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Numero 25
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
IL PARADISO IN TERRA,
i giardini medioevali alla Rocca Borromeo di Angera
dal 22 giugno 2007 al 19 ottobre 2008
IL
PARADISO IN TERRA
I giardini medioevali alla Rocca Borromeo di Angera
Rocca Borromeo di Angera (Lago Maggiore),
dal 22 giugno 2007 al 19 ottobre 2008
“Il Paradiso in terra” è
una mostra, ma anche molto di più. Negli intenti dei Principi Borromeo questa
iniziativa segna l’avvio di una graduale trasformazione della Rocca Borromeo
di Angera, sul Lago Maggiore, in un “centro d’interpretazione” sul
Medioevo, rivolto agli appassionati, alle famiglie, al pubblico scolastico.
La regia di questa trasformazione della magnifica Rocca Borromeo in un
innovativo “parco tematico” sul Medioevo (operazione sino ad oggi senza
confronti in Italia) è stata affidata dalla
Principessa Bona Borromeo ad una équipe formata da Daniele Jalla, storico e
museologo e dagli architetti Luisella Italia e Massimo Venegoni dello studio
Dedalo di Torino, esperti in progettazione museografica, affiancati per
l’occasione dallo storico Mauro Ambrosoli e dall’iconografa Lucia Impelluso.
La Rocca Borromeo, che s’innalza sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, è
dei Borromeo dalla fine del Quattrocento. Austera nella sua imponente eleganza,
la Rocca, in questa prima fase del progetto, diverrà un meraviglioso “libro
aperto” nel Medioevo dei giardini, collegando così i giardini rinascimentali
dell’Isola Bella e l’Orto Botanico dell’Isola Madre in una triangolazione
di stili paesaggistici tra loro complementari.
All’esterno, nella grande spianata che si affaccia verso il Lago, tutto
attorno alla Cappella, nell’autunno i giardinieri delle Isole Borromee
inizieranno a mettere a dimora, sotto la guida di esperti, le giovani piante
che, crescendo, ricreeranno, con precisione filologica, le diverse tipologie del
giardino medievale.
All’interno della Rocca Borromeo, negli imponenti ambienti dell’Ala
Scaligera, una mostra scenografica e coinvolgente illustrerà il tema, evocando
ciò che documenti ed immagini descrivono nelle diverse sezioni della mostra.
Sulla base di testi medioevali, Mauro Ambrosoli, esperto tra i massimi di storia
dell’agricoltura, ha individuato tre principali tipologie di giardini.
Gli
architetti hanno elaborato un progetto articolato su due registri espositivi; il
primo propone al centro di ciascuna delle tre sale la rievocazione di un
giardino, pensata come una camera scenografica immersiva, con suoni e immagini
proiettate. Il secondo, che si sviluppa lungo le pareti di ciascuna sala,
propone attraverso la riproduzione di immagini di riferimento, la spiegazione
simbolica degli elementi costituenti i singoli giardini.
Il primo è “Il giardino dei Principi”, riservato al castellano, raccolto
all’interno delle mura del castello, un luogo di conversazione, spazio dove i
musici allietano i momenti di festa tra architetture vegetali che riprendono
quelle in pietra. Il tutto è circondato da alti muri su cui si arrampicano
rosai rigorosamente bianchi o vermigli e gelsomini, mentre il prato di
minutissima erba è chiuso da verdissimi aranci e cedri.
Il secondo giardino è il “Verziere”, cinto da siepi di pruni e rosai
bianchi, ospita alberi da frutto disposti secondo un ordine preciso che
ombreggiano la fontana centrale per i pesci. Un giardino pieno anche di “belli
animali”: conigli, lepri, caprioli, cerbiatti.
Infine “Il Giardino delle erbe piccole” che si differenzia dall’orto dei
semplici delle istituzioni monastiche o ospedaliere perché accomuna aiuole di
erbe minute, belle da vedere, odorifere, medicinali e fiori annui a alberi da
frutto radi e dolci “più per diletto che per profitto”.
