PIENZA
Un gioiello tra le colline senesi
Roberta Gallina
Questo piccolo e ridente paese sorge in provincia di Siena, da
cui dista circa 53 chilometri a sud - est. Pienza deve la sua fama ed il suo nome al papa
Pio II Piccolomini, che la fece completamente ricostruire nell'anno 1459.
Il paese ha origini antichissime. Alcuni scavi archeologici,
condotti poco distanti dall'odierno abitato, hanno evidenziato la presenza di una
continuità abitativa dal periodo Neolitico al Medioevo; la toponomastica denuncia una
notevole presenza romana a partire da Rutiliano, primo nome con il quale viene ricordato
questo luogo, fino a Corsignano, termine che s'incontra dall'anno 828 d.C.
La direzione dei lavori per il rimodernamento della futura
Pienza furono affidati dal Papa all'architetto fiorentino Bernardo Gambarelli detto il
"Rossellino" (Settignano 1409 - Firenze 1464), che fu allievo e collaboratore di
Leon Battista Alberti. Il nuovo progetto non stravolse la struttura viaria dell'ex
Corsignano, s'innestò su di essa ed il paese venne abbellito con palazzi fatti costruire
dai cardinali su esplicita imposizione papale. La piazza principale, intitolata a Pio II,
è una delle maggiori attrattive di Pienza: delimitata dal Duomo, che sembra avanzare dal
paesaggio della val d'Orcia retrostante, dal Palazzo Piccolomini e dal Palazzo Borgia è
il risultato perfetto degli ideali architettonici rinascimentali. Guardando la piazza,
volgendo la spalla al Duomo, sembra molto più profonda e più grande di quanto sia in
realtà, questo gioco d'equilibri è rimarcato anche dal lastricato pavimentale, disposto
a grandi rettangoli; quasi allo spigolo di Palazzo Piccolomini si trova il "Pozzo dei
cani" (disegno e realizzazione del Rossellino).
La Cattedrale. La chiesa attuale sorge sull'antica Pieve di Santa
Maria, ma è orientata in maniera diversa, la parte presbiteriale poggia su un tratto di
terreno scosceso ed argilloso, molto instabile, tanto che poco dopo la sua erezione furono
necessari interventi di consolidamento. Ancora oggi il turista si può rendere conto del
fenomeno, visitando l'abside: la troverà ad un livello inferiore rispetto alle navate.
L'interno è luminosissimo, grazie ai grandi finestroni (recanti un'eccezionale
luminosità), che, per volere di Pio II, non hanno vetri istoriati né colorati; secondo
il consiglio dello stesso Alberti anche le pareti della chiesa sono bianche e, per non
turbare il candore, volle solo quattro tavole di artisti senesi. La prima tavola è opera
di Sano di Pietro e rappresenta la "Madonna in trono con Bambino ed i Santi
Maddalena, Filippo, Giacomo ed Anna"; la seconda, capolavoro di Lorenzo di Pietro
detto "il Vecchietta", raffigura "L'Assunzione della Madonna con i santi
Agata, Pio, Callisto e Caterina da Siena". Il terzo dipinto, opera di Matteo di
Giovanni, mostra la "Madonna con Bambino tra i Santi Caterina d'Alessandra, Matteo,
Bartolomeo e Lucia". Anche l'ultima tavola rappresenta il tema degli altri: compare,
infatti, la Madonna con Bambino ed i Santi Bernardino, Sabina, Francesco e Antonio abate,
l'autore è Giovanni di Paolo.
La campana della cattedrale, opera di G. Tofani, fu ottenuta
facendo fondere quella della vecchia Pieve di Santa Maria, in essa è incisa un'iscrizione
composta dallo stesso Pio II: "Parva fui nuper qualis delubra deceret/ et non urbani
moenia pressa loci/ mox Pius ut templum construxit et intulit urbem/ quantam urbs atque
aedes postulat esse iubet/ ergo pientinos si latius impleo campos/ nunc urbi nuper
oppidulo sonui a.D. MCCCCLXIII/ Gihanes Tofani de Senis me fecit".
Sotto l'abside della cattedrale vi è una piccola chiesa detta
di San Giovanni, al suo interno è contenuto il fonte battesimale disegnato dal Rossellino
e realizzato da qualche maestranza; in una parete si possono ancora ammirare i resti della
decorazione della vecchia Pieve di Santa Maria, venuti alla luce nel 1932 durante
l'esecuzione di alcuni restauri.
Proprio a sinistra della cattedrale sorge il Palazzo Borgia, al
posto dell'ex palazzo Pretorio. La costruzione si deve al dissoluto cardinale Rodrigo
Borgia (poi salito al soglio pontificio con il nome di Alessandro VI), padre di Cesare e
Lucrezia. Nel 1468 il palazzo fu donato al Vescovado che lo ha curato fino ad oggi. Dietro
la semplice ma elegantissima facciata le mura del palazzo custodiscono notevoli opera
d'arte: un tondo con "La Sacra Famiglia e San Giovannino" attribuita alla scuola
del Sodoma, una "Madonna con Bambino in trono con Santi", tavola attribuita
all'epoca di consacrazione della Cattedrale; un pregevole Crocifisso che risale al primo
trecento.
