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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Turismo
NEW ORLEANS COME VENEZIA
la sposa del fiume e la sposa del mare rischiano di scomparire
Maria Maddalena Regno
Non solo Venezia è condannata
dall'elemento che la caratterizza, l'acqua, anche New Orleans,
città dell'America all'avanguardia in fatto di tecnologie, è condannata a
scomparire se non si trovano subito fondi e idee.
Fondata nel 1718 da J. B. Le Moyne de Bienville e battezzata Nouvelle-Orléans
in onore del reggente di Francia, duca d'Orléans, nel 1722 divenne capitale
dello stato della Louisiana, così chiamato in onore di Luigi XIV. Ceduta alla
Spagna nel 1762, nel 1803, con la cessione del territorio agli Stati Uniti,
divenne New Orleans e s'ingrandì notevolmente e in modo rapido. L'8 gennaio del
1815, quando già era stato firmato il trattato di Gand che poneva fine alla
seconda guerra anglo-americana, difesa da 5.000 uomini agli ordini del generale
Jackson respinse l'assalto delle forze inglesi agli ordini del generale Pakenham,
il quale si difese dicendo di non avere ricevuto notizia della firma della pace.
Essendo un porto d'importanza strategica in mano ai confederati del Sud, durante
la Guerra di Secessione fu attaccata dagli unionisti con forze navali e
terrestri che l'occuparono il 28 aprile del 1862, dopo averla bombardata
pesantemente.
Costruita su un meandro della riva sinistra del Mississippi, dista 110 km dal
Golfo del Messico. Il suo porto, uno dei più importanti degli Stati Uniti,
sorge su un delta che essendo dragato fino ad 11 metri consente un'agevole
navigazione ai mezzi che trasportano cotone, soia, cereali, petrolio, prodotti
metallurgici, gomma, bauxite, prodotti alimentari tropicali.
La parte interessante della città è rappresentata dal nucleo antico, detto
Vieux Carré, vicino alla cattedrale di Saint-Luois, che conserva nei
caratteristici palazzi con le balconate decorate l'impronta del vecchio mondo
coloniale francese e spagnolo, l'atmosfera incantata che ne ha fatto la città
forse più affascinante degli Stati Uniti, culla della musica jazz e della magia
di derivazione negra. Ospita tra i monumenti più antichi del Nuovo Mondo, come
il convento delle orsoline del 1734, la cattedrale già citata del 1794, la
chiesa italiana di Santa Maria del 1826, un caffè che risale al 1806.
Culturalmente vivace, vanta un'antica tradizione teatrale ed è sede di numerose
università, di società letterarie e scientifiche, di musei. Ogni anno vi si
svolge un famosissimo carnevale del martedì grasso.
Prima dell'arrivo degli invasori bianchi, il territorio era abitato dai
pellerossa Natchez e Chickasaw di stirpe Muskhogee, agricoltori che vivevano in
villaggi fortificati, abili nel trattare il particolare terreno paludoso e
solcato da canali.
Ai
nostri giorni la città, costruita sul fiume e lungo le sponde del lago salato
Pontchartrain, sta sprofondando di un centimetro all'anno. La colpa del disastro
è, paradossalmente, dell'uomo che ha tentato di arginare il fiume, di
controllare il processo di erosione, di mettere un freno alle alluvioni che
devastano la regione. Il Mississippi, un tempo libero di mutare il proprio corso
a secondo delle necessità dettate dalla natura, che con i suoi sedimenti
formava un cuscinetto tra il mare e la terraferma, imbrigliato da argini e dighe
è diventato il nemico della città, che ora è al di sotto del livello del
mare. Gli esperti calcolano che per salvarla dovrebbero essere spesi circa 30
mila miliardi di lire, una cifra enorme difficile da recuperare. Al vaglio sono
centinaia di progetti, alcuni dei quali prevedono di liberare il fiume perché
riprenda il suo corso, ma questo comporterebbe il sacrificio di alcuni quartieri
della città, che andrebbero ricostruiti altrove. Se la macchina si metterà in
moto, entro una cinquantina d'anni lo sprofondamento di New Orleans potrebbe
essere ritardato.
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