Non è stato suicidio quel giorno, ma
l’epilogo di un lento suicidio.
Si consolino quanti si colpevolizzano per non averlo aiutato: per carattere
Marco Pantani non accettava critiche e consigli, anche quando sembrava
ascoltasse tornava sempre al nocciolo del suo pensiero incaponito, pessimista e
vittimista. Fragilità?, prepotenza?, difficilmente viaggiano separate e non è
facile accettare di passare dagli altari alle cronache giudiziarie, con
l’etichetta di chi ha ottenuto il successo immeritatamente.
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