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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Turismo
ORO DEL PERU
Gerardo Giacummo e Antonia Geninazza Bonomi
Uno dei compagni d'avventure conquistatrici di Francisco Pisarro e di Almagro,
si chiamava Fernando de Luque. Dopo la conquista di Cuzco, nel 1533, in cui aveva dato
buona prova come scopritore di meraviglie incaiche, soprattutto depredando tombe, fu
nominato vescovo di questa città e nel tempo divenne ricco e potente.
Da allora in Perù, come del resto in tutte le latitudini dove si trovano
vestigia di civiltà passate (non dimentichiamo i nostrani tombaroli), luso dello
scoperchiare tombe è sempre stato vivo e nei decenni passati divenne una specie di
sport-svago domenicale delle famiglie abbienti peruviane, tanto che in Perù esiste un
termine "huaquear" che letteralmente significa "andar per cimiteri".
Ai nostri giorni questa è unattività vietatissima dalla legge, ma 2000 km di coste
che nei secoli lontani hanno conosciuto fiorenti civiltà, un immenso territorio interno
ricchissimo di vestigia, sono estremamente difficili da custodire e da esplorare così
come lArcheologia chiede, pertanto una delle attività più redditizie è appunto
huaquear, sperando di capitare su una tomba che ripaghi una volta per tutte delle fatiche,
dei pericoli e dei sacrifici di una professione perseguitata.
Molte sono le istituzioni peruviane, sia pubbliche sia private, che raccolgono
reperti delle civiltà che nei secoli si sono avvicendate in questa parte del
subcontinente americano. Ciò che maggiormente colpisce il visitatore oltre al significato
e alla bellezza dei singoli oggetti, è la quantità di oro, profuso a piene mani nelle
chiese, conservato semplicemente nelle vetrine dei musei.
Quello che cercheremo di illustrare in questo articolo è una panoramica ad ampio raggio
delluso di questo metallo.
Allattuale livello delle scoperte archeologiche, le testimonianze più
antiche risalgono al 1500 a.C. Nel sito di Waywaka sono state trovate lamine di oro
associate con grani di crisocolla, un minerale via di mezzo tra la malachite e il
lapislazzuli che testimonia anche lo sviluppo di contatti commerciali.
Gli addetti ai lavori hanno diviso le età del Perù nel seguenti periodi:
1 formativo fino allera cristiana
2 transizione fino al 200 d.C.
3 Moche dal 200 al 700 d.C.
4 Wari e Tiwanaku fino al 1100 d.C.
5 Chimu fino al 1400
6 Inca dal 1400 alla conquista.
Il periodo formativo è di necessità il più
lungo e la motivazione è proprio nella definizione. I ritrovamenti di Chongoyape danno la possibilità di farsi
unidea, dalle placchette con animali estremamente stilizzati alle bande per
diademi ai dischi pettorali. Particolarmente bella una collana con pendenti a forma di
pesce e le cosiddette narigere o pendenti ornamentali da naso.
Quello che colpisce è la stilizzazione, pochi segni essenziali rendono comprensibile limmagine.Da Cerro
Corbacho viene la narigera con i sonaglini. Dal bacino del Maranon viene un oggetto di
culto, un serpente con sonagli e una corona in lamina doro.
Loreficeria Kunturwasi presso Cajamarca ha una splendida corona con testine sospese.
Dalla costa nord la maschera di una deità felina contornata da serpenti. Da Balsar
arrivano piume in oro con decorazioni geometriche che misurano cm. 28,5 x 17,5, e recipienti in
oro.
Il periodo di transizione è rappresentato dai
reperti di Frias, Balsar, Gallinazo e Vicus e vi si incontrano ornamenti da naso lavorate
con lamine uniformi quanto a spessore con disegni geometrici, pettorali stilizzati,
orecchini con pendenti di serpenti stilizzati con una lunghezza complessiva di 32 cm.
