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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Turismo

PALAZZO CORSINI la storia 

Antonia Bonomi 

Quando il 12 luglio del 1730, dopo un conclave durato quattro mesi e definito arroventato dalle cronache del tempo, fu eletto all'unanimità papa il fiorentino Lorenzo Corsini, che prese il nome di Clemente XII, anche la sua famiglia si trasferì nella Città Eterna. I Corsini erano nobili arricchitisi con il commercio e, dopo aver soggiornato nella residenza romanaClemente XII del papa quando era ancora cardinale e tesoriere della camera apostolica, palazzo Pamphili a piazza Navona, nel 1735 eccoli acquistare il cinquecentesco palazzo Riario di via della Lungara. Il secolo precedente, il palazzo era stato la residenza della regina Cristina di Svezia, giunta a Roma dopo la sua conversione al cattolicesimo.
Nel corso degli anni, la costruzione aveva subito vari interventi di ammodernamento per adattarlo alle esigenze della regina, ai suoi innumerevoli interessi. Tra l'altro, il piano terra era stato ristrutturato per accogliere la collezione di statue e il piano nobile adattato per ospitare la quadreria. Alla morte della regina, l'ingente patrimonio di opere d'arte andò disperso. Al loro arrivo, i Corsini chiamarono l'architetto fiorentino Ferdinando Fuga il quale ristrutturò le due parti, cinquecentesca e secentesca, uniformandole agli ampliamenti che aveva deciso. Al palazzo esistente addossò un corpo centrale contenente una scenografica scalinata a doppia rampa, inondata dalla luce di finestroni a tutta parete che guardano sul giardino, ora Orto botanico mentre un tempo con Gianicolo e una parte di villa Doria Pamphili faceva parte del palazzo. A questo aggiunse un'ala speculare alla prima, entrambe raccordate sul retro da porticati terrazzati.
Nel progetto del Fuga, visibile all'interno il plastico, sono evidenti le innovazioni, cioè la separazione netta tra parti di rappresentanza e servizi, che differenziavano questa nuova costruzione dalla tipologia tradizionale del palazzo romano.
La facciata orizzontale e poco articolata, si apre sull'atrio a tre navate che smista i visitatori, lascia immaginare i grandi spazi propri della costruzione, suggerendo nel contempo l'estendersi di questa nel giardino che s'inerpica lungo le pendici del Gianicolo.  L'asse principale di veduta nel retro era suggerito da un'architettura arborea, che nelle incisioni è chiamata "Teatro di verdura", preannunciata da un giardino conPalazzo Corsini - veduta dal giardino - XVIII sec. aiuole e fontane. Un'ampia scalinata a doppia rampa, ancora esistente, aiutava la salita sulle pendici del colle e terminava con un ninfeo.
Il Fuga lasciò intatta la camera da letto della regina Cristina, morta il 19 aprile del 1689.
Per la cronaca: se nei dieci anni del suo pontificato Clemente XII fu un mezzo disastro per la Chiesa e i suoi possedimenti, grazie ai beni della sua famiglia e servendosi del ricavato delle lotterie (non c'è niente di nuovo sotto il sole!), abbellì Roma costruendo grandiosi edifici come il Museo delle antiche sculture in Capidoglio, la facciata principale di SS. Giovanni in Laterano, ingrandì la biblioteca Vaticana e le donò preziose collezioni di manoscritti, medaglie e vasi, si guadagnò l'eterna riconoscenza, compresa la mia, dei visitatori progettando la piazza con la fontana di Trevi, capolavoro dell'architetto Salvi e portata a compimento dopo la morte del papa che ne era stato l'ideatore.

GALLERIA CORSINI le opere 
GALLERIA CORSINI - DESCRIZIONE  delle sale