ARTI MARZIALI E ZEN: dal passato la filosofia del futuro (2 parte)
Sandro Lainu
Judo, Ju-Jitsu, Karate, Aikido, Kung-fu: tutti sanno che queste
parole dal suono esotico sono varie espressioni dellormai noto concetto di arti
marziali; ma in questa confusione quanti saprebbero descriverne la realtà storica?
Lestrema velocità con cui si sono diffuse le arti
marziali nel mondo occidentale ha, purtroppo, fatto dimenticare la vera tradizione e la
filosofia che hanno caratterizzato la loro nascita e il loro successivo sviluppo nella
cultura orientale in genere.
Tutto ciò è probabilmente dovuto al forte spirito pratico del
mondo moderno occidentale che ha colto più facilmente la sintesi finale delle arti
marziali interpretandole in maniera più tecnica e, per così dire, utilitaristica. Se da
un lato questa chiave di lettura ha determinato, specie nel dopoguerra, una diffusione
capillare delle varie scuole orientali, dallaltra ne ha fatto perdere
loriginaria filosofia dapplicazione e lanima tradizionale.
Ci si avvicina alle arti marziali per vari motivi: per praticare
uno sport, per svago o per difesa personale ma soltanto praticandole ci si accorge quanto
contribuiscano al miglioramento personale e allo sviluppo spirituale. Le radici culturali
delle arti marziali le troviamo senza dubbio in Cina, in epoca molto prossima al I secolo
a.C., da dove, grazie agli scambi economici e culturali, si diffusero in tutto
loriente approdando in altri grandi centri culturali, quali Okinawa e il Giappone
dove furono reinterpretate dando vita a svariate discipline autonome.
Proprio questi due grandi centri culturali caratterizzarono
così fortemente lo sviluppo delle varie "arti di combattimento" che attualmente
si è portati ad associare le arti marziali al Giappone e allisola di Okinawa.
Comune a tutte le varie "arti" è linfluenza che ha indubbiamente
esercitato su di essa la filosofia zen. Le tradizioni spirituali e filosofiche di quasi
tutte le arti marziali, sia classiche che contemporanee, derivano dalle antiche arti di
combattimento (Bujutsu) che si sono evolute durante lera feudale tramite le vie
marziali (Budo).
Il karate, ad esempio, si è sviluppato dalle tradizioni
culturali del Bushido (il codice del guerriero), del Budo (vie delle arti marziali) e
dello Zen Buddista che influisce in modo notevole sul Bushido e il Budo.
Nelle arti marziali si parla molto dellaccrescimento
spirituale che avviene gradualmente nel corso degli anni, praticandole si coglie
immediatamente quali sono gli elementi che portano a tale processo di sviluppo:
- Il contesto in cui si svolgono gli allenamenti (il luogo di pratica, il rispetto
delle ritualità tradizionali, il saluto di apertura e di chiusura, labbigliamento)
- Il lavoro di rilassamento mediante un allenamento aerobico-anaerobico specifico
che agisce nello scarico delle tensioni muscolari e sulla stimolazione della carica
energetica
- Un accentuato studio delle posizioni e della coordinazione motoria
- Ottimizzazione della capacità respiratoria e conseguente miglioramento della
circolazione energetica
- Gestione della potenzialità fisica e interiore.
Tutti questi concetti, insieme ad altri, hanno la caratteristica
di non rimanere nellambito della palestra, ma sono potenzialità che se vengono
psicosomatizzate, determinano la crescita spirituale che si applicherà alla vita
quotidiana.
Come disse il grande maestro Jigoro Kano, fondatore del Judo:
"Se noi non cerchiamo coscienziosamente di applicare i principi delle arti marziali
alla nostra vita quotidiana non cambieremo affatto".