La tecnica era sempre la stessa, piccoli blocchi di metallo martellato su supporti di
pietra, procedimento in apparenza semplice che richiede una grande abilità e soprattutto un lungo
apprendistato. Dalle tombe sono emersi vari tipi di attrezzi per la martellatura, diverso
il tipo e la forma di pietra per ciascun tipo di lavorazione, addirittura cè stato
il ritrovamento di una filiera, per produrre il filo doro necessario.
Loreficeria Moche è forse quella che più
colpisce. Circa 900 anni di produzione, malgrado le depredazioni dei secoli passati, hanno
lasciato un campionario immenso di oggetti. E pur sempre una piccola porzione di
quanto in effetti era stato prodotto e che oggi è a disposizione presso i numerosi musei
e collezioni private. Gli Spagnoli, conquistadores e successivi huaqueros, presi dalla
brama di arricchirsi, considerarono un tuttuno la produzione Moche e la successiva
Inca, non si resero conto che il tipo e la
perfezione delloreficeria Moche aveva già raggiunto lapice dellarte.
Nellambito della loro arte gli
artigiani Moche usarono il rame, largento e loro, usarono leghe e combinazioni
degli stessi metalli, anche se gli oggetti con i metalli meno nobili sono più rari
poiché lossidazione e il deterioramento degli oggetti prodotti in rame e argento
sconsigliavano la produzione su larga scala, ecco quindi la profusione di metallo nobile,
loro.
Da Sipan proviene un disco che rappresenta un giaguaro con gli occhi e i denti di
conchiglia del diametro di cm 16,5. Stupefacente la naturalezza del gufo in oro laminato,
con le ali aperte ed in posizione
rampante, usato come ornamento frontale le cui misure sono di cm 37x27.
Già questi oggetti sono prodotti in
epoca molto antica, nel periodo intermedio abbiamo un altro ornamento frontale sempre in
oro laminato a figura antropomorfa con attributi felini. Una narigera in oro martellato
che rappresenta un gufo con ali aperte ed il bracciale con due guerrieri affrontati, un
condor e un gufo. E gli orecchini? Semplicemente splendidi, basta guardare
lesemplare con incrostazioni di turchese con un condor rampante su una testa-trofeo.
Le tecniche erano validissime e con risultati eccezionali come le rappresentazioni dei prodotti vegetali, valga per tutti la collana
composta da vaghi che riproducono le spagnolette di arachide, ogni vago della collana è
una sottilissima lamina doro martellata e saldata in argento. Pensate: il giro più
lungo è di 72 cm e ogni spagnoletta è in proporzione alla lunghezza del filo che la
contiene. Altro splendido esemplare di
collana è quello con le civette, il giro è lungo solo 33 cm ed ha un doppio filo per
evitare che le testine rappresentanti le civette potessero girarsi, anche queste sono in
oro martellato e saldato in argento.
Quello che bisogna pensare che nella
società Moche tutto ciò che rappresentava la ricchezza, il potere era rappresentato in
oro, dalla corona, ai pettorali, agli orecchini, agli ornamenti da naso, bracciali,
collari e collane, serpenti e sonagli, tumì ed armi, appartenevano allindividuo e
che con la sua morte lo seguiva nella tomba. Non era previsto, come accade nelle dinastie
europee, che passasse ad eventuali eredi, ecco perché le tombe scoperte sono così ricche
di oggetti tanto preziosi. Il successivo signore ricominciava lacquisizione di nuovi
ornamenti, nuovi tesori darte per usarli come simbolo del potere per poi portarseli
nella tomba.
Naturalmente la continua domanda di questi beni di lusso, ha nel tempo garantito la
creazione e continuità di un gran numero di abili artigiani fra la popolazione Moche e
nello stesso tempo contribuito ad elevare la qualità del lavoro da essi svolto. Osservate
lo splendore della riproduzione di questa conchiglia che doveva essere la parte finale
pendente di un collare!
