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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
ITINERARI
AUTOSTRADALI INSOLITI
per non vedere sempre le solite cose -2-
VALLE
D'AOSTA
A5 TORINO-AOSTA
AOSTA
Nel tessuto urbano, quartiere Saint-Martin-de-Corleans, si trovano resti di
numerosi monumenti che ne fanno la più ampia testimonianza italiana della
cultura megalitica. Sono datati dal 3000 al 1900 a C. e comprendono arature
sacre, stele antropomorfe, menhir, grossi dolmen, tombe e una cista. Studiati da
insigni cattedrattici, sono stati riscontrati interessanti allineamenti con
fenomeni astronomici riguardanti luna e sole e legati alla festa del dio celtico
Beltane e che cadeva a metà dell'anno secondo il computo di quel popolo
che poneva il capodanno all'1 novembre. Ne è rimasta una traccia nelle nostre
feste del Calendimaggio.
Tra le manifestazioni interessanti il festival organistico che si svolge dal 15
luglio al 15 agosto, nella Cattedrale, al cui organo si alternano i maggiori
artisti internazionali della specialità artistica.
In luglio e agosto si svolge anche la "Mostra-Concorso
dell'Artigianato". Ogni anno viene proposto un tema specifico che gli
artigiani locali elaboreranno con la loro creatività usando pietre, legno,
ferro battuto, ceramica e quanto altro.
Da gustare: prime colazioni a base di torte e marmellate casalinghe.
Polenta grassa, fatta con strati di polenta bollente alternati, in una pentola
di coccio, a fettine di fontina e condita con burro fritto. Carbonata di bue e
bros: robiole di capra fermentate in recipienti di coccio con olio,
distillato di vino e peperoncino.
Da acquistare: pizzi, sculture di legno intagliato, formaggi e vini.
PIEMONTE
A4 TORINO-TRIESTE
Uscita Cigliano, dopo 3 km si giunge a LIVORNO FERRARIS, patria
di Galileo Ferraris, ideatore del campo magnetico rotante. Si prosegue per Trino
e dopo 1 km si giunge alla chiesa romanica di Isana. Il complesso era una
residenza dei templari. Luogo di culto precedente al cristianesimo,
anticamente la gente del luogo vi si recava in pellegrinaggio per
appoggiare la schiena a una pietra infissa nel terreno che si diceva avesse la
facoltà di guarire i reumatismi. Tale pietra, tuttora esistente, è un
menhir e verrebbe ancora usato a scopi terapeutici. Secondo la tradizione, i
templari costruivano le loro residenze presso monumenti megalitici, in
luoghi di antica sacralità, dove si dice confluiscano correnti telluriche e
cosmiche benefiche.
Da gustare: riso con quaglie alla piemontese, pesche ripiene di amaretti,
cacao, mandorle, cotte al forno e servite calde.
LIGURIA
A12 GENOVA-LIVORNO
Uscita Lavagna, poi verso Carasco, Borgonovo e
BORZONASCA.
Si prende per il Passo delle Rocche per una ventina di km in tutto.
All'abbazia di Borzone, la cui base del campanile, secondo una teoria, sarebbe
una torre di avvistamento romana, si prosegue in località Rocche. Qui, si trova
un monumento singolare scolpito nella roccia: un volto umano di sette metri per
quattro, incorniciato da capelli e con una sorta di copricapo. Non si sa
con certezza a quale epoca risalga. Teste in pietra sono poste anche sugli
stipiti delle porte nelle abitazioni accanto all'abbazia. Si pensa che si tratti
della somma di costumi di epoche diverse, un misto tra il culto romano dei Lari
e l'uso celtico di mozzare le teste dei nemici vinti per adornarne, anche a
scopo scaramantico, le porte delle case. L'uso di queste teste litiche
è riscontrabile anche in altre vecchie abitazioni sparse per il
Piemonte e la Liguria.
Trenta km a ovest, località DAVAGNA, giunti alle forre di Cavassolo, si
trova un altro volto scolpito, dalle identiche dimensioni gigantesche, quasi
fosse messo a guardia del passo che porta dal mare alle località montane.
Da gustare: farinata di ceci, torte di verdure, ravioli alle erbe in salsa di
noci, torta di zucca.
