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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

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S p o r t

 


ARTI MARZIALI: NESSUN MIGLIORAMENTO SENZA CONVINZIONE
Pratica Zen e allenamento sono i segreti del Budo (3-continua)

Sandro Lainu

La discussione sorta negli anni circa i benefici delle arti marziali ha ormai raggiunto proporzioni enormi, ma solo partendo dalla radice filosofica delle varie discipline possiamo cogliere il reale benessere che la pratica di esse gradualmente produce.

Il maestro Gichin Funakoshi (precursore del karate) nel suo libro "The Master Text", sostiene che le arti marziali hanno come punto di forza l’allenamento spirituale finalizzato all’accrescimento del coraggio, della cortesia, dell’integrità, dell’umiltà e dell’autocontrollo, che sono il fondamento e l’essenza delle arti marziali stesse che a loro volta rappresentano la molla che dà impulso all’esecuzione dell’allenamento spirituale.

A questo pensiero fa eco l’affermazione del maestro Jigoro Kano (fondatore del Judo), il quale sostiene che il Budo (insieme delle arti marziali dei guerrieri giapponesi) è alla base di tutto ed esso si realizza in ogni individuo: "anche un grande maestro ricerca il Budo nel suo lavoro, altrimenti non otterrà che forza fisica", e solo insieme ad una coscienziosa applicazione alla vita quotidiana dei principi fondamentali delle varie arti si ottiene un miglioramento spirituale.

Il punto cruciale, quindi, per valutare le potenzialità delle arti marziali quale veicolo dello sviluppo personale è proprio questo: gli esempi e le varie esperienze individuali aiutano i praticanti nella ricerca della "via", ma solo un cosciente impegno personale permette di raggiungere i veri obiettivi del Budo.

Una persona che si allena per almeno un anno in qualsiasi arte marziale di sicuro svilupperà coraggio, disciplina, autocontrollo e coscienza, ma oltre a questo la perfezione caratteriale richiede: intelligenza, giudizio, salute e virtù morale, che si raggiungono soltanto desiderandole consapevolmente.

In tutto ciò si inserisce una figura vitale nell’intuitivo percorso di apprendimento comune a tutte le varie discipline: il maestro (Sensei).

Il Sensei deve avere un gran carattere ed essere la buona guida nel percorso tecnico e morale dell’allievo; deve incoraggiare lo sviluppo personale del praticante e la corretta interpretazione dei principi del Budo, mostrando il livello tecnico più alto della disciplina suggerendo il percorso ideale e filosofico dell’"arte. Tutto ciò mediante una rigida disciplina secondo i rituali tradizionali, insegnando il mutuo rispetto, la serenità e la salute del corpo e della mente.

Il maestro è un costante riferimento, ma lui può guidare solo negli esercizi fisici e mentali aiutando l’allievo a trovare la propria vera natura, ma è l’allievo che deve imparare a capire da solo come sentire e giudicare in modo corretto e come essere morale e giusto.

Quest’ultimo concetto deriva direttamente dalla filosofia Zen che nel suo principio base sostiene la necessità di imparare a capire da soli, perché la conoscenza è dentro di noi: "si inizia a capire quando si capisce la propria vera natura".

La pratica delle arti marziali, fortemente influenzata dalla filosofia Zen, produce i propri benefici secondo un triplice sviluppo:

  1. Con la struttura e i rituali dell’allenamento si promuove la disciplina, l’autocontrollo, la concentrazione e la conoscenza necessaria a progredire nella pratica;
  2. Con la guida e il riferimento esemplare del maestro, incoraggiando l’impegno dell’allievo, si determina lo sviluppo e le virtù;
  3. Con la continuità e la pratica di una disciplina marziale si matura una profonda conoscenza della natura e dello scopo del Budo, accrescendo un graduale progresso personale e spirituale del praticante

La filosofia nelle arti marziali è un elemento vitale della pratica: nel corso degli anni l’allievo fa proprie le grandi virtù che sono il rispetto, la gratitudine e l’onore. Solo così, con la modestia, si impara a conoscere le proprie debolezze e grazie alle virtù acquisite con la pratica delle arti marziali le proprie debolezze si trasformeranno in punti di forza.