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Anno 8
Numero 23
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
LIMA religiosa (2 parte)
Gerardo Giacummo e Antonia Geninazza Bonomi
La cattedrale di Lima ha origine dalla primitiva e modesta costruzione
inaugurata nel 1540. Pochi anni dopo,
nel 1598, larchitetto Francisco Becerra progetta la nuova chiesa rifacendosi alla
cattedrale di Jaén. Nel corso degli anni la costruzione proseguì con numerose modifiche
fino allintegrale ricostruzione dopo il terremoto del 1746 ed ancora nel 1940 con
nuove modifiche. Ledificio ha tre navate di uguale altezza con cappelle laterali, ai
lati della facciata principale sono due campanili neoclassici leggermente aggettanti,
quello di sinistra separa la facciata dalla chiesa contigua del Sagrario, stretta fra la
cattedrale e il palazzo arcivescovile in stile neocoloniale, costruito negli anni venti dello scorso secolo.
Linterno della cattedrale conserva numerose opere darte, tipico è
l'altare barocco del XVII secolo dedicato alla Vergine dellEvangelizzazione la cui
immagine policroma, opera di uno scultore fiammingo, fu donata dallimperatore Carlo
V. Un altro altare degno di nota è quello con scene della vita di san Giovanni Battista.
Molto bello è laltare dedicato a san Turibio Alfonso di Mongrovejo, secondo vescovo
di Lima dal 1581 e che tanto si adoperò per alleviare le sofferenze degli indios.
Notevoli gli scranni in legno di cedro del coro, ogni posto ha scolpito sullalzata
un apostolo, un patriarca o un dottore della chiesa.
Una nota stonata in questa solenne cattedrale è la prima cappella a destra, in cui è
inumato il conquistador Francisco Pizarro, realizzata in occasione del IV centenario della
fondazione di Lima. Curiosità: le bare di legno che contengono la salma sono due, una per
il corpo e una, piccolina, per la testa. I moderni mosaici che l'adornano non riescono a
rendere partecipe il visitatore alle allegorie che si riferiscono alla chiesa,
alla conquista delle Americhe, alla città stessa di Lima. Bellissimo il presepe, sempre
esposto, con statue d'epoca.
Pregevoli le opere esposte nel museo della cattedrale, specie i dipinti di scuola
cusquegna. E qui si incominciano a vedere dipinti e statue di Gesù leggermente
imbarazzanti e che si troveranno in tutte le chiese di tutto il Perù: ecce homo che di
più non si può, e capelli veri sulla testa del medesimo e della Madonna.
L'adiacente Palazzo del governo, antica casa di Pizarro, ha subito molti rimaneggiamenti,
sia per abbellirla, sia in seguito ad incidenti e incendi, fino all'attuale e piacevole
sistemazione.
Altra tappa importante per il visitatore è la chiesa-convento di san Francesco.
I frati francescani giunsero in Perù con le truppe di Pizarro e parteciparono alla
fondazione della città. Anche questa chiesa, come la
maggior parte degli edifici del centro storico, ha subito terremoti e incidenti vari che
hanno portato a successive ricostruzioni, che incorporano vari stili. La facciata barocca
ha influenzato un po' tutta l'arte edilizia sacra della citta. La cappella della Madonna
della Luce e di San Diego di Alcalà sono espressioni del rococò locale. Anche in questa
chiesa è presente una notevole pinacoteca che raccoglie quadri a soggetto religioso e no.
Infatti, si trovano anche i segni zodiacali.
Belli i chiostri, eleganti nelle architetture, con giardini molto curati. Al piano
galleria del chiostro principale spiccano i soffitti di legno scolpito in stile mudéjar
limeno. Le pareti sono rivestite di azulejos, parte di importazione sivigliana e parte
prodotte sul posto nella prima metà del 1600. La parte superiore del muro è ricoperta da
dipinti di scuola italianizzante con scene della vita di san Francesco dAssisi.
La chiesa-convento di San Domenico sorge sul terreno regalato da Pizarro al
frate domenicano Vicente de Valverde, suo compagno di spedizione, la costruzione è
contemporanea alla fondazione di Lima. Fu la sede dell'Università Maggiore di San Marco,
la prima università americana, e del Collegio di San Tommaso. Qui si formarono i primi
santi peruviani, o peruani come si dice in loco, San Martino di Porras e Santa Rosa da
Lima. Anche questa chiesa, per terremoti e vicende varie, ha subito rimaneggiamenti, ha un
impianto interno di tipo neogotico con varianti rococò e neoclassiche. Originale è la
statua policroma della Madonna del Rosario, sempre regalata da Carlo V. Il coro in legno
è il più antico del Perù. Bellissimi i chiostri, rivestiti con azulejos sivigliane.
Quello che stupisce, qui come altrove, è la quantità di fiori di tutti i tipi e di tutti
i colori.
La chiesa-convento dell'ordine della Mercede è la prima in assoluto costruita a
Lima. In pietra grigia e rosata,
la facciata-altare con una grande statua della Madonna che accoglie sotto il suo manto
tutti i popoli, la pianta interna a croce latina è decorata con motivi geometrici. Gli
altari sono per lo più in legno intagliato e dorato di stile rococò e barocco. L'altare
maggiore è neoclassico, dedicato alla Vergine della Mercede patrona dell'esercito
peruviano. La sacrestia della chiesa è considerata la più bella tra tutte, ha un ricco
mobilio rococò decorato da pitture su vetro, alle pareti quadri rappresentanti la vita
della Vergine. Splendido il coro, sempre in legno intagliato e decorato da pannelli che
raffigurano angeli cantori. Magnifico il chiostro e la galleria soprastante rivestita
sempre di azulejos.
La chiesa-convento di Sant'Agostino è quella che ha maggiormente sofferto per la
devastazione dei terremoti. Di originale ha conservato la facciata-altare barocca e gli
arredi. Uno dei chiostri della chiesa è attualmente occupato da una galleria commerciale.
La chiesa di San Pietro fu costruita dalla Compagnia di Gesù, presente in Perù
dal 1568, in ritardo rispetto ad altri ordini. Quello che si vede ai nostri giorni, fu
edificato tra il 1624 e il 1636. Si dice che sia una replica della chiesa
del Gesù romana, ma la cosa fa indignare i nativi che ritengono tale affermazione
eccessiva, mentre ritengono probabile che sia ispirata dalla chiesa del medesimo ordine
costruita a Quito dieci anni prima. A tre navate, l'impianto a croce latina, la facciata
barocca singolarmente sobria che contrasta con l'interno ricchissimo. Infatti, la chiesa
conserva il maggior numero, e meglio conservati, di altari barocchi della capitale.
Spettacolari, anche se pesanti, l'Annunciazione, San Francesco Borgia e la Madonna de la
O. L'altare maggiore è neoclassico, le navate laterali sono ricoperte di pitture e
azulejos, l'oro è profuso a piene mani e in certi viaggiatori, noi, incomincia a farsi
strada la tristezza pensando ai capolavori Incas fusi per realizzare ciò che si vede, ai
nativi costretti a cedere i loro idoli e a lavorare per opere così lontane dalla loro
tradizione. Non è che non lo sapessimo, ma il vederlo fa male al cuore. Al nostro per lo
meno. E non sarà che l'inizio. Ricchissima la sacrestia, con le pareti piene di quadri e
dipinte a motivi floreali, nicchie a vetrina piene di oro, mensole con statue.
La chiesa di Gesù, Maria e Giuseppe è poco conosciuta e ancor meno
frequentata, ma è un gioiellino barocco sfuggito ai rimaneggiamenti neoclassici.
All'inizio, questa chiesa era la casa di Nicolàs Ayllòn e della moglie Maria Jacinta,
che la convertirono in una casa di raccolta per bambini abbandonati. La casa divenne una
cappella e infine un monastero. Nel 1700 la presero in consegna i cappuccini. All'interno notevoli opere barocche e di stile spagnoleggiate pesante, come il
Calvario.
Nella chiesa-monastero dei Nazareni si venera il Cristo Signore dei Miracoli, patrono di
Lima che si festeggia il 18,19 e 28 ottobre con grandi processioni che vedono accorrere
gente da tutta l'America, vestita secondo canoni particolari. La devozione popolare al
Gesù dei miracoli risale al terremoto del 1655 che provocò danni immensi alla città e
distrusse il quartiere di Pachacamilla dove sorge la chiesa. Restò in piedi solo il muro
con l'immagine dipinta di Cristo in croce, opera di un negro angolano. L'immagine
continuò a restare intatta durante altre disgrazie e la fede popolare nel miracolo crebbe
di anno in anno, fino a quando, nel 1687 iniziarono le processioni annuali. Il convento
carmelitano che le è accanto fu inaugurato nel 1730, ha subito la solita trafila di
terremoti e ricostruzioni, restando però fedele all'originale ispirato al rococò
francese, stile che continua all'interno della chiesa dove si ammira la nicchia della
Vergine del Carmen.
Conclude la visita ai luoghi di culto la chiesa di Santa Rosa da Lima. In
questo luogo la creola Isabel Flores de Oliva, canonizzata nel 1671 e proclamata patrona
delle Americhe, Filippine e Indie Occidentali, passò gli ultimi cinque anni della sua
vita, all'interno si conservano documenti e oggetti che le sono appartenuti. Sull'altare
maggiore spicca una sua statua, alle pareti quadri che illustrano atti della sua vita.
Un'altra chiesa-convento è stata costruita sul luogo dove nacque.
Interessante il convento degli Scalzi, fondato nel 1595, divenuto in seguito collegio per
i missionari e diventato dal 1972 Monumento Storico Nazionale. Al suo interno numerose
opere d'arte che lo hanno fatto dichiarare museo dell'Arte Religiosa Coloniale. Le opere
sono per lo più riproduzioni fatte da artisti locali di capolavori dei maestri europei.
Una curiosità: in tutte le chiese peruviane ha particolare risalto San Giuda
Taddeo, che viene indicato come fratello di Gesù e di cui si vendono anche statuette. I
peruviani lo pregano per trovare lavoro.
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