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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Turismo

GALLERIA CORSINI le opere 

Antonia Bonomi 

La collezione Corsini è l'unica quadreria settecentesca che sia giunta integra ai nostri tempi. Il primo nucleo della raccolta si era formato nel seicento grazie al cardinale Neri Corsini senior, zio del papa, cui si aggiunsero all'inizio del settecento opere provenienti dal ramo della famiglia che si era stabilito a Roma in precedenza e, in seguito, gli omaggi derivati dal nuovo status sociale raggiunto. Nel corso del settecento si aggiunsero i cinquanta quadri lasciati, in cambio di un vitalizio, dal pittore Giovanni Battista Ponfreni, più gli acquisti del cardinale Andrea che ristrutturò alcuni ambienti adibendoli ad appartamento personale ed ora facenti parte della galleria. Il grosso della collezione, in ogni modo, lo si deve a Neri junior che si avvalse della consulenza del Bottari. Come ci avverte la Guida alla Galleria Corsini, Neri fu un appassionato collezionista che fece affari, come l'acquisto del S. Sebastiano di Rubens per 355 scudi, ma prese anche qualche granchio acquistando a caro prezzo quelle che pensava fossero opere autografe del Baroccio e del Cortona, mentre erano solo copie. Passata la bufera napoleonica, i Corsini avevano affittato il secondo piano del palazzo a Giuseppe Bonaparte allora ambasciatore della repubblica francese, furono poi costretti a vendere quadri per contribuire alle richieste del trattato di Tolentino. Fra vendite e acquisti nel 1883, quando la collezione fu donata allo stato, si potevano contare 606 dipinti e una sessantina tra marmi e bronzi. Notare che 450 fra pitture e sculture erano già state portate a Firenze.
L'attuale allestimento dell'esposizione, pur rispettando per necessità di spazio i criteri espositivi tradizionali che vedevano le opere in funzione decorativa, per rendere meno faticoso il percorso del viaggiatore ha cercato di dare un ordine didattico ai materiali,storie di Mosè raggruppandoli ove era possibile per scuola, in altri per temi come nature morte o paesaggi, dipinti italiani dal trecento al quattrocento, dipinti di maestri stranieri ecc.
Nell'atrio di accesso alla galleria e lungo le scale si possono ammirare vari sarcofagi, compreso quello con Tiaso marino che la tradizione vuole abbia suggerito alcuni atteggiamenti delle statue di fontana di Trevi, e statue e teste databili dal 150 a. C., come il Satiro con Kroupezion, al III secolo con pezzi pagani e d'arte cristiana. Interessante è un'Atena con la civetta, probabilmente rinvenuta duranti gli scavi ad Anzio per la costruzione della villa di famiglia, come il Giovane con mantello, databili attorno al I secolo d.C.
I sarcofagi sono stati usati come invasi di fontane, come purtroppo si usava un tempo, e questo li ha in vario grado danneggiati
Notevole è la raccolta di bronzetti, quasi tutti fiorentini, che si possono ammirare sparsi nelle varie sale, per lo più databili tra le fine del 1600 e l'inizio del 1700. Descriverli tutti è impossibile, sono da vedere, come del resto le opere pittoriche di cui darò brevi cenni.

PALAZZO CORSINI la storia 
GALLERIA CORSINI - DESCRIZIONE  delle sale