Il tutto in ossequio al principio aristotelico in cui il piccolo rappresenta,
come un microcosmo, la natura circostante, dal grande al piccolo, dall’albero
al filo d’erba.
Il titolo della mostra fa riferimento alla metafora di “amore e religione”
dove il Paradiso Terrestre è descritto come “locus amoenus”, ovvero luogo
associato all’amore (amoenus deriva infatti da amor).
In mostra
il visitatore sarò condotto attraverso un percorso che gli permetterà di
identificare i diversi aspetti del luogo così detto “giardino” e seguire,
attraverso le immagini e gli oggetti esposti, i valori d’uso connessi con
questa complessa istituzione: ambiente di conversazione e socializzazione, luogo
di creazione paesaggistica, esperienza agricola e soprattutto luogo fitto, e
fatto, di simbologie ben precise.
Tutto, infatti, in questi giardini è riconducibile non al caso o al gusto, ma a
precisissimi aspetti simbolici: ecco che l’arancia è d’obbligo perché
simbolo di Afrodite, dea a sua volta simbolo del “Bello Ordine”, ecco che
l’acqua non deve mai mancare, così come la peschiera con i pesci perché essi
sono simbolo di fertilità in quanto vivono nell’acqua che è simbolo del
principio della vita.
Il percorso espositivo nelle Sale Scaligere rimanda alle immagini dei
manoscritti miniati del Roman de la Rose (giardino maschile) e della Citè des
Dames (giardino femminile), ai ragazzi e poi alle ragazze del Decameron, ai
testi di Pier de’ Crescenti sui lavori agricoli destinati ai maschi e a
quelli, non pochi, riservati alle donne, alle piante maschili e a quelle
femminili.
Uno spazio è destinato persino ad un Santo martire, Petro d’Anghiera, che
partito dal Lago Maggiore giunge alla Corte di Spagna dove ha modo di accedere
alle notizie che giungono dalle nuove terre, informazioni che puntualmente
riporta al cardinale Ascanio Sforza. Nelle sue lettere, oltre a descrivere il
primo viaggio di Cristoforo Colombo riporta anche l’introduzione di una delle
nuove piante “dalle Indie” in Spagna: il mais.
Con la scoperta dell’America finisce ufficialmente il Medio Evo, ma termina
anche la tipologia “medioevale” del giardino, non fosse altro che per la
rivoluzione che, nell’agricoltura e nella storia del giardinaggio in Europa,
portavano le specie che via via arrivavano dal Nuovo Mondo.
“Il Paradiso in terra. I
giardini medioevali alla Rocca Borromeo di Angera”. Rocca Borromeo di
Angera, dal 22 giugno 2007 al 19 ottobre 2008. La Rocca Borromeo rimarrà chiusa
per il periodo invernale dal 21 ottobre 2007 al 15 marzo 2008.
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.30 ultimo ingresso
Ingresso: singoli adulti € 7,50, singoli ragazzi € 4,50, gruppi adulti
(minimo 18 persone) € 6, gruppi ragazzi (minimo 13 persone) € 4.
Per informazioni:
Ufficio Promozione e marketing, 28838 Isola Bella –Vb-; tel 0323.30556; fax
0323.30046; info@borromeoturismo.it;
www.borromeoturismo.it
Per prenotazioni: Rocca Borromeo di Angera: tel 0331.931300; fax
0331.932883
Mostra e installazione promossa
dalla Amministrazione Borromeo.
A cura di Daniele Jalla e Mauro Ambrosoli, con la collaborazione iconografica di
Lucia Impelluso
Progetto allestimento e grafica in mostra: Luisella Italia e Massimo Venegoni
con Elena Cagliero
Dedalo - architettura e immagine, Torino
Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net;
WS: www.studioesseci.net
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