Sulla
piazza si affaccia il Palazzo dei Canonici, sede del Museo della cattedrale. IL museo
osserva il seguente orario: estivo 10 - 13, 16 - 18, invernale 10 - 13, 15 - 17. Nelle
quattro sale si possono ammirare varie opere d'arte: cinque arazzi risalenti al XVI
secolo, un trittico portatile con scene della vita di Cristo del trecento, una grande
tavola con "La Madonna della Misericordia" opera di Bartolo di Fredi del 1364.
Uno dei pezzi più preziosi, conservati in questo museo, è il piviale di Pio II che la
tradizione vuole regalato dal Pontefice alla Cattedrale del suo paese natio. L'ultima sala
del museo conserva alcuni pezzi preziosi quali il pastorale di Pio II e la pisside in rame
dorato, opera di un orafo senese della fine del XIV secolo.
Palazzo Piccolomini. Per volere del Papa il palazzo fu costruito
in arenaria con rifiniture in travertino, sopra
alcune vecchie case appartenenti alla famiglia
Piccolomini. L'intero palazzo è circondato da un sedile in travertino, il lato ovest si
affaccia sulla val d'Orcia è composto da una splendida loggia a tre ordini. Al suo
interno si può ammirare una fornitissima Sala delle Armi, la camera di Pio II.
Il Palazzo Pubblico. Edificato per volere di Pio II, questo
palazzo chiude la piazza di fronte alla Cattedrale. Sulla torre, in mattoni, compare un
orologio, proveniente dalla certosa di Pontignano, nelle pareti della loggia si trovano
delle epigrafi murate, una delle quali rappresenta il profilo di Enea Silvio Piccolomini
(Pio II).
Secondo il progetto del Pontefice il rinnovamento della
cittadina non si fermava al rinnovamento della piazza principale, ma si applicava anche
alla strada principale (oggi Corso Rossellino) dell'ex Corsignano. Dopo aver imposto ai
cardinali di contribuire alla costruzione ed al rinnovamento di Pienza, Pio II incaricò
l'architetto Pier Paolo del Porrina di edificare dodici nuove case per il popolo,
interamente a sue spese, nei dintorni della Porta del Ciglio. Pochi anni dopo però, nel
1464, la morte di Pio II, seguita pochi mesi più tardi, da quella del Rossellino, mise un
termine al rinnovamento edilizio; solo il cardinale Ammanniti (uno dei più cari amici
dell'appena defunto Papa), sedotto dalla bellezza della val d'Orcia, continuò il suo
compito.
Negli ultimi anni la cittadina di Pienza è uno dei centri
storici ed artistici della provincia senese più frequentati ed apprezzati dai turisti,
grazie anche alla cortesia dei suoi abitanti, che mettono a disposizione dei visitatori,
oltre alla loro ospitalità, botteghe d'antiquariato, erboristerie ed artigianato.
Due parole sulla persona di Pio II.
Enea Silvio Piccolomini nacque a Corsignano il 18 ottobre del 1405,
nell'adolescenza si trasferì a Siena per intraprendere gli studi umanistici. Divenne poi
segretario del cardinale Capranica, avversario del papa Eugenio IV (al secolo Gabriele
Condulmer), lo accompagnò al Concilio di Basilea nel 1432; passò poi al servizio del
vescovo di Novara, con l'incarico di far catturare Eugenio IV, ma la missione fallì. Fu
anche cancelliere del duca Amedeo di Savoia (antipapa con il nome di Felice V, 1383 -
1451).Negli anni compresi tra il 1436 ed il 1446 viaggiò per l'Europa, scrisse molte
opere, tra cui "De duobus amantibus historica" un racconto d'amore molto poco
castigato. In seguito ad una crisi di coscienza confessò la sua condotta antipapale al
Papa e ne ricevette l'assoluzione, nel 1446 ricevette gli Ordini Minori e l'anno dopo il
sacerdozio. Nel 1447 fu nominato vescovo di Trieste, fu creato cardinale nel 1456 dal papa
Callisto III (al secolo Alfonso de Borja), dopo la morte del quale fu creato Pontefice,
nonostante l'opposizione di molti cardinali che diffidavano del suo passato troppo
"disinvolto".
Durante il suo pontificato diresse gli sforzi per riunire il
mondo cristiano in una Crociata contro i Turchi che andavano affacciandosi in Europa. Con
la bolla pontificia "Vocavit me" annunciava la crociata e riunì i principi
cristiani a Mantova. Partì da Roma e, attraversando e fermandosi in molte città
d'Italia, arrivò a Mantova. Intanto a Roma scoppiavano dei disordini contro il Papa
assente, che, Con la bolla "Execrabilis", confermò la costituzione monarchica
della chiesa.
Pochi furono i principi che risposero all'appello pontificio,
solo Venezia sembrava l'unica veramente interessata. Visto lo scarso esito della sua
iniziativa, il Papa decise di mettersi a capo dell'impresa personalmente: intraprese,
nonostante le precarie condizioni di salute, un viaggio fino ad Ancona. Le uniche navi che
si presentarono furono le dodici promesse da Venezia. Ormai ammalato da tempo non resse a
quest'ultima delusione: morì ad Ancona il 14 giugno 1464.