LOMBARDIA
A1 MILANO-NAPOLI
MILANO
Sulla facciata della basilica di S. Ambrogio, tra i due archi di destra
della parte superiore è rappresentata una scacchiera di sette caselle per
sette, posta in diagonale. Sotto vi è una triplice sottolineatura. Si pensa
siano "ricordi" murali dei fondatori della città e del loro
sapere simbolico-sapienziale. Secondo Tito Livio, la città venne fondata dai
Celti guidati da Belloveso, i quali costruivano in senso
radiocentrico, con una triplice cinta di mura riscontrabile nei tre anelli
formati dalle vie principali della città che hanno come centro il duomo. La
triplice sottolineatura ricorda sia la Bibbia sia i celti, con il cortile con
tre ordini di pietre del giardino di Salomone e la triplice cerchia druidica
posta a difesa morale e materiale delle costruzioni celtiche. Le tessere
della scacchiera sono in tutto 49, 4+9=13, 1+3=4 numero che simboleggia
l'universo nella sua totalità.
DUOMO: all'interno della chiesa dedicata alla Vergine Nascente, appena
entrati e parallela alla facciata, si nota sul pavimento una striscia di ottone
che percorre tutta la larghezza dell'edificio. A sinistra la linea sale sulla
parete e termina in un riquadro raffigurante il segno zodiacale del
Capricorno. Gli altri segni sono in riquadri più piccoli. Al lato opposto
c'è il segno del Cancro. A mezzogiorno solare vero, un raggio di sole,
penetrando da un piccolo foro praticato nella volta della prima cappella della
navata di estrema destra, va a colpire la linea di ottone e i segni in essa
riportati, indicando in quale periodo dell'anno si è. Il maggior rilievo dato
al Capricorno, o solstizio d'inverno, è attribuibile alla sovrapposizione
con la nascita di Gesù. Nella simbologia il segno del Capricorno rappresenta la
porta degli dei, ovvero l'accesso all'al di là spirituale.
Da gustare: nervetti in insalata, riso con asparagi o condito con burro e foglie
di salvia rosolati, detto ris in cagnon, e il pan de mej, schiacciatina di
farina bianca e gialla, che si mangiava inzuppandola nella panna liquida il
giorno di s. Giorgio, 23 aprile.
TRENTINO
ALTO ADIGE
A22 BRENNERO-MODENA
Uscendo al casello di Rovereto nord ci si immette sulla statale 12, si devia per
la 349 e si prende per VIGOLO VATTARO. Presso la locale casa madre Paolina
retta dalle piccole suore dell'Immacolata Concezione, a richiesta viene
praticata una particolare terapia basata sulle supposte proprietà biologiche
attribuite alla piramide. La persona che desidera sottoporsi a questa terapia "rigeneratrice"
viene fatta stendere su di uno speciale lettino orientato verso i punti cardinali,
all'interno di una struttura piramidale i cui lati e la base sono
formati da bacchette di ottone puro.
Da vedere a Trento: il 19 marzo la fiera di s. Giuseppe o celebrazione della
primavera nascente. Nella piazza del Duomo sono in vendita alberi, alberi da
frutto, fiori di tutti i tipi.
Da gustare: minestrone d'orzo con osso di prosciutto e verdure di stagione, le
trotelle dell'Adige, il manzo cotto prima con aceto e poi con latte, le rane
embragade, ovvero marinate in aceto, prezzemolo,
basilico, passate poi nella pastella e fritte. Per finire i fiadoni,
ravioloni ripieni di pasta di mandorle e cotti al forno.
Da acquistare: vini locali pregiati, acquaviti, tappeti e pizzi,
abbigliamento caratteristico.
VENETO
A13 BOLOGNA-PADOVA
Uscire per Battaglia Terme e seguire indicazioni per CASTELLO DEL CATAJO.
Il nome ricorda il Catai di Marco Polo. Dopo vicende alterne,
dai costruttori Obizzi del Cinquecento agli Este per finire a Francesco
Ferdinando d'Austria, in perfetto stato di manutenzione, è uno splendido
insieme di architettura, paesaggi, giardini pensili e parchi. Notevoli le rampe
che consentivano l'accesso a cavallo negli interni del castello, il Cortile dei
Giganti dove un tempo si tenevano tornei anche di tipo acquatico. Parte degli
affreschi sono di G.B. Zeloti, allievo del Veronese.
