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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Turismo
I MONTI DELLA LAGA un regno d'acqua con cascate create da una natura
"scenografa"
Marco Branchi
Una
lunga serie di cascate dove meno te le aspetti, ovvero in quel tratto dell'Appennino che
si trova tra tre regioni, Marche, Lazio e Abruzzo, a cavallo fra le province di Ascoli
Piceno, Rieti, L'Aquila e Teramo. L'Appennino centrale solitamente si presenta aspro,
calcareo e con limitati corsi d'acqua. Invece i Monti della Laga sono il regno dell'acqua:
cascate, scivoli, sorgenti, fiumi e torrenti accompagnano il cammino di chi percorre i
suoi sentieri, fra boschi sterminati e alte vette. Detto per inciso, i Monti della Laga,
oggi interamente compresi nel neonato Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga,
comprendono la cima più alta del Lazio, il Monte Gorzano con i suoi 2.455 metri e
numerose vette che superano ampiamente i duemila metri. La Laga, meno conosciuta e
strombazzata di altre zone d'Italia, ha un suo fascino tutto particolare, sia dal punto di
vista naturalistico e paesaggistico, sia per le attività pastorali ancora presenti
nell'area. E' difficile avere una veduta d'insieme di questi monti senza averli girato in
lungo e in largo, anche per la diversità del territorio. In queste montagne a bassa
densità abitativa, vive una numerosa fauna selvatica, di grande interesse se consideriamo
che qui vive il lupo appenninico e l'Orso bruno marsicano lascia spesso tracce del suo
passaggio. A primavera la Laga si riempie di tantissime specie di orchidee selvatiche e di
numerose altre fioriture spontanee. Anche se la primavera, allo sciogliersi delle nevi, è
il momento migliore per visitare questi luoghi con i corsi d'acqua, le cascate e gli
scivoli al massimo della loro portata, la magia dei Monti della Laga è in grado di dare
forti emozioni al visitatore in tutte le stagioni, anche in quelle dove le condizioni
ambientali sono più dure. Per chi avesse tempo per soggiornare in questi luoghi, una
splendida idea è la scoperta delle maggiori cascate della Laga. La Volpara a Umito, le
Barche, le Scalette, l'Ortanza ad Amatrice, la Morricana al Ceppo, offrono emozioni
indimenticabile e d'inverno, quando gelano, sono palestra per l'arrampicata su ghiaccio.
L'itinerario
che proponiamo (scelta questa volta davvero difficile), ci porta alla scoperta delle
Cascate della Volpara, partendo da Umito, una piccola frazione del Comune di Acquasanta
(AP). In tutto 3 ore e mezzo di cammino con un dislivello complessivo di circa 700 metri,
camminata non faticosa e che offre scenari bellissimi. Arrivati in auto ad Umito (650 m.)
ci si può rifornire d'acqua alla fontana prima del sentiero, quindi dalla Chiesa si
prende la strada sterrata che costeggiando il Fosso della Montagna in un chilometro circa
porta ad un ponte. A questo punto si entra in un bel bosco di castagno, pieno di funghi in
autunno e, se non si ha troppa fretta di arrivare al termine del sentiero, ci si può
dedicare al riconoscimento delle numerose specie vegetali presenti, soprattutto orchidee
spontanee. Si scende leggermente e si arriva al Rio della Prata, facilmente guadabile. A
questo punto è d'obbligo una deviazione costeggiando il Rio e guidati dal frastuono
dell'acqua si giunge dopo un quarto d'ora alla spettacolare cascata delle Prata, che offre
un ottimo assaggio di quello che ci riserva l'itinerario. Tornati sul sentiero principale
si arriva ad un piccolo rifugio, utile in caso di pioggia, costruito vicino ad una
sorgente. Da qui inizia forse il tratto più bello, fra felci, fioriture selvatiche,
muschi, ci si addentra nella faggeta. Lungo il percorso si trova una grotta in cui si
notano i resti di un antico forno in muratura usato dai pastori, quindi in lieve discesa
si supera un piccolo torrente arrivando al fiume che scorre impetuoso su grandi lastroni
di arenaria, formando i caratteristici scivoli della Volpara. Il sentiero ora risale tra
la vegetazione, a tratti molto fitta, e arrivati ad una piccola sella, ci trova di fronte
lo spettacolo della Cascata. A questo punto con un piccolo tratto si giunge alla base
della Volpara, ma per i più avventurosi, con ripida salita fuori sentiero si costeggiano
gli altri salti della cascata. Il rientro alla base, si compie agevolmente in circa un'ora
e quarantacinque minuti.
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