ARTI MARZIALI: NESSUN MIGLIORAMENTO SENZA CONVINZIONE
Pratica Zen e allenamento sono i segreti del Budo (3-continua)
Sandro Lainu
La discussione sorta negli anni circa i benefici delle arti
marziali ha ormai raggiunto proporzioni enormi, ma solo partendo dalla radice filosofica
delle varie discipline possiamo cogliere il reale benessere che la pratica di esse
gradualmente produce.
Il maestro Gichin Funakoshi (precursore del karate) nel suo
libro "The Master Text", sostiene che le arti marziali hanno come punto di forza
lallenamento spirituale finalizzato allaccrescimento del coraggio, della
cortesia, dellintegrità, dellumiltà e dellautocontrollo, che sono il
fondamento e lessenza delle arti marziali stesse che a loro volta rappresentano la
molla che dà impulso allesecuzione dellallenamento spirituale.
A questo pensiero fa eco laffermazione del maestro Jigoro
Kano (fondatore del Judo), il quale sostiene che il Budo (insieme delle arti marziali dei
guerrieri giapponesi) è alla base di tutto ed esso si realizza in ogni individuo:
"anche un grande maestro ricerca il Budo nel suo lavoro, altrimenti non otterrà che
forza fisica", e solo insieme ad una coscienziosa applicazione alla vita quotidiana
dei principi fondamentali delle varie arti si ottiene un miglioramento spirituale.
Il punto cruciale, quindi, per valutare le potenzialità delle
arti marziali quale veicolo dello sviluppo personale è proprio questo: gli esempi e le
varie esperienze individuali aiutano i praticanti nella ricerca della "via", ma
solo un cosciente impegno personale permette di raggiungere i veri obiettivi del Budo.
Una persona che si allena per almeno un anno in qualsiasi arte
marziale di sicuro svilupperà coraggio, disciplina, autocontrollo e coscienza, ma oltre a
questo la perfezione caratteriale richiede: intelligenza, giudizio, salute e virtù
morale, che si raggiungono soltanto desiderandole consapevolmente.
In tutto ciò si inserisce una figura vitale nellintuitivo
percorso di apprendimento comune a tutte le varie discipline: il maestro (Sensei).
Il Sensei deve avere un gran carattere ed essere la buona guida
nel percorso tecnico e morale dellallievo; deve incoraggiare lo sviluppo personale
del praticante e la corretta interpretazione dei principi del Budo, mostrando il livello
tecnico più alto della disciplina suggerendo il percorso ideale e filosofico
dell"arte. Tutto ciò mediante una rigida disciplina secondo i rituali
tradizionali, insegnando il mutuo rispetto, la serenità e la salute del corpo e della
mente.
Il maestro è un costante riferimento, ma lui può guidare solo
negli esercizi fisici e mentali aiutando lallievo a trovare la propria vera natura,
ma è lallievo che deve imparare a capire da solo come sentire e giudicare in modo
corretto e come essere morale e giusto.
Questultimo concetto deriva direttamente dalla filosofia
Zen che nel suo principio base sostiene la necessità di imparare a capire da soli,
perché la conoscenza è dentro di noi: "si inizia a capire quando si capisce la
propria vera natura".
La pratica delle arti marziali, fortemente influenzata dalla
filosofia Zen, produce i propri benefici secondo un triplice sviluppo:
- Con la struttura e i rituali dellallenamento si promuove la disciplina,
lautocontrollo, la concentrazione e la conoscenza necessaria a progredire nella
pratica;
- Con la guida e il riferimento esemplare del maestro, incoraggiando limpegno
dellallievo, si determina lo sviluppo e le virtù;
- Con la continuità e la pratica di una disciplina marziale si matura una profonda
conoscenza della natura e dello scopo del Budo, accrescendo un graduale progresso
personale e spirituale del praticante
La filosofia nelle arti marziali è un elemento vitale della
pratica: nel corso degli anni lallievo fa proprie le grandi virtù che sono il
rispetto, la gratitudine e lonore. Solo così, con la modestia, si impara a
conoscere le proprie debolezze e grazie alle virtù acquisite con la pratica delle arti
marziali le proprie debolezze si trasformeranno in punti di forza.