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Numero 5
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
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Turismo
Scavi
di Pompei: torna visitabile il
Tempio di Venere
Scavi
di Pompei: torna visitabile il Tempio di Venere. Riqualificata una delle
aree meno conosciute ma più interessanti della città antica
Dopo
anni di abbandono gli Scavi di Pompei ripropongono uno degli edifici più
interessanti della città antica, il Tempio di Venere Fisica, (
Regio VIII) reso nuovamente fruibile al pubblico. L’intervento sull’area,
pianificato dal Commissario straordinario e concluso
in questi giorni, ha riguardato una delle zone meno conosciute dello scavo, il
costone meridionale sottostante il Tempio di Venere, attraverso la realizzazione
di opere riguardanti la messa in sicurezza, piccoli restauri, rifacimenti di
archi crollati e sostituzione di opere provvisionali non più idonee alla tutela
dell’area.
E’ stato, inoltre, ripristinato e posto a norma il principale percorso di
uscita dall’antica Pompei (che di fatto collega la Piazza del Foro con il
centro della Pompei moderna): non più un accidentato e pericoloso battuto di
terra (pieno di buche) ma un viale costituito da
agglomerato di lapillo e cemento, gradini in laterizio con corrimano in
ferro, che consentirà un regolare e sicuro deflusso dei visitatori, evitando
così i numerosi incidenti alle caviglie e alle gambe dei turisti accaduti in
passato.
“In particolare, i lavori, resi urgenti dalla lunga assenza di manutenzione
– spiega Maria Emma Pirozzi, direttore dei lavori e tecnico della
Soprintendenza- hanno riguardato il ripristino e l’integrazione dell’opus
reticulatum e pietrame misto crollato, la ripresa dei colmi murari e la
messa in sicurezza di frammenti di apparati decorativi”.
Gli interventi sono stati coordinati dai tecnici della Soprintendenza Speciale
per i Beni archeologici di Napoli e Pompei con l’ausilio di imprese
accreditate presso la stessa Soprintendenza.
‘’Si tratta di un intervento molto importante che ha riqualificato in tempi
brevi il percorso di uscita dall’area archeologica – spiega il
Commissario delegato per l’area Archeologica Marcello Fiori - ma
soprattutto, liberato il terrapieno da crolli e vegetazione, ora è possibile
godere della vista dalla terrazza panoramica sui Monti Lattari. Con questo
intervento si conferma la costante necessità di coniugare in modo
scientificamente rigoroso le politiche di messa in sicurezza e quelle di
valorizzazione”.
Sarà pronto a breve anche il secondo camminamento collegato con la
passerella di immissione all’Antiquarium.
“Costruito sulle propaggini Ovest della collina di Pompei, verso il mare e il
fiume Sarno – spiega Antonio Varone, direttore degli Scavi - il tempio fu innalzato subito dopo l’80 a.C. per onorare la
dea Venere protettrice di Lucius Cornelius Sulla, assimilata alla Venere Fisica
protettrice della città. Orientato in senso Nord-Sud verso il litorale, su un
podio in tufo circondato da portico, abbellito da marmi, doveva essere il più
sontuoso e scenograficamente splendido degli edifici religiosi cittadini.
Al momento dell’eruzione il tempio era in piena fase di restauro a seguito del
terremoto del 62 d.C.; lo studio dei materiali, venuti fuori dai saggi
stratigrafici qui condotti, ha fatto comprendere agli archeologi quali
trasformazioni urbanistiche nell’edilizia pubblica fossero in atto a
Pompei dalla seconda metà del II sec. a.C.”
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