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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Turismo

 

TAGLIACOZZO erto borgo marsicano teatro di battaglie medievali, centro di turismo estivo ed invernale 

Antonia Bonomi 

Le origini di Tagliacozzo risalgono probabilmente al V secolo, ad opera dei Goti, ma è dal X secolo che la si trova menzionata come possedimento dei  conti de' Marsi: sempre probabilmente, fu occupato il sito preesistente da esuli alla ricerca di un luogo protetto.
Dopo essere stata signoria dei Berardi e dei De Pontibus, divenne possedimento degli Orsini intorno al 1250, la loro presenza fu determinante per la configurazione architettonica ed urbana della città. Nel 1497 passò sotto altri patrizi romani, i Colonna, con i quali assunse il titolo di ducato e al nucleo centrale si aggiunsero alcuni borghi vicini.
Nella memoria comune, il nome di Tagliacozzo è legato alla battaglia svoltasi il 23 agosto del 1268 tra gli imperiali comandati da Corradino di Svezia e i franco-pontifici di Carlo I d'Angiò. Come andò a finire lo sappiamo: Corradino ebbe la peggio, rifugiatosi presso Corrado Frangipane fu da questi consegnato all'avversario ed ebbe la testa tagliata.
Il pittoresco abitato sorge a 732 metri sul livello del mare, sulle pendici del monte Arunzo, proprio allo sbocco della gola dove riaffiora, dopo un corso sotterraneo, il fiume Imele.
La parte antica è addossata ad uno sperone del monte Bove mentre, più in basso, lungo la via Valeria, iniziarono ad estendersi i quartieri "più recenti". Il borgo antico ha un ordito denso e minuto, le case sono basse, per lo più ad un piano, prevale il tipo di muratura grezza, a secco, appena interrotto da piccolissime finestre. Erano abitazioni di pastori e artigiani, notevole era lo spazio riservato alle stalle, le decorazioni sono limitatissime, qualche cura la si trova negli ingressi, generalmente ad arco incorniciati da conci di pietra. Talvolta, nelle chiavi dell'arco, è possibile vedere rilievi di fattura rustica, popolare, con emblemi di mestieri o monogrammi. Diffusi sono i picchiotti di ferro che ornano i portoni di legno. L'espansione della città verso la pianura ebbe inizio attorno al 1300, partendo dalla chiesa dei Ss. Cosma e Damiano, già esistente nell'XI secolo, rimaneggiata in seguito nel 1452 e rifatta nel 1541. Questa chiesa si staglia con prepotenza nel tessuto urbano, più simile ad un forte che ad un monastero, con finestre munite di inferriate che si aprono sulla muraglia priva di qualsiasi ornamento. Nella stessa zona, sorse la chiesa di S. Francesco, rimaneggiata, ma di cui si possono ammirare un bel portale e un grande rosone a ruota del XV secolo.  Poco lontano sorse, per volere degli Orsini, l'imponente Palazzo Ducale, che conserva affreschi quattrocenteschi nella loggia e nella cappella laterale, che ha il soffitto a cassettoni. Il palazzo ha quattro portali rustici sulla facciata e presenta due ordini di finestre: le prime sono bifore e risalgono al XIV secolo, le seconde, di linea diversa e riccamente modellate, risalgono al secolo seguente.
Interessante è anche la chiesa di Santa Maria del Soccorso, risalente al secolo XII e anch'essa rimaneggiata. Sulla bella piazza dell'Obelisco, che si erge sul luogo dell'antica gogna, un tempo sede del mercato, si affacciano alcuni pregevoli palazzi che testimoniano l'importanza della cittadina nei secoli passati: antichi portici tamponati in seguito ad un provvedimento militare del re di Napoli Gioacchino Murat, palazzi stilisticamente omogenei, con l'ultimo piano alleggerito da loggiati.
Per le linee eleganti ricordiamo palazzo Resta, palazzo Rota, palazzo Mastroddi. Non presentano molte decorazioni, se si eccettuano i fastosi  stemmi e le sculture che arricchiscono i portali.