Da gustare: bigoli coi rovinazzi, ovvero pasta particolare fatta a mano
con ragù di rigaglie di pollo, zucca marinata, cotolette di sardine
fresche, baccalà conzo, anatra in salsa a base d'aglio, gli zaletti che
sono pasticcini di semolino di farina gialla.
Da acquistare: vini e moscati, telerie e piccolo antiquariato.
EMILIA
ROMAGNA
A14 BOLOGNA-TARANTO
Uscire per Faenza e prendere per BRISIGHELLA. Caratteristica è la parte
medievale di questa cittadina, con case a quattro piani, tinteggiate
vivacemente, all'interno delle quali si snoda la cosiddetta via degli Asini che
occupa il primo piano delle case e che si apre all'esterno con una
serie continua di finestroni ad arco. E' un tratto di strada coperta che
congiungeva Porta delle Gabelle con Porta Bonfante. La strada è acciottolata,
il soffitto è a travature e vi si affaccia una ininterrotta file di botteghe
artigianali.
Da gustare: pasticcio di maccheroni con pasta frolla dolce, retaggio medievale,
piccione in salsa aromatica, fritto misto.
Da acquistare: vini, telerie, biscottini.
TOSCANA
A1 MILANO NAPOLI
Uscita Arezzo prendere per LUCIGNANO. Splendido paesino di forma ovoidale, si
avvolge come una chiocciola in giri successivi sulla sommità di un colle
tondeggiante. Di grande
interesse lo sviluppo urbanistico, la piazza della Colleggiata con una scala di
pietra antistante la medesima, costituita da semicerchi concentrici opposti,
come a riassumere la struttura di tutta la città.
Da gustare: migliacci come antipasto. Sono frittelle di sanguinaccio,
uvetta e pinoli. Pappardelle con sugo di anatra, fagiano con crema di tartufi,
frittelle di riso.
Da acquistare: piccolo antiquariato, riproduzioni di oreficeria antica,
terracotte, maioliche, salumi, formaggi.
UMBRIA
A1 MILANO-NAPOLI
Uscita Val di Chiana, superstrada fino a Perugia, statale 75 fino a Foligno
e 9 km statale 316 fino a BEVAGNA.
MONASTERO DI S. MARIA DEL MONTE. Luogo di pace e silenzio totali, è costituito
da edifici del 1108 e del 1500 uniti da logge coperte e scale, con giardino
interno. Le monache benedettine ospitano singoli e famiglie, dispone di
una sala ristorante.
Da gustare e acquistare: marmellate, miele, biscotti, dolci, vini, grappe,
olio, di produzione propria.
Su commissione, le suore eseguono lavori di ricamo.
MARCHE
A14 BOLOGNA-TARANTO
Uscita Fermo-P. San Giorgio, prendere per Servigliano, proseguire
per AMANDOLA. Lungo la
statale 210, a 8 km dalla cittadina, sorge l'abbadia dei Ss. Rufino e Vitale.
Iniziata nel VI secolo e rimaneggiata successivamente in stile romanico, sotto
la chiesa si apre una cripta, luogo del culto pagano preesistente, nella quale
sono conservati i resti di s. Rufino. Sotto l'arca che li contiene c'è
un'apertura nella quale vengono fatti passare per risanarli quanti soffrono
di ernie. Il rito si compie di preferenza il 19 agosto, festa del santo.
LAZIO
A1 ROMA-NAPOLI
Uscita Frosinone, prendere per Latina, deviare per SONNINO. Rifugio di briganti,
feudo di nobili famiglie romane e dei Borgia, si accede al paese, arroccato su
di una collina conica,
attraverso un'unica strada stretta, tra rilievi montagnosi che attraversa la
vallata di cupi boschi. Il paese è una sorta di casbah medievale disposta
a gradoni sulla collina fino al cucuzzolo dove sorge la chiesa di s. Michele.
Del castello dei Colonnesi resta solo il torrione, mentre la cinta muraria
e le relative torri circolari sono inglobate nelle case. Estremamente suggestivi
gli strettissimi viottoli, per lo più a gradini, che serpeggiano tra le case
ricche di decorazioni interessanti come portali incorniciati, bugnature, scale
esterne, balconcini sporgenti, finestrelle riquadrate. Nella chiesa di s.
Michele, a sinistra dopo l'ingresso si ammira la cappella di s. Sebastiano.
Sulla costola della colonna in fondo a destra, è stato scolpito, non si sa
perché, un topolino. Dice la voce popolare che tenendo
la schiena aderente alla cosiddetta "colonna di s. Sebastiano" e
fissando il topolino, compiendo contemporaneamente alcune flessioni delle
ginocchia, le virilità in...sonno recuperino la piena funzionalità.
CAMPANIA
A1 MILANO-NAPOLI
Uscita Capua, prendere per Caiazzo proseguire per GUARDIA SANFRAMONDI. Splendido
paese del Matese, isolato e suggestivo, dominato dalle rovine di un castello
medievale. Vicoli angusti con ripide salite e scalinate, è caratterizzato da
chiese barocche che rompono all'improvviso con stucchi e dorature sfarzosissimi
la severità delle pietre usate per la costruzione delle case. Altro particolare
di grande suggestione sono le gallerie a volta, di pietra, che precedono i
portoni delle case, gli elementi decorativi che ingentiliscono le finestre, i
portoni artisticamente lavorati e che testimoniano un passato nobiliare.
Da gustare e acquistare: formaggi locali, in particolare pecorino e caciocavalli.
Notevole la carne alla brace.
BASILICATA
A3 NAPOLI-REGGIO CALABRIA
Uscita Sicignano, proseguire per Potenza e prendere per Pietrapertosa,
deviazione per TRICARICO. Questo paese, visto da lontano, sembra un qualsiasi
insediamento di tipo medievale, costruito su di un colle, con le mura di
cinta, il torrione cilindrico. La sorpresa è all'interno: la maggior parte
dei quartieri è di impostazione araba, dovuto ai Saraceni che qui si
insediarono durante le loro scorrerie. Particolari le arcate e i portici di
collegamento, le stradine tortuose spezzettate da vicoli ciechi che anticamente
rappresentavano una delle migliori difese in caso di attacco. Interessanti i
dipinti del Ferri, pittore locale del '600 di scuola raffaellita,
custoditi nelle chiese.
Da gustare e acquistare: vini locali, salumi e formaggi, verdure sott'olio,
olio, carne speziata.
CALABRIA
A3 NAPOLI-REGGIO CALABRIA
Uscita Pizzo Calabro prendere la statale per STILO. Patria del pensatore Tommaso
Campanella, la cittadina si allarga ai piedi del monte Consolino,
circondata da una natura
aspra. L'impostazione è prevalentemente medievale, con rare infiltrazioni
cinque-secentesche. I balconi sono arricchiti di ringhiere in ferro battuto
molto aggraziate e particolari rifiniture delimitano i portoni. La tradizione
della lavorazione del ferro era nota fin dall'era normanna. Alcune grotte
scavate nella montagna, dette "laure", servirono da primo
rifugio agli eremiti basiliani provenienti dall'oriente. Tracce di
affreschi sono ancora visibili sulle pareti di roccia. Simbolo della cultura
religiosa delle origini è il tempietto greco-bizantino, originario del X
secolo, detto "Cattolica", nel senso di universale. Di piccole
proporzioni, interamente rivestito di mattoni rossi, è sormontato da
cinque torrette coniche di mattoni terminanti in una
raggiera di tegole che sostituiscono l'originaria copertura in coppi
di piombo. Di grandissimo valore artistico i frammenti di affreschi
bizantini che ancora ornano l'interno. Esempi di questa architettura si
trovano in Georgia, Armenia e Grecia, ma nessuno è così ben conservato.
Da gustare e da acquistare: carni alla brace, capretti, prosciutti, olive, olio,
verdure sott'olio, salsicce, funghi, latticini, vini., terrecotte e telerie.
PUGLIA
A14 BOLOGNA-TARANTO
Uscite a Taranto, prendere superstrada dell'aeroporto fino a GROTTAGLIE. Il
Castello, costruito sopra un precedente luogo fortificato, spicca per l'alta
torre centrale. Maniero-residenza, è il risultato di un lavoro iniziato nel
1300 e terminato alla fine del 1600. Di proprietà dell'arcivescovado di
Taranto, è stato recentemente riaperto al pubblico. E' interamente
visitabile. Nella Chiesa Matrice, risalente al 1100, si può ammirare
il pavimento in ceramica della cappella di s. Giuseppe. Nella chiesa del Carmine
è conservato un presepio del 1500, opera di Stefano da Putignano.
Da gustare: lasagne al sugo di anguilla, punte di catalogna in brodo, pesce e
verdure cucinati nei modi più svariati e saporitissimi, agnello, capretto,
interiora, frittata di menta e prezzemolo, dolcetti di mandorle, budino di
semolino e vino cotto.
Da acquistare: vini, salumi, latticini, frutta e verdura, terrecotte, fischietti
scaccia-guai, telerie.
SICILIA
A19 PALERMO-CATANIA
Usciti a Catania prendere per Siracusa, deviare per PALAZZOLO ACREIDE. Questa
cittadina costituisce uno dei più felici esempi del classico barocco siciliano,
testimonianza della feconda vena creativa. Nell'Alto Medioevo iniziò la
costruzione di questa città, chiamata Placeolum, dotata dai normanni di un
castello ora distrutto. La particolarità è data dal colore delle case, dalle
gradinate che collegano i vari dislivelli, dalle facciate delle case con
portali
racchiusi tra colonne che sostengono i cornicioni, le lunghe file di balconi
sostenuti da mensole di pietra lavorata. Nella chiesa dell'Immacolata è
conservata una Madonna con Bambino del Laurana. Nelle vicinanze si possono
visitare gli scavi dell'antica Akrai, colonia greca passata ai romani e
distrutta dai saraceni. Interessanti questi reperti archeologici, soprattutto
per i rilievi scolpiti sulle pareti di roccia, riferibili al culto degli eroi.
Vi sono inoltre tombe a baldacchino di epoca cristiano-bizantina e
piccole catacombe, sette statue appena abbozzate, sempre ricavate nella
roccia, e risalenti al terzo secolo a.C., un piccolo teatro greco con
palcoscenico romano assai ben conservato, un tempio arcaico di cui sono visibili
le fondamenta scavate nella roccia, un tempio con due grandi nicchioni e incavi
votivi di epoca greca. Da visitare l'Antiquarium che raccoglie i
reperti rinvenuti in loco durante gli scavi.
Da gustare: sarde a beccafico, caponata con salsa s. Bernardo, la pasta fritta,
asparagi selvatici in umido, involtini di carne e carciofi, montone al
forno, i biscottini al pistacchio profumati all'arancio, il budino di riso
e castagne.
Da acquistare: pasticceria, vini da pasto, moscati
per dolci, terrecotte, telerie.
SARDEGNA
Da Sassari, con la strada statale 131 fino al bivio di Bonnànaro, si
prende per BORUTTA e si sale all'abbazia. Edificata su un colle, in posizione
isolata, su strutture lasciate incompiute dalla seconda metà del 1000, è la più
antica e la più interessante delle chiese dell'isola. E'
uno splendido esempio di romanico, gotico e pisano con fasce bicolori sia
all'interno sia all'esterno, le arcate romaniche e le volte a crociera.
Dall'antica sacrestia si passa al monastero con la sala Capitolare decorata con
la Via Crucis da Aligi Sassu. Nel Chiostro si trovano reperti dell'antico
complesso. Ai primi di luglio e dopo ferragosto si tengono aggiornamenti
biblico-liturgico-morali, si organizzano concerti vocali e per
organo. Si può soggiornare per condividere con i monaci alcuni giorni di
preghiera personale e liturgica nella pace più assoluta. Nel monastero è in
funzione un laboratorio per il restauro del libro e un altro per la produzione
dei più svariati oggetti in pelle.
A Sassari è aperto il Padiglione dell'Artigianato Sardo che offre un'ampia
rassegna di oggetti tipici, dai tappeti alle maschere, cesti, mobili in
ferro battuto, oggetti in sughero, vini.
Da gustare: gnocchetti al sugo, ravioli ripieni di erbette,
pecorino fresco e uova, zafferano e noce moscata, la favata, acciughe ripiene,
agnello con finocchetti, lumache sia in umido sia alla brace e biscotti di tutti i
tipi.
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