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Anno 8
Numero 23
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Turismo
UN
VIAGGIO NELLA PENNSYLVANIA DUTCH COUNTRY per un incontro insolito: gli Amish
Marina
Sanvito
Oggi,
in un mondo dominato dal consumismo e dalla corsa al successo, in un’atmosfera
irrespirabile si fa fatica a credere all’esistenza di un altro modo di vivere,
legato ancora alle più pure tradizioni ed ai valori di una fede sincera,
soprattutto se questo mondo è in America, da sempre sinonimo di modernità e di
trasgressione.
Un volo diretto da Roma ci porta a Filadelfia, la quinta città degli States per
grandezza e la più famosa perché la sua storia è legata alla Rivoluzione
Americana: qui, infatti, nel 1776, fu firmata la dichiarazione d’indipendenza
dagli Inglesi. Filadelfia non è solo il simbolo della libertà, ma anche della
fraternità e William Penn, il suo fondatore, capo di una comunità di
quaccheri, fu il primo ad inaugurare un clima di tolleranza religiosa che
permise il primo insediamento di un considerevole gruppo di Amish nel Lancaster
Shire tra il 1720 e 30.
Ma chi sono gli Amish? Si tratta di un gruppo religioso che ha le sue radici
nella comunità Mennonita. Entrambi facevano parte del primo movimento
anabattista europeo
che si scisse dal Protestantesimo ai tempi della Riforma: perseguitati come
eretici sia dai Cattolici sia dai Protestanti, furono costretti a rifugiarsi
sulle Alpi Svizzere e nel sud della Germania e qui nacque la tradizione Amish di
dedicarsi all’agricoltura e di radunarsi nelle case e non nelle chiese per
seguire le loro funzioni religiose.
Oggi vivono in 22 stati ed in Canada. Ma l’Old Order Amish (circa 16-18
persone) vive in Pennsylvania, proprio tra Filadelfia e Lancaster, a poche
centinaia di chilometri dalla mitica New York.
Dal momento che il loro background è prevalentemente germanico, sono trilingui:
parlano infatti un dialetto tedesco, chiamato Pennsylvania Dutch, in famiglia;
usano la lingua tedesca nei loro servizi religiosi, ma imparano l’Inglese a
scuola e lo usano con chi non è Amish.
Le donne e le ragazze indossano abiti molto modesti con maniche lunghe e gonne
mai sopra la caviglia: non si tagliano mai i capelli che portano raccolti sulla
nuca coperti da una cuffia bianca se sono sposate o nera se sono single. Non
hanno gioielli.
Gli uomini ed i ragazzi sono vestiti per lo più di scuro con gilet e bretelle.
Non hanno baffi, ma, dopo il matrimonio, si fanno crescere la barba.
Gli Amish considerano tutto questo un’espressione di fede ed incoraggiamento
all’umiltà che permea tutta la loro vita dedicata al duro lavoro dei campi.

Una giornata trascorsa tra le fattorie della contea, su carri tirati da cavalli
lungo strade private dove non passano automobili, è qualcosa di veramente
indimenticabile ed un’esperienza unica al mondo.
Qui l’esistenza scorre con un ritmo più lento del nostro, ma totalmente
centrata sulle tradizioni e sui valori morali sempre rispettati.
In un paesaggio verdissimo e dolce nel suo morbido scollinare, dove l’unico
rumore del traffico è quello prodotto dagli zoccoli dei cavalli, ci imbattiamo
in moderni macchinari agricoli trascinati però da 4 o 6 muli perché la comunità
è ferma
al diciannovesimo secolo: non hanno elettricità nelle case e sono restii ad
accettare idee moderne ed innovative se queste possono in qualche modo favorire
il disgregarsi della famiglia o l’allontanamento da una vita semplice fondata
sui più puri insegnamenti della Bibbia.
La famiglia è il fulcro del credo Amish e così il matrimonio è la decisione
più importante della vita.
I ragazzi e le ragazze cominciano a pensarci già a 16 anni. Il colore
dell’abito della sposa è quasi sempre blu ed è confezionato da lei stessa e
lo indosserà poi sempre tutte le domeniche e con lo stesso abito verrà sepolta
quando morirà. I matrimoni si celebrano solo nei mesi di novembre e dicembre
poiché non è più tempo di lavoro nei campi.
Le donne sono abili cuoche e la loro cucina genuina è rinomata in tutta
l’America per cui essere invitati ad un matrimonio Amish è un’occasione
irripetibile per toccare con mano una realtà di vita che altrimenti ci
sfuggirebbe per sempre, ed anche per assaporare gusti e profumi di un passato
che rivive ogni giorno e si ricrea come per incanto grazie alla magia di una
fede incontaminata.
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