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VALENTINO ROSSI: il pericolo è il mio mestiere bisAntonia Bonomi |
Lo abbiamo visto con i capelli lunghi un po' selvaggi, lo abbiamo visto con i capelli corti e le ciocche ossigenate, ora l'ho perso di vista e non conosco il suo ultimo look, però ho davanti il suo quadro natale e sono sempre, più che mai, perplessa. Per lui, come per la maggior parte di coloro che scelgono attività a rischio, aspetti inquietanti non ne mancano. Non dico che debba, o debbano, mettersi sotto una campana di vetro, ma neppure andarsi a cercare la "rogna". In Valentino Rossi non trovo questo "sacro fuoco" della motocicletta. C'è, piuttosto, un vago desiderio di distinguersi, di fare qualcosa di diverso, di sensazionale, che lo ponga al centro dell'attenzione. Possiede buoni riflessi, ma deve stare in guardia dall'eccessivo esibizionismo. È coraggioso, ma è sempre il desiderio di stupire a regolare il gioco. Ha un bell'intuito immediato, nel carpire l'aggancio che può favorirlo. È più istintivo che organizzato, cerca l'effetto e per ottenere quello che vuole, può anche essere poco leale. È è vagamente un po' di tutto senza niente di ben definito, che non siano ambizione ed esibizionismo. Fare previsioni su questo eterno ragazzino è difficile, nel senso che andrebbe osservato con date ben precise poiché i pianeti nello schema sono sparpagliati. Così, all'ingrosso, da fine giugno a fine ottobre dovrebbe far lavorare l'intelligenza, senza aspettarsi niente dal caso a favore. |