Lo stile di Tiwanaku è contemporaneo allo
sviluppo Moche, questo sulla costa, quello allinterno, però sembra non aver
recepito quasi nulla dello stile costiero. Ciò che di questo stile abbiamo è scarso
quanto a quantità, i disegni sono
senza dubbio simbolici, impersonali, confermando limpressione di un controllo
religioso molto stretto che non permetteva libertà di espressione artistica, ecco la rappresentazione del Gran Signore.
Lo stile Wari lo vediamo nel bicchiere in oro, il dio rappresentato è la riproduzione del
dio principale sulla Porta del Sole a Tiwanaku, il bicchiere è alto 14 cm.
Il bottino dei conquistadores in Perù è immenso, ben superiore a quello
conquistato in Messico. Dal Perù giunse in Europa la seguente quantità di metalli
preziosi: 134.000 libbre di argento e 17.500 libbre di oro. Questo è solo quanto i
conquistatori mandarono in patria, il resto... lo lascio immaginare a voi.
Lambayeque è sempre stata considerata la culla della metallurgia ancestrale
peruviana, i maggiori musei del mondo conservano oggetti provenienti da questa zona. Ed in
questa zona nasce pian piano un nuovo stile, il Chimù, con
caratteristiche estremamente moderne,
Questo che mostriamo è un depilatore con disegno stilizzato di uccello. 
La tecnica era già più avanzata, oltre alla lavorazione di oro,
argento e rame cè anche quella del bronzo
e il rivestimento in oro degli oggetti, realizzato utilizzando un amalgama di polvere
doro e mercurio che evaporando al calore fissava la polvere doro sul rame. E a
questo periodo risale anche la realizzazione della lega chiamata tumbaga, composta di rame
e oro.
Uno dei primi ritrovamenti avvenne nel 1928: alcuni ragazzi avevano trovato nel fango
degli oggetti con i quali giocavano: una corona, un bracciale. Per acquisirli il museo
Indio Americano di New York dovette condurre una lunga trattativa.
Alla zona di Lambayeque appartiene il
tumi di oro martellato, è un coltello cerimoniale a lama corta con manico scolpito con un personaggio alato.
Molto bello è il bicchiere alto 19 cm con decorazione geometrica a spirale,
decorato nel registro superiore con immagini di deità.
Loro Chimu è il frutto delle esperienze di lavorazione precedenti, niente di
quanto si era appreso era mai andato
perso ed ora si notavano i risultati, basta guardare lornamento composto da 4 lamine
provviste di snodo, divise ciascuna in quattro registri che portano in rilievo personaggi
visti di profilo, tutti provvisti di corona, tutti con il mano il simbolo del loro potere
o il piatto in oro martellato con incisa una fantasia di personaggi rappresentanti dei e
figure zoomorfe, o lorecchino martellato e traforato con i soliti simboli, per
giungere poi alloreficeria Inca con gli uccellini in oro montati su rame o
lornamento frontale in oro e argento, realizzato con martellatura di oro e argento
fino a comporre il disegno voluto.
Loreficeria Inca ha un carattere più
essenziale, meno elaborato e più moderno, è più comune la lavorazione a
cera persa, basta guardare il tumi che in cima al manico ha una mano che stringe una
conchiglia o qualcuna delle figurine a tutto tondo, sia maschili che femminili o, meglio
ancora, la modernità del lama rappresentato in ginocchio.
E per concludere ricordiamo le parole di Garcilaso... "tutte le quattro
pareti del tempio erano coperte da
pannelli di oro... sullaltare più grande era posta la figura del Sole,
rappresentata da un disco di oro più grande di tutto il resto che sul fondo del tempio
andava da parete a parete.... le porte erano foderate con lamine
doro....lesterno del tempio aveva il cornicione rivestito di oro e lo
abbracciava tutto.... il tempio della Luna, moglie del Sole, e le sue porte erano foderate
di